Dopo la seduta “fiume” il Consiglio comunale di Aosta ha approvato il bilancio previsionale 2026/28

Dopo oltre 16 ore, è stata approvata la manovra finanziaria che vale complessivamente a 96,7 milioni di euro. Respinte tutte le 43 mozioni dell'opposizione, che promette battaglia.
Il Consiglio comunale di Aosta - Foto Facebook Comune di Aosta
Politica

Un copione scritto, non lontano da quello “stiamo già facendo” con il quale in Consiglio regionale è stato approvando il Documento di economia e finanza respingendo de facto i 57 ordini del giorno delle opposizioni.

Cambiando l’ordine degli addendi – da piazza Deffeyes a piazza Chanoux e dal Consiglio Valle al Consiglio comunale cittadino -, la somma non cambia. Il bilancio di previsione del Comune di Aosta, manovra che cuba complessivamente a 96,7 milioni di euro, viene approvato. E, come accade dalla scorsa consiliatura, entro l’anno solare. Quindi, evitando lo “spettro” dell’esercizio provvisorio.

Se i numeri restano sullo sfondo – già spiegati durante il passaggio preliminare in Commissione, una settimana fa -, restano le 43 mozioni collegate al bilancio presentate dalle opposizione. Tutte, in un modo o nell’altro, rispedite al mittente nonostante le oltre sedici ore – compresa la pausa pranzo e qualche sospensione – di durata dei lavori

La sintesi è presto fatta: le proposte della minoranza – al netto di qualche piccola “scintilla” qua e là – cadono una dopo l’altra al momento del voto, ma in realtà si spengono già prima.

Ovvero, con una Giunta che – a turno – spiega come alcuni suggerimenti siano già previsti nello stesso Documento unico di programmazione collegato al bilancio. Oppure nel programma di governo della maggioranza. O, ancora, già inseriti in alcuni strumenti di pianificazione come il “Piao”, il Piano Integrato di Attività e Organizzazione.

Strade “già indicate” che si legano ad un bilanciotecnico”, dal momento che il tempo a disposizione per predisporlo – la Giunta Rocco si è insediata a fine ottobre – non c’è stato. Ma che, da un altro lato, innervosisce un’opposizione che si sente “spettatrice non pagante”.

Le relazioni

L'opposizione in Consiglio comunale ad Aosta
L’opposizione in Consiglio comunale ad Aosta

Dalle relazioni emerge, come ovvio sia, una visione del bilancio (e della città) diametralmente opposta. In mattinata, a spiegare il documento contabile, ed il Dup, per la maggioranza è stata Sara Timpano (Pd): “ Oggi non approviamo solo una serie di numeri ma l’architettura della città per il prossimo triennio. Il bilancio di previsione è in equilibrio strutturale e rispetta i principi di finanza pubblica. L’Amministrazione sta lavorando per affinare il Dup e l’analisi dei revisori conferma la correttezza conti e l’analisi della visione strategica”.

Insomma, “il Documento unico di programmazione disegna una città che cambia pelle, che non vuole essere solo turistica ma legata anche ai servizi – ha aggiunto la consigliera di maggioranza -. E credo che approvare questo documento oggi sia accettare una sfida. Perché il bilancio 2026/28 non è un libro dei sogni”.

Dai banchi dell’opposizione, è Sylvie Spirli (Lega) a spiegare nel dettaglio le perplessità della minoranza. Per poi chiudere: “Si può dire di essere soddisfatti delle nostre finanze

pubbliche solo per il semplice fatto che il bilancio, dal punto di vista meramente tecnico, regge

ed è solido, ma è l’imposizione politica che non ci convince – ha detto -. Crediamo che la modalità di presentare il bilancio ‘a pezzi’ non aiuti la città a comprendere la linea politica che vuole intraprendere la maggioranza comunale che può giocare ‘coperta’ anziché esporsi per guidare la città”.

Non solo: “Il bilancio previsionale 2026/28 garantisce solamente le funzioni essenziali a

quanto è già avviato in precedenza – ha aggiunto la consigliera leghista -. Per tutto il resto, è difficile fare una valutazione positiva poiché a mancare sono proprio la visione e la progettualità”.

Il bilancio del Sindaco

Il sindaco di Aosta Raffaele Rocco
Il sindaco di Aosta Raffaele Rocco – Foto Facebook Comune di Aosta

Chiusa la lunga serie di mozioni, a note inoltrata, il sindaco Raffaele Rocco – dopo qualche ammissione su un bilancio sì solido, ma la cui coperta per agire è comunque corta – dà una sua lettura del documento contabile e del lungo Consiglio.

