A una settimana dal voto, le elezioni regionali continuano a infiammare il dibattito politico in Valle d’Aosta. Dopo qualche giorno di pausa, seguito dalle immancabili analisi dei risultati, tutti i partiti si sono rimessi in moto. Se da una parte impazza il toto-giunta, con il Presidente della Regione Augusto Rollandin alle prese con un rompicapo ad alto quoziente di difficoltà, dall’altra l’opposizione si è già detta contraria ad un governo di larghe intese, pur aprendo alla possibilità di occupare un poltrona di prestigio come quella della presidenza del Consiglio Valle.
Una partita a scacchi che si gioca anche sul “tavolo” parallelo dei posti di sottogoverno, ma non solo. A entrare nel merito della questione, questa mattina, è stato Albert Chatrian, consigliere di Alpe. “Dopo ogni elezione regionale, ma anche comunale – scrive in una nota uno dei cinque eletti del Galletto – si è sempre assistito allo squallido spettacolo della ricerca di premi per chi non ha avuto abbastanza vento in poppa per essere eletto. Chi è al potere pensa a come alleviare le sofferenze post elettorali dei candidati “trombati”, anche per spegnere sul nascere dissensi, malcontento e, chissà mai, defezioni. Così USL, Pro loco, Cooperative, Consorzi, società impianti di risalita, CVA, Casinò, che già operavano attivamente prima delle elezioni, riprendono a pieno ritmo l’attività e diventano possibili sbocchi lavorativi o fonti di incarichi “terapeutici” per i delusi filogovernativi: tanto non paga il partito o il movimento, ma i valdostani”.
Alpe si propone quindi di impedire questo valzer di poltrone, appellandosi al Decreto Legislativo (Dlgs 8 aprile 2013, n.39) di applicazione della cosiddetta “legge anticorruzione” del 6 novembre 2012 che dà disposizioni in materia d’inconferibilità e incompatibilità di incarichi presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati in controllo pubblico.
In sostanza la legge vieta alle amministrazioni, compresa la Regione Valle d’Aosta, di attribuire incarichi ad assessori, consiglieri regionali, sindaci e amministratori uscenti.
“Finalmente una legge tutela un sacrosanto principio – spiega ancora Chatrian – perché fare parte di un partito o movimento e partecipare alle elezioni, portando il proprio contributo di voti alla lista, non è un concorso e non dà diritto a nessuna precedenza per accedere a qualche posto o incarico, passando davanti ad altri con maggiori meriti. Vigileremo e metteremo in piazza ogni episodio oscuro e ogni tentativo di aggirare la legge e i principi di equità e trasparenza, andando a guardare anche le società private che hanno avuto e hanno occasione di lavorare, con costanza e ripetitività, con l’amministrazione regionale, ad esempio quelle che si occupano di rifiuti e energia, o che prestano al settore pubblico servizi essenziali”.
“È finita un’epoca di favoritismi e privilegi che non si ripeterà più”, conclude Chatrian. “Ne inizia una nuova piena di speranze per chi si impegna, studia, lavora e che potrà affermarsi anche senza padrini e padroni".

