Offese, aggressioni, prese in giro: 1 bambino su 4 è vittima di bullismo

E il 9% non vuole indicare il responsabile
News Nazionali

Roma, 18 nov. (Adnkronos) – Oltre un quarto dei bambini italiani e circa il 20% degli adolescenti afferma di essere stato vittima di azioni di bullismo nel corso dell'ultimo anno. Lo afferma il decimo 'Rapporto Nazionale sulla Condizione dell'Infanzia e dell'Adolescenza' presentato a Roma da Eurispes e Telefono Azzurro, che hanno interpellato circa 2.500 bambini (7-11 anni) e ragazzi (12-19 anni). Piu' di un quarto dei bambini ha subito piu' volte nell'ultimo anno offese immotivate (27,2%) o provocazioni e prese in giro (28,1%).

Inferiori sono le percentuali di chi e' stato oggetto di percosse (10,3%), minacce (10,1%) e furto di cibo di oggetti (9,4%). Preoccupante il numero di bambini su cui sono state diffuse informazioni false o cattive (21,9%), quello di chi e' escluso o isolato dal gruppo (17,4%) e ha subito danneggiamento di oggetti (15,5). Molto bassa la quota di vittime di furto in denaro (3,4%). A subire danneggiamento di oggetti e percosse sono in misura maggiore i maschi (rispettivamente 17,8% e 12,4%) rispetto alle femmine (13,2% e 8,2%) che, invece, subiscono con piu' frequenza l'esclusione dal gruppo (20,9% a fronte del 13,9% dei bambini).

Alla richiesta di indicare chi sia stato il responsabile dei comportamenti subiti, il 45,1% dei bambini dichiara di non essere stato vittima di simili atti, mentre il 42,4% indica le caratteristiche dell'autore. Nel 25,4% dei casi si tratta di un coetaneo, in misura considerevolmente maggiore di un maschio (17,7%) rispetto alle femmine (7,7%). Più raro e' il caso in cui sono ragazzi piu' grandi a compiere la prevaricazione (5,8% tra maschi e femmine) e minimo quello in cui siano bambini piu' piccoli (2%). Nel 9,2%, invece, l'episodio di bullismo e' messo in atto da un gruppo, con una lieve prevalenza dei gruppi misti (3,5%) su quelli composti solo da maschi (2,9%) o femmine (2,8%).

Un dato significativo e' quello del 9% dei bambini intervistati che, pur essendo stati vittima di comportamenti violenti, preferisce non indicarne il responsabile. Esiste una sorta di corrispondenza di genere tra vittima e bullo, principalmente per le bambine: tra coetanei, la percentuale di bambine vittime di tali atti da parte di altre bambine e' pari al 13,8%, a fronte dell'1,5% dei maschi vittime di coetanee; infine, il 4% delle bambine (a fronte dell'1,7% dei maschi) e' vittima di un gruppo di femmine.

I maschi, invece, pur compiendo principalmente questi comportamenti verso bambini (coetanei, 23,6%; piu' grandi, 6,3%; in gruppo, 3,2%), agiscono con una percentuale consistente anche contro bambine, siano coetanee (12%) o piu' piccole (2,9%), e nei casi in cui agiscono in gruppo (2,7%). E' di poco piu' elevato il numero di maschi che dichiara di non essere mai stato vittima dei comportamenti indicati (46,4% contro il 43,9% delle femmine), mentre tra queste ultime e' piu' alta la percentuale di chi preferisce non indicare l'autore di tali atti (il 10,2% contro il 7,8%).

L'idea piu' diffusa tra i bambini e' che il 'bullo' sia un soggetto con problemi di rendimento scolastico (20,8%), il 14,9% attribuisce invece al bullo una forte carica impulsiva, che lo spinge ad avere comportamenti aggressivi, e il 14,1% crede sia la forza fisica la sua caratteristica preponderante. Per il 9,1% una forte sicurezza in se stessi spinge certe persone a prevaricare gli altri, mentre il 6,8% lo immagina come un soggetto isolato ed escluso dal resto dei compagni. Ben il 21,6% dei bambini non riesce ad identificare una caratteristica precisa che qualifichi il bullo come tale o che comunque ne indirizzi gli atteggiamenti e comportamenti.

Infine, assistere a episodi di bullismo attiva generalmente un sentimento di rabbia (31,2%), seguito dalla pena per la vittima (28,6%) e dalla paura (22,8%). A provare, invece, divertimento, ammirazione e, perfino, invidia per il bullo e' un numero esiguo di bambini (rispettivamente il 3%, lo 0,2% e l'1,1%), che in ogni caso sommati al numero di quanti provano indifferenza (3,2%) raccolgono complessivamente un atteggiamento negativo messo in atto dal 7,5% dei piccoli.

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