Si è conclusa questa mattina la prima fase dei lavori portati avanti dalla Commissione consiliare speciale per l’esame del fenomeno delle infiltrazioni mafiose in Valle d’Aosta. Una relazione su quanto emerso dal 1° marzo, data del suo insediamento, a oggi (in tutto la Commissione si è riunita nove volte audendo 22 soggetti rappresentativi di enti e istituzioni), sarà presentata all’Assemblea regionale nell’adunanza del prossimo 21 e 22 giugno.
“Da questa prima ricognizione – ha spiegato il Presidente Diego Empereur (UV) – è emerso che la malavita organizzata non si è sviluppata in maniera ‘impetuosa’ come in altre regioni e che i settori più esposti al rischio sono l’edilizia e le attività turistiche (ristorazione e alberghi). Molti episodi che erano parsi come fenomeni d’infiltrazione della criminalità organizzata sono poi stati circoscritti e ricondotti a manifestazioni più di natura localistica.”
Si è espresso in maniera decisamente più preoccupata il Consigliere dell’Alpe, Alberto Bertin, che ha parlato di “un quadro inquietante sulla presenza e sulle potenziali capacità di infiltrazione della ‘ndrangheta nel tessuto economico, sociale e politico della nostra regione – evidenzia. Un fenomeno conosciuto da tempo, sottovalutato dalle istituzioni politiche locali, che pare ormai in via di consolidamento e che avvalora le preoccupazioni che ci hanno indotto a richiedere l’istituzione di una commissione speciale.”
Prossimamente una delegazione sarà a Roma per incontrare la Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della mafia presieduta dal senatore Giuseppe Pisanu.
