Aosta, il Comune “vincola” il mercato coperto. L’obiettivo: allontanare le proposte per un supermarket

La Giunta del Capoluogo ha approvato la Fase 1 dello Studio di Fattibilità sull'area presentato oltre un anno e mezzo fa dall'architetto Alfonso Femia. "Non è l'approvazione del progetto" spiega la Vicesindaca Marcoz, ma un vincolo perché la struttura non attiri chi vuole un supermercato.
Mercato coperto di Aosta - immagine di archivio
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Nessuno stravolgimento, ma la necessità di “congelare” il Mercato coperto di Aosta vincolandone la destinazione a quella attuale, ovvero quella di mercato cittadino.

Il sottotesto si capisce in fretta: lì, in piazza Cavalieri di Vittorio Veneto, non potrà sorgere un supermercato.

La Giunta comunale, infatti, ha approvato questa mattina la Fase 1 dello Studio di Fattibilità per il recupero e la valorizzazione degli spazi del Mercato coperto, presentato da Atelier(s) dell’architetto Alfonso Femia, presentato in Commissione consiliare oltre un anno e mezzo fa.

Fase 1 che vincola l’utilizzo del piano interrato della struttura ad una migliore gestione dei flussi, con i piani soprastanti destinati ad attività prettamente commerciali, quindi alla vendita di prodotti – ma anche a corsi, dimostrazioni e consumo di pasti –, con un’area di vendita perimetrale, lungo i muri, ed uno spazio vuoto centrale per installare tavoli e sedute.

Questo è quanto contenuto nell’idea presentata da Femia, che non è detto potrebbe vedere la luce, almeno non in tempi brevi.

“In questa delibera – spiega la Vicesindaca di Aosta Antonella Marcoz, che ha anche le deleghe assessorili al Commercio – si parla dell’approvazione dello Studio di fattibilità, non di un progetto. L’abbiamo approvato perché segue le nostre linee: all’interno della struttura non ci andrà altro, e soprattutto non ci sarà un supermercato. Ora c’è una traccia, in passato si è parlato di molti progetti su quell’area mentre ora abbiamo uno Studio di fattibilità che ne vincola l’uso scritta in nero su bianco”.

E di supermercato si è parlato anche di recente, con il Comune che ha tenuto salde le mani sulla destinazione della struttura rifiutando un’offerta privata allettante solamente cinque mesi fa.

A questo si collega ancora Marcoz: “Dopo aver pubblicizzato lo Studio abbiamo aspettato per vedere se potessero esserci dei privati interessati, ma tutte le proposte andavano nella direzione di aprire un supermercato”.

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