Rifiuti, governo battuto due volte: è bagarre in aula alla Camera.

Decreto rinviato in Commissione. Casini: 'Così si fa male al Paese'.
News Nazionali

Roma, 20 lug. (Adnkronos/Ign) – Bagarre in aula alla Camera dopo che il governo è andato sotto due volte sulle mozioni di Idv e Api sui rifiuti.

L’opposizione ha gridato in aula ‘dimissioni, dimissioni’ quando è stata approvata una mozione dell’Italia dei Valorisulla quale il ministro Stefania Prestigiacomo aveva dato parere favorevole ma l’intero governo ha votato contro. L’esecutivo è stato poi sconfitto una seconda volta su una mozione presentata da Alleanza per l’Italia.

Walter Veltroni , prendendo la parola, ha sottolineato: ‘Siamo di fronte all’evidenza dell’assenza di una maggioranza". Siamo di fronte "a un fatto anomalo nella vicenda del Parlamento. Serve un atto di responsabilità".

L’aula di Montecitorio ha quindi votato il rinvio in commissione del decreto rifiuti. Alla richiesta, avanzata dal relatore Pdl Agostino Ghiglia, si era detta contraria l’opposizione.

In aula il capogruppo del Pd, Dario Franceschini, accusa: il rinvio "senza alcuna motivazione" del decreto è frutto di "uno scambio" tra Lega e Pdl: via il dl in cambio del no all’arresto di Alfonso Papa (Pdl). "Dietro il rinvio c’è la paura delle divisioni della maggioranza – prosegue Franceschini – ma anche un prezzo da pagare e il prezzo da pagare è il voto di questo pomeriggio su Papa: i rifiuti di Napoli in cambio del voto della Lega all’arresto di Papa".

Il capogruppo leghista Marco Reguzzoni risponde così in aula a Franceschini: "Voi siete stati colpiti dall’avviso di garanzia al capo della vostra segreteria, a Penati, e state mettendo le mani avanti". Franceschini, accusa Reguzzoni, "sta mettendo le mani avanti, sta preparando un colpo dei vostri parlamentari pronti allo scrutinio segreto".

"Lo hanno capito anche i bambini che c’è stato uno scambio", sottolinea da parte sua Pier Luigi Bersani . "Se la Lega dice che non è così, che non c’è stato uno scambio, allora si metta di traverso sul voto segreto sull’arresto di Papa – aggiunge il leader del Pd -. Non ci sono altre risposte".

Il leader dell’Idv Antonio Di Pietro invita invece a tenere separate le due cose: "Io so come voterò su Papa ma a me sembra di vivere qui dentro una caccia alla persona per fini politici e non dovremmo trattare le persone in questo modo".

Per il leader Udc Pier Ferdinando Casini "il governo è in stato confusionale. Vedo che vuole andare avanti, ma così fa male al Paese". Quanto all’accusa avanzata dal Pd su un accordo sottobanco sul caso Papa, Casini non ha dubbi: "E’ evidente che c’è".

"Oggi per il governo è stata una Waterloo – sottolinea il coordinatore nazionale di Futuro e libertà Roberto Menia -. Si è vista la detonazione del governo e della maggioranza. Sembrano le ultime ore di Pompei".

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