Roma, tenta di abortire con un farmaco per l’ulcera e muore. Denunciata figlia 22enne

Si indaga inoltre per individuare il medico che ha prescritto il farmaco e di chi effettivamente ne fosse il destinatario.
News Nazionali

Roma, 2 dic. – (Adnkronos) – Era incinta di circa 7 settimane ma non voleva portare a termine la gravidanza, così S.M.V. romena di 40 anni residente al campo nomadi di via della Martora a Roma, ha ingerito la scorsa settimana una quantità eccessiva di pasticche di un farmaco che è registrato per prevenire ulcere gastriche, ma che in realtà viene usato dalle donne per indurre l'aborto.

La donna, soccorsa in un primo momento presso l'ospedale Sandro Pertini, a causa di complicanze sopraggiunte di tipo respiratorio e cardiovascolare è stata successivamente trasportata al Cristo Re, dove è deceduta la scorsa notte.

Gli agenti della Questura hanno avviato immediatamente le indagini per individuare chi potesse aver prescritto e successivamente somministrato il farmaco alla straniera e ieri personale del Commissariato San Basilio ha denunciato R.P. 22enne figlia della donna deceduta, per violazione della normativa riguardante l'interruzione volontaria della gravidanza, in quanto gravemente sospettata di aver aiutato la madre ad ingerire il medicinale.

All'interno della "baracca" abitata dalla famiglia delle donne, i poliziotti del Commissariato hanno trovato parte di un "blister" parzialmente bruciato che è stato recuperato dagli agenti e che verrà analizzato da personale del Gabinetto Interregionale di Polizia Scientifica per verificarne la corrispondenza con il farmaco ingerito dalla straniera. Infine, i poliziotti del Commissariato San Basilio stanno conducendo indagini finalizzate all'individuazione del medico che ha prescritto il farmaco e di chi effettivamente ne fosse il destinatario.

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