Nel prossimo Consiglio regionale, convocato per mercoledì 9 e giovedì 10 novembre, sarà presentata una relazione in riferimento alla petizione popolare, firmata da 304 cittadini, per la salvaguardia dell’area naturale dell’Alpe Cortlys-Sikken-Salzen nell’alta valle del Lys. La terza Commissione "Assetto del territorio" e la quarta Commissione consiliare "Sviluppo economico" riunite congiuntamente oggi hanno concluso l’analisi del tema approvando a maggioranza astenuti Alpe e Partito Democratico, la relazione. L’iniziativa popolare, in particolare evidenziava la preoccupazione per la realizzazione delle opere per la costruzione di un impianto di captazione di acque dal torrente Lys per la produzione di energia elettrica e per l’apertura di una pista di cantiere nel bosco di Sikken, sottolineando al contempo il pregio paesaggistico e naturalistico della zona.
"La petizione è stata oggetto di un ampio confronto – ha spiegato il Presidente della quarta Commissione, Diego Empereur (UV) – e proprio oggi, alla luce della sentenza del TAR della Valle d’Aosta che ha annullato l’autorizzazione per la costruzione della pista di cantiere, abbiamo voluto sentire i Coordinatori regionali del legislativo e della difesa del suolo per poter produrre delle conclusioni coerenti con i fatti. La vicenda indica come vi sia una complessità del procedimento amministrativo che porta ad autorizzare non solo la possibilità di derivare acqua pubblica per la produzione idroelettrica, ma anche per costruire poi materialmente le opere necessarie a rendere effettiva la concessione di derivazione.
“Questa vicenda – ha aggiunto il Presidente della terza Commissione, Dario Comé (SA) – è, poi, resa ulteriormente più complicata dal fatto che la concessione di derivazione non può essere oggetto di discussione, dal momento che il procedimento relativo è già concluso da tempo e che la richiesta, presentata in data 21 agosto 2009 da parte della società The Power Company, per l’incremento delle portate di subconcessione di derivazione d’acqua ad uso idroelettrico non è stata accolta dalla struttura regionale competente in data 2 ottobre 2009. Sarebbe quindi possibile intervenire solo sul procedimento finalizzato a consentire la realizzazione delle opere che possono rendere effettivo il diritto di concessione. Il TAR Valle d’Aosta con la sentenza n. 69/2011 ha evidenziato questo aspetto, imponendo di rivedere la parte di procedimento edilizio per la realizzazione della pista di servizio."
Per Empereur e Comé quindi l’unica risposta alla petizione non può che essere in rinvio alle conclusioni della sentenza del TAR e quindi alla revisione del procedimento di autorizzazione edilizia secondo quanto stabilito dalla normativa vigente.
Per i consiglieri dell’Alpe, Albert Chatrian e Giuseppe Cerise, che si sono astenuti hanno evidenziato che presenteranno una risoluzione in aula per impegnare Giunta e Consiglio a fare il punto della situazione del settore e per inviatare l’Amministrazione d una pianificazione attenta e coerente con il territorio.
“non basta trincerarsi dietro una decisione del TAR – hanno commentato i due consiglieri – invocando solo il rispetto formale delle procedure che regolano il settore e limitandosi a chiedere un nuovo iter più motivato. Resta il problema di fondo che è quello di mantenere un equilibrio forte sul territorio, che non deve essere valutato solamente dal punto di vista economico”.
