Affaire Lavoyer: Alpe e Pd aspettano il Consiglio regionale per chiarimenti. PdL ne discute lunedì

Il Partito democratico intanto punta il dito, oltre che sul Lavoyer e Carradore, anche sulla Banca di Credito Cooperativo Valdostano. Zucchi del PdL "i riflessi politici siano inevitabili”. Alpe "Se non arrivano chiarimenti chiederemo dimissioni".
Alberto Zucchi
Politica

Il caso dell’Assesore regionale alle Finanze Claudio Lavoyer, fa eco da una stanza all’altra delle sedi politiche dei movimenti valdostani di maggioranza e minoranza. All’Assessore regionale alle Finanze e Bilancio fischieranno parecchio le orecchie, così come all’Assessore comunale al Turismo di Aosta, Patrizia Carradore. Quaranta milioni di euro tra il 2009 e 2010 transitati su conti che fanno riferimento ai due politici della Fédération, anche se LAvoyer afferma che si tratta di cifre mpm reali, non passano inosservati, tanto più se dalle dichiarazioni dei redditi non risultano, tanto più se per quei movimenti, oltre ad altre irregolarità, la Bccv ha ricevuto la bacchettata dalla Banca d’Italia.

Il fermento politico rimane, sia internamente alla Fédération, divisa tra chi accorda all’Assessore Lavoyer il fatto che sia un fatto personale che non tocca le istituzioni, e chi invece rimane accigliato e vuole maggiore chiarezza. Nel frattempo nell’asse di maggioranza del Governo regionale qualcosa scricchiola: prima di tutto il PdL smentisce con le parole di Alberto Zucchi, quanto affermato dal capogruppo di Fédération Leonardo La Torre, che aveva sostenuto la solidarietà di tutta la maggioranza verso Lavoyer, compresa quelle del Pdl seppur “con posizioni di cautela”. Il Pdl discuterà la questione lunedì prossimo, nell’assemblea degli eletti. Zucchi afferma “non vogliamo tranciare giudizi o esigere dimissioni, ma sapere che cosa è accaduto” affermando, al contrario di quanto si dice in FA che “i riflessi politici siano inevitabili”.

Dall’opposizione arrivano parole dure. Le segreterie di Alpe e Pd si sono riunite ieri. Ciascun movimento ha analizzato la vicenda e le posizioni emerse non lasciano adito a fraintendimenti. Il Pd lancia l’ultimatum: mercoledì nella seduta del Consiglio Valle “Se l’assessore e la maggioranza intenderanno rimanere nell’ambiguità in attesa di eventuali risvolti giudiziari, avanzeremo la richiesta di dimissioni”. Alpe non è da meno: una mozione per chiedere a Lavoyer di riferire in commissione della vicenda è già all’ordine del giorno e una mozione di sfiducia “Non è da escludere”, ha detto il segretario Chantal Certan, aggiungendo “Se nel corso della prossima seduta consiliare non saranno fornite spiegazioni esaurienti e convincenti sulle movimentazioni finanziarie oggetto di accertamento da parte della Banca d’Italia, il cui ammontare ha suscitato comprensibile sconcerto nell’opinione pubblica, i nostri gruppi chiederanno le immediate dimissioni degli amministratori interessati”.

Il Partito democratico intanto punta il dito, oltre che sul Lavoyer e Carradore, anche sulla Banca di Credito Cooperativo Valdostano: “Emerge dunque sin d’ora un comportamento irregolare della Banca, che infatti si è subito affrettata a pagare la multa, fondato su un rapporto di fiducia con alcuni clienti ‘speciali’ tra cui l’assessore Lavoyer. Il comportamento della banca è tanto più grave in un momento di crisi economica come l’attuale, nel quale molti comuni cittadini si vedono invece negare l’accesso al credito bancario anche per cifre di modesta entità”. E rispetto alla nota che Lavoyer avrebbe promesso per chiarire la vicenda il Pd risponde ancora “Se riguardo alle procedure non è stato dato il buon esempio, altrettanto discutibile è che occorrano settimane all’assessore Lavoyer per produrre una memoria che, stando alle informazioni giornalistiche, è per il momento riservata al presidente Rollandin”.

E alle dichiarazioni dell’Union Valdôtaine sul caso, “preannunciate sugli organi di stampa – scrive il Pd – di affrontare il prossimo Consiglio regionale con la linea difensiva del capogruppo Empereur (“quando avremo elementi ufficiali prenderemo una posizione”) ci pare un tentativo di non dare risposte alle tante domande che i cittadini si stanno ponendo”.
 

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