Khartoum, 12 mar. (Adnkronos/Aki) – Un gruppo composto da tre operatori dell'organizzazione umanitaria 'Medici senza frontiere' presente in Sudan sarebbe stato sequestrato oggi nella provincia del Darfur. Lo ha annunciato la tv araba 'al-Jazeera'. Tra loro ci sarebbe anche in italiano, come confermato dalla Farnesina. Altri due operatori, rapiti assieme agli altri, sono stati rilasciati poco dopo.
Secondo la ricostruzione fornita dal portavoce della forza di peacekeeping Unamid il gruppo di tre operatori e' stato rapito da un gruppo di armati che sono entrati nella sede ed ha ordinato loro di seguirli. Uno degli operatori locali sarebbe stato rilasciato.
Il rapimento arriva in un momento di grande tensione in Sudan dopo che il 4 marzo scorso il Tribunale penale dell'Onu ha spiccato un mandato d'arresto per il presidente sudanese Omar al Bashir accusato di crimini di guerra in Darfur. Come immediata rappresaglia contro la mossa delle Nazioni Unite, Bashir aveva ordinato l'espulsione di 16 organizzazioni di assistenza umanitaria che operavano in Darfur, accusandole di avere aiutate la Corte dell'Aja. Tra queste due sezioni di Msf, ma non quella belga che aveva continuato ad operare.
Su istruzioni del ministro Frattini, il ministero degli Esteri, che si mantiene in stretto contatto con i familiari del rapito, ha avviato tutte le necessarie azioni per promuovere la positiva soluzione del caso, e ha richiesto a tal fine anche la collaborazione delle Autorita' sudanesi, alle quali e' stato sottolineato che obiettivo assolutamente prioritario deve essere la piena salvaguardia dell' incolumita' del connazionale e che pertanto non devono essere intraprese azioni che possano comprometterla.
Il ministro Frattini, data la delicatezza della situazione e l'indispensabile discrezione da mantenere in questi casi, ha impartito istruzioni di osservare il piu' stretto riserbo, sottolineando che si tratta di una condotta necessaria per non intralciare gli sforzi intrapresi per assicurare l' incolumita' dell' ostaggio e favorire la positiva conclusione della vicenda. Pertanto non verranno rilasciate dichiarazioni ne' date informazioni ai mezzi di comunicazione sull' evoluzione della vicenda, si aggiunge nella nota.
Nella certezza -ci conclude- che gli operatori dell' informazione comprenderanno ancora una volta, come gia' accaduto in circostanze analoghe, le motivazioni di questa necessaria linea di condotta, la Farnesina fa al contempo appello alla loro professionalita' e senso di responsabilita' affinche' si eviti di diffondere notizie non controllate e non accertate nel merito e nell' attendibilita' delle fonti o che possano comunque nuocere alla favorevole soluzione del rapimento, esito che si sta ricercando attraverso uno sforzo coordinato di tutte le competenti istituzioni.
