Tremonti: mi sono dimesso da inquilino. Caso Milanese, slitta decisione su arresto

Martedì il voto dell'Aula della Camera
News Nazionali

Roma, 28 lug. – (Adnkronos/Ign) – "Vi do subito una notizia: mi sono dimesso da inquilino". Così il ministro dell’economia Giulio Tremonti aprendo una conferenza stampa. Il ministro fa poi riferimento al fondo di oggi sul Corriere della Sera, in cui Sergio Romano gli chiede chiarimenti. E a questo proposito con i giornalisti che gli chiedevano del caso Milanese e delle sue eventuali dimissioni taglia corto: ‘Risponderò domani all’ambasciatore Romano’.

In difesa di Giulio Tremoti interviene il leader della Lega, Umberto Bossi . "Tremonti è uno che controlla che non crolli il soffitto della casa, non si è accorto di una buccia di banana. Comunque certamente non rischia perché è stata una superficialità, una sciocchezza", dice il leader della Lega. Quanto alle richieste di dimissioni o alle questioni di opportunità di permanenza in carica del ministro Bossi glissa: "Non voglio entrarci".

‘Conoscendo la sensibilità di Tremonti, penserà da solo a chiarire la sua posizione, non ha bisogno che glielo dica io. Nella fattispecie è ciò che chiede l’opinione pubblica e ciò che chiedono i giornali". Pier Ferdinando Casini commenta così la posizione del ministro dell’Economia. E affronta il tema da un punto di vista più ampio. "Sul caso Milanese -annuncia- la prossima settimana presenteremo un disegno di legge in ordine al tema, non di Tremonti, ma dell’organizzazione del ministero dell’Economia, che secondo noi dobbiamo superare la fattispecie Bassanini perché qui si sta prefigurando una sorta di superministro che diventa anche molto più potente del Presidente del Consiglio. E’ una questione di ordine generale, che nulla ha a che fare con le vicende di Tremonti ma ha a che fare con una nostra visione dell’economia e del ministero dell’Economia’.

Sulla vicenda Milanese intanto la Giunta delle autorizzazioni della Camera, con voto unanime, ha dato il via libera all’apertura delle cassette di sicurezza facenti capo al deputato del Pdl Marco Milanese nonché all’acquisizione dei tabulati telefonici per ricostruire i suoi rapporti con la Guardia di finanza. Ma ha rinviato a settembre il pronunciamento sull’arresto dell’ex consigliere del ministro dell’Economia Giulio Tremonti.

Dopo l’ok a maggioranza alla richiesta dei pm napoletani circa l’acquisizione dei documenti, l’organo parlamentare ha infatti votato, sempre a maggioranza e con l’apporto del Terzo polo, la proroga, chiesta dal relatore, per acquisire altri documenti dell’inchiesta rinviando la decisione finale sull’arresto di Milanese a dopo la pausa estiva. Il parere sulla vicenda sarà calendarizzato in Aula nella terza settimana di settembre. Martedì prossimo invece l’assemblea voterà il parere della Giunta su tabulati e cassette sicurezza.

Il deputato si è presentato di buon’ora alla riunione dell’organismo chiamato a pronunciarsi sulle richieste di autorizzazione avanzate dalla magistratura napoletana nei suoi confronti.

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