Ruby, Camera approva con 315 sì: gli atti ritornano ai pm di Milano

Bossi: "Numeri buoni, si va avanti"
News Nazionali

Roma, 3 feb. (Adnkronos/Ign) – L’aula della Camera ha approvato la proposta della Giunta delle autorizzazioni di rinviare alla procura di Milano gli atti relativi alla richiesta di perquisizione degli uffici della segreteria del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi nell’ambito dell’inchiesta legata al caso Ruby. La proposta ha ottenuto 315 voti a favore, 298 no e un astenuto.

Soddisfatto Umberto Bossi: “I numeri sono buoni, per ora si va avanti”.

Sale dunque a 315 la maggioranza con il sostanziale ingresso di Aurelio Misiti nelle file della coalizione che sostiene il governo. Misiti, che oggi ha annunciato il suo addio al Movimento per le autonomie, ha infatti votato a favore del rinvio degli atti sulla perquisizione dello studio del contabile personale di Silvio Berlusconi.

Mini-giallo, invece, sul voto di Luca Barbareschi. L’esponente di Futuro e Libertà si è astenuto ma la sua intenzione, ha spiegato il collega del gruppo Fabio Granata, era quella di votare contro la richiesta della Giunta. Barbareschi, infatti, subito dopo la votazione ha fatto mettere a verbale il suo errore dai segretari di presidenza.

La discussione in aula era iniziata oggi intorno alle 15. Ad aprire il dibattito è stato Antonio Leone, relatore di maggioranza della Giunta per le autorizzazioni.

Poi è intervenuto brevemente Federico Palomba (Idv), relatore di minoranza in Giunta. “Oggi – ha detto ironizzando – lo zio di Ruby, Mubarak, ha qualche problema… Il fatto che Berlusconi abbia spacciato la giovane marocchina per la nipote dello stesso Mubarak magari ha portato scalogna al presidente egiziano”. Poi, Palomba si è rivolto alla maggioranza, chiedendo di respingere la richiesta della Giunta di rinviare le carte ai giudici milanesi: “Per salvarlo dal processo, lo consegnate al ridicolo. Salvatelo dal ridicolo e consegnatelo al processo”.

Parlando del voto di oggi alla Camera, il ministro della Giustizia Angelino Alfano , ha dichiarato: “Credo che la maggioranza sarà compatta , non in difesa di Berlusconi in quanto persona ma in difesa del diritto di un parlamentare relativamente a determinate prerogative”.

Il ministro degli Esteri Franco Frattini, rispondendo in aula al Senato a un’interrogazione del vice presidente dei senatori del Pd Luigi Zanda sul rischio di ricatti sul piano internazionale a Berlusconi legati alle vicende delle feste, ha sottolineato: “Non è mai giunta direttamente o indirettamente, tramite la rete diplomatica o tramite i Servizi, alcuna ipotesi di valutazione raccolta all’estero su una presunta ricattabilità del presidente del Consiglio, né di tentativi o forme di pressione di potenze straniere o di organizzazioni criminali”.

Zanda si è detto “profondamente insoddisfatto’ della replica del ministro. ‘Frattini – ha sottolineato – ha scelto la strada di negare anche l’evidenza. Non è credibile che l’unica persona che non si accorge di quanto siano diffusi all’estero il fastidio e la preoccupazione per le conseguenze dei comportamenti di Berlusconi sia proprio il ministro degli Esteri italiano”.

Anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta nella sua audizione al Copasir durata quasi due ore e mezzo, ha sostenuto che il premier non e’ ricattabile a seguito delle vicende emerse in relazione alla sua vita privata. A quanto si apprende il sottosegretario Letta, ha negato le preoccupazioni sollevate da alcuni membri del Comitato e ha spiegato che non vi sono state falle nel sistema di sicurezza attorno al premier. Letta ha riferito che i Servizi non sapevano che il premier era indirettamente sottoposto ad attivita’ di controllo a seguito delle indagini della magistratura e che il sistema di sicurezza che ruota attorno al presidente del Consiglio non ha quindi interferito con l’attivita’ della magistratura stessa.

Nel corso dell’audizione è stato anche chiesto al sottosegretario Letta se il dispositivo di sicurezza del presidente del Consiglio avesse informato il premier dei rischi connessi all’accesso presso la sua residenza di personaggi coivolti in dubbie frequentazioni come ad esempio, a quanto è emerso dalle indagini, Marystelle Polanco. Letta ha spiegato che il Disciplinare della tutela del premier non prevede questo tipo di attivita’. Il sottosegretario ha inoltre spiegato che l’accesso alla residenza del premier e’ garantito dalla vigilanza privata e che gli ospiti privati di Berlusconi non sono sottoposti a verifica da parte dei Servizi di intellingence.

Intanto, fonti della Procura di Milano smentiscono le voci relative a immagini compromettenti scattate da qualcuna delle ospiti delle serate organizzate ad Arcore. Agli atti dell’indagine in corso a Milano sul caso Ruby ci sono solo “foto irrilevanti, o innocenti”, riferiscono.

Parlando dell’inchiesta il procuratore capo di Milano, Edmondo Bruti Liberati è tornato a ribadire: ‘Siamo stati attenti ai soldi dei contribuenti’. E ha precisato che i ‘bersagli’ sono stati una quarantina e che per le intercettazioni sono stati spesi in tutto 26mila euro.

Per i magistrati milanesi impegnati nell’indagine sul caso Ruby sarà un fine settimana di riflessione. Gli inquirenti dovranno in questi giorni decidere se chiedere il giudizio immediato nei confronti del premier per entrambe le ipotesi di accusa formulate oppure se percorrere un doppio binario: procedere con la richiesta di immediato per la sola concussione e con la citazione diretta a giudizio per la prostituzione minorile così da evitare possibili ‘bocciature’ da parte del gip in futuro. Secondo quanto si apprende negli ambienti giudiziari solo lunedì i magistrati ‘tireranno le fila’ e scioglieranno la loro riserva sulle scelte processuali che intendono seguire.

Nel frattempo, in Procura a Milano sono state prese misure straordinarie per evitare qualsiasi fuga di notizie. Nel pomeriggio, infatti, alcuni carabinieri sono stati chiamati a presidiare il corridoio dove si affaccia l’ufficio del pm Antonio Sangermano. Il magistrato in queste ore e’ impegnato nella fotocopia di atti relativi all’indagine per preparare la richiesta di giudizio immediato a carico di Silvio Berlusconi che, con ogni probabilita’, verra’ presentata al gip agli inizi della prossima settimana.

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