“L’astensione di oggi sulle mozioni non è stato un segno di forza o di debolezza – ha detto -. Ci sentiamo abbastanza sicuri delle nostre idee e delle progettualità, e non abbiamo problemi a riconoscere quando i progetti validi sono portati dall’opposizione. Ma il gioco delle parti impone anche questo. Le criticità finanziarie e che riguardano il personale sono sotto gli occhi di tutti, e l’abbiamo detto. Sono quelle da cui nasce questo bilancio e che dobbiamo cercare di risolvere. Noi prendiamo atto delle vostre istanze e cerchiamo di ascoltare l’opposizione che ci sollecita”.

Le promesse di condivisione, non sono mancate. E su questo, la minoranza tornerà alla carica con l’anno nuovo per chiedere conto di tutte le parole spese oggi. Anche se un Consiglio comunale sul bilancio – specialmente quello previsionale – non è proprio il momento per farsi degli amici tra avversari politici.

Bilancio 2026 del comune di Aosta: le cifre

22 dicembre 2025

Il municipio di Aosta

Pareggia sulla cifra di 96.709.453 euro il bilancio del Comune di Aosta per il 2026. Il previsionale sul triennio 2026/2028, già approvato con parere favorevole dall’organo di revisione lo scorso 12 dicembre, è stato illustrato dal sindaco Raffaele Rocco nelle competenti commissioni consiliari ed è atteso ora in Consiglio per l’approvazione la prossima settimana.

Le entrate complessive previste per l’anno 2026 ammontano a circa 96,7 milioni di euro. Le entrate tributarie sono stimate in 25,07 milioni, di cui 12,37 milioni dall’Imu, mantenendo invariate le aliquote del 2025. La Tari, con un approccio prudenziale in attesa del nuovo Piano Economico Finanziario previsto entro aprile, è stimata a 8,9 milioni. L’aliquota Irpef resta confermata al 5 per mille con soglia di esenzione a 10.000 euro, per un gettito previsto di 3,2 milioni.

I trasferimenti correnti, pari a 30,88 milioni, comprendono i contributi regionali ordinari e straordinari, questi ultimi a copertura dell’aumento delle spese per il personale e dei costi energetici. Le entrate extratributarie si attestano a 9,42 milioni, in flessione rispetto agli anni precedenti per via del passaggio della gestione del Servizio Idrico Integrato alla SEV.

“Sul fronte delle entrate straordinarie, il bilancio riflette una strategia prudente ma determinata nella valorizzazione del patrimonio – ha spiegato il sindaco –. Procederemo con nuove procedure per asset significativi come le Villette del Quartiere Cogne e Casa Deffeyes. Non è solo una vendita di beni, ma una manovra politica per rimettere in circolo risorse, trasformando immobili improduttivi in strumenti di rigenerazione urbana”.

La spesa complessiva si attesta anch’essa a 96,7 milioni. Al netto delle partite di giro, la spesa corrente è pari a 65,38 milioni, rappresentando il 79% del totale. Sono stati stanziati 14,82 milioni per il personale, inclusi gli adeguamenti contrattuali e le sostituzioni per garantire l’operatività degli uffici. L’acquisto di beni e servizi ammonta a 36,42 milioni, a sostegno del mantenimento dei servizi alla cittadinanza. La spesa in conto capitale è pari a 16,95 milioni e finanzia gli interventi previsti dal PNRR e dal Bando Periferie.

L’indebitamento risulta in netto calo, scendendo a circa 13,74 milioni entro la fine del 2025 grazie all’accollo da parte del BIM dei mutui sull’acquedotto. Confermato il fondo crediti di dubbia esigibilità per 1,7 milioni, il fondo garanzia debiti commerciali per 370.000 euro e il fondo spese legali.

“Un bilancio non è solo un esercizio contabile, ma la traduzione politica di una visione della città e di un impegno verso i cittadini”, ha dichiarato il sindaco. I tre pilastri della proposta sono l’approvazione entro il termine ordinario per evitare l’esercizio provvisorio, il mantenimento delle aliquote fiscali senza gravare ulteriormente sui cittadini e la conclusione delle opere PNRR, con un dialogo continuo con la Regione per pianificare ulteriori investimenti.

Per il settore cultura sono previsti 365.660 euro, cifra in calo rispetto agli anni passati e ora orientata alla gestione e valorizzazione delle attività. Il turismo riceverà 852.156 euro, con una previsione di entrata pari a 420.000 euro dall’imposta di soggiorno, estesa anche alle locazioni turistiche brevi. Le politiche per commercio e attività produttive contano su 215.600 euro, mentre per il sostegno all’occupazione sono stanziati 387.000 euro, destinati a progetti di inserimento e formazione. Continuano anche gli investimenti per la digitalizzazione, sostenuti da fondi PNRR.

Un capitolo importante è rappresentato dai servizi alla persona, con la Missione diritti sociali e politiche familiari che dispone di 9,56 milioni per il 2026. Gran parte di queste risorse è destinata ai servizi per anziani, seguiