Manovra, Unioncamere: oltre 5mila imprese nella galassia degli enti locali

Indagine sulle società partecipate da Comuni, Province, Regioni e Comunità Montane
News Nazionali

Roma, 13 ago. (Adnkronos) – E’ fatta di migliaia di nodi la rete del cosiddetto ‘capitalismo municipale’, una costellazione di oltre 5mila società di capitali partecipate e controllate dagli enti locali. Attive non solo nei settori tipici delle public utilities (energia, trasporti, rifiuti), ma anche nelle infrastrutture, nel commercio, nelle attività ricreative, culturali e sportive e addirittura nell’industria e nelle Tlc.

Con una ramificazione territoriale che può contare su oltre 11mila unità locali, per un totale di addetti vicino alle 270mila unità. E’ quanto emerge da un’indagine Unioncamere sulle società partecipate da Comuni, Province, Regioni e Comunità Montane.

Alla fine del 2009 – ultimo dato disponibile – questo speciale universo contava 5.512 realtà con una diminuzione rispetto al 2008 di sole 37 unità, pari allo 0,7% del totale. Sempre al 31 dicembre del 2009, a controllare questa rete capillare risultavano coinvolti 8.081 enti locali, 13 in più rispetto all’anno precedente.

Le partecipazioni pubbliche restano un fenomeno soprattutto municipale (7.677 i Comuni azionisti su 8.081 enti locali censiti nei Registri delle imprese delle Camere di commercio alla fine del 2009). Mediamente ogni Comune è presente in 8 società, mentre gli enti locali con partecipazioni in più di 5 società sono 3.632, il 44,9% del totale. In particolare, delle 5.512 società individuate dallo studio il 59,7% risulta esclusivamente in mano ai Comuni, mentre solo il 5,5% vede tra i propri azionisti esclusivamente le Regioni. In oltre il 30% dei casi, si assiste ad una partecipazione di più enti locali diversi in una stessa società. Sono invece 3.387 (il 61,4% del totale), le società controllate dagli enti locali con quote superiori al 50% del capitale sociale.

Sotto il profilo settoriale, le partecipazioni degli enti locali si concentrano soprattutto nel settore delle infrastrutture e dei servizi (34% del totale) e solo secondariamente in quello delle cosiddette ‘public utilities’ cioè energia elettrica, gas, acqua, ambiente (il 31,5%). Questi rapporti si invertono però se si guarda al solo insieme delle società controllate, strategicamente più rilevante per gli enti coinvolti: in questo caso la presenza più massiccia è proprio nelle public utilities (38,1%) e solo in seconda battuta nelle infrastrutture e servizi (35,3%). Da notare che, sempre nell’universo più ristretto delle società controllate, il 10,4% dei soggetti opera nel commercio, il 5,1% nelle attività ricreative, culturali e sportive e il 3,5% nella sanità. Ma c’è spazio anche per un 2,5% di iniziative nell’industria in senso stretto e per un 2,4% anche nelle telecomunicazioni.

Quanto al territorio, infine, il 78,5% delle partecipate ha sede nel Centro-Nord, Lombardia in testa (nella regione si trovano il 17,2% di tutte le società censite e il 19% delle controllate), seguita da Toscana (9,6%), Veneto (8,9%), Emilia-Romagna (8,6%) e Piemonte (8,2%). Per quanto riguarda invece il Mezzogiorno, dove ha sede il 21,5% delle società partecipate (e il 21,1 di quelle controllate), la maggiore presenza di imprese a controllo pubblico locale è in Campania (5,6% sul totale nazionale e il 23,7% dell’intero Mezzogiorno); segue la Sicilia (3,5% del totale nazionale e il 16,5 di quello del solo Meridione).

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