Università, Napolitano firma ma chiede di affrontare le criticità

"Promulgo la legge non avendo ravvisato nel testo motivi evidenti e gravi per chiedere una nuova deliberazione alle Camere".
News Nazionali

Roma, 30 dic. (Adnkronos/Ign) – Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha oggi promulgato la legge recante “Norme in materia di organizzazione delle università, di personale accademico e reclutamento, nonché delega al Governo per incentivare la qualità e l’efficienza del sistema universitario”.

Il Capo dello Stato ha contestualmente indirizzato una lettera al Presidente del Consiglio dei Ministri ove, fra l’altro, sottolinea che “l’attuazione della legge è del resto demandata a un elevato numero di provvedimenti, a mezzo di delega legislativa, di regolamenti governativi e di decreti ministeriali; quel che sta per avviarsi è dunque un processo di riforma, nel corso del quale saranno concretamente definiti gli indirizzi indicati nel testo legislativo e potranno essere anche affrontate talune criticità, riscontrabili in particolare negli articoli 4, 23 e 26”.

“Promulgo la legge, ai sensi dell’art. 87 della Costituzione, non avendo ravvisato nel testo motivi evidenti e gravi per chiedere una nuova deliberazione alle Camere, correttiva della legge approvata a conclusione di un lungo e faticoso iter parlamentare”, scrive Napolitano a Berlusconi, prima di affrontare il tema delle “criticità”. “Per quel che riguarda l’articolo 6 -entra nel dettaglio Napolitano- concernente il titolo di professore aggregato – pur non lasciando la norma, da un punto di vista sostanziale, spazio a dubbi interpretativi della reale volontà del legislatore – si attende che ai fini di un auspicabile migliore coordinamento formale, il governo adempia senza indugio all’impegno assunto dal Ministro Gelmini nella seduta del 21 dicembre in Senato, eventualmente attraverso la soppressione del comma 5 dell’articolo”. “Per quanto concerne l’art. 4 relativo alla concessione di borse di studio agli studenti, appare non pienamente coerente con il criterio del merito – prosegue Napolitano – nella parte in cui prevede una riserva basata anche sul criterio dell’appartenenza territoriale. Inoltre l’art. 23, nel disciplinare i contratti per attivita’ di insegnamento, appare di dubbia ragionevolezza nella parte in cui aggiunge una limitazione oggettiva riferita al reddito ai requisiti soggettivi di carattere scientifico e professionale”.

“Infine – raccomanda ancora Napolitano – è opportuno che l’art. 26, nel prevedere l’interpretazione autentica dell’art. 1, comma 1, del decreto legge n. 2 del 2004 sia formulato in termini non equivoci e corrispondenti al consolidato indirizzo giurisprudenziale della Corte Costituzionale”. “Al di la’ del possibile superamento – nel corso del processo di attuazione della legge – delle criticità relative agli articoli menzionati, resta importante – sottolinea Napolitano – l’iniziativa che spetta al governo in esecuzione degli ordini del giorno Valditara e altri G 28.100, Rusconi ed altri G24.301, accolti nella seduta del 21 dicembre in Senato, contenenti precise indicazioni anche integrative – sul piano dei contenuti e delle risorse – delle scelte compiute con la legge successivamente approvata dall’Assemblea. “Auspico infine che su tutti gli impegni assunti con l’accoglimento degli ordini del giorno e sugli sviluppi della complessa fase attuativa del provvedimento, il governo ricerchi un costruttivo confronto con tutte le parti interessate”, conclude il Presidente della Repubblica.

“Credo che la promulgazione sia un fatto positivo”. Così il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, raggiunta telefonicamente dall’ADNKRONOS, ha commentato a caldo la notizia della promulgazione del ddl sulla riforma dell’università da parte del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Sul fatto che il Capo dello Stato abbia rilevato alcune criticità, Gelmini ha sottolineato di voler leggere “il testo prima di fare commenti”. Gelmini ha spiegato “di aver appreso poco fa la notizia dal sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianni Letta”.

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