l’Uv si riuniva al Giacosa per il suo comizio finale, l’Alpe stabiliva il suo quartier generale al De la Ville. Il partito nato dalla fusione tra Renouveau Valdôtain, Vallée d’Aoste Vive e Verdi alternativi ha affilato le spade in vista di domenica, per l’ultimo incontro con la popolazione.
La sala gremita ha salutato i 35 candidati, presentati da Alexis Vallet. “La prossima Valle d’Aosta”, per Alpe, si fonda sui valori comuni dell’equità, dell’autonomia, della legalità, dell’ambientalismo e della responsabilità.
ha ricordato per l’ultima volta, prima del verdetto delle urne, quali sono i tratti distintivi della lista. Un tema che ricorre è la lotta alla ‘ndrangheta e al clientelismo, visti come due facce della stessa medaglia. Non per nulla uno dei recenti incontri organizzati da Alpe, Autonomia Vs Mafia, ha sottolineato il legame tra radicamento della criminalità organizzata nel territorio e fenomeni come la compravendita dei voti, i lavori affidati senza appalto e la mancanza di trasparenza. “Chi accetta il ricatto del controllo del voto perde la sua dignità” ha affermato Carlo Perrin nel suo intervento. “Invochiamo un cambiamento di metodo nell’azione politica, abbiamo la credibilità e le competenze per portare la Valle sui giusti binari, è urgente salutare un’alternanza politica, portare nell’azione politica i valori che il Galletto rappresenta appieno, come il senso civico, la collegialità, l’attenzione per il territorio. Ci sono le condizioni per vincere. Dobbiamo sostituire l’uomo solo al comando con una squadra al lavoro sui problemi della nostra Valle”. La squadra è quella dell’Alpe, e in generale della coalizione autonomista progressista, di cui Alpe fa parte assieme a Pd e Uvp.
L’ultimo comizio di Alpe è un atto d’accusa contro la passata gestione della Valle d’Aosta. “Interi settori economici si stanno ribellando, i valdostani non hanno più voglia di stare in panchina” ha sostenuto Alexis Vallet. “In momenti come questi penso a mio nonno. Bisogna piantare noci, mi ripete sempre. Chi pianta noci sa che i frutti li raccoglieranno i suoi figli e i figli dei suoi figli, guarda lontano. Abbiamo davanti una scelta tra due scuole di pensiero, una miope, stanca e tesa a prosciugare il nostro patrimonio per sopravvivere, e una che programma a lungo termine, sapendo che per investire nel futuro bisogna fare i conti con le risorse del presente, senza sprecarle. Per anni i valdostani hanno accettato di tutto, gli appelli al non voto, i ricatti, l’arroganza, ora però esiste una vera alternativa”.
Tra i punti del programma politico di Alpe ci sono la ferrovia (Aosta-Torino in due ore, e una linea Aosta-Pré-Saint-Didier efficiente), la gestione dei rifiuti attraverso la raccolta differenziata e la tariffazione che premia i virtuosi (Fabrizio Roscio in lista è una garanzia), la valorizzazione del turismo nelle quattro stagioni, non solo quella invernale, la trasparenza nella gestione dei beni pubblici e delle partecipate, il sostegno all’agricoltura, vittima di un taglio del 75% degli investimenti, l’obbligo di assunzione attraverso concorsi pubblici e l’istituzione di appalti con procedure aperte, il rilancio dell’edilizia attraverso la ristrutturazione e riqualificazione energetica degli edifici già esistenti, la valorizzazione dei negozi di prossimità, una razionalizzazione della macchina burocratica, la lotta all’abbandono scolastico.


