Vince il web, un quotidiano su dieci sparirà in America

Sale al 40% la percentuale di lettori che si informano su internet contro il 30% di chi continua a cercar notizie sui giornali. Il 'FT' per non licenziare adotterà la settimana di tre giorni lavorativi.Dal 2000 al 2007 perse 5 mln di copie.
News Nazionali

Roma, 5 mar. (Adnkronos/Ign) – Un quotidiano su dieci sparirà negli Stati Uniti nel corso di quest'anno e molte città americane resteranno, per la prima volta dalla fondazione senza un loro quotidiano. E' in sintesi la fosca previsione fatta dagli esperti del settore che, secondo quanto scrive 'la Stampa', prevedono che l'editoria non sarà affatto immune dalla crisi economica che negli Stati Uniti sta provocando tagli e licenziamenti a catena e che si va a sommare alle difficoltà di un'industria già sofferente per la concorrenza di internet e per la riduzione di lettori e investimenti pubblicitari. Le previsioni di un 'annus horribilis' dei giornali si basa su dati precisi: dal 2000 al 2007 la tiratura complessiva dei quotidiani è scesa di 5 milioni di copie e nell'ultimo trimestre del 2008 la raccolta pubblicitaria è diminuita di circa il 20%.

''Già 20.000 persone che lavoravano nei giornali – scrive il quotidiano – hanno perso il posto e migliaia di altre le seguiranno'' con conseguenze anche sui contenuti. Supplementi storici come quello letterario del 'Washington Post' sono stati aboliti e i giornalisti ''sono stati obbligati a lavorare contemporaneamente per la carta stampata e per il sito web del giornale dal quale si spera arriveranno in futuro i soldi'' anche perché sale al 40% la percentuale di persone che si informano su internet contro il 30% di quanto continuano a cercare notizie sui giornali. La crisi riguarda anche le testate europee con giornali storici come il 'Financial Times' che per resistere e non licenziare questa estate adotterà la settimana di tre giorni lavorativi. A resistere pensa anche Rupert Murdoch del cui impero fanno parte il 'Times' di Londra e il 'Wall Street Journal' nonostante le quotazioni del suo gruppo abbiano perso il 60% in un anno.

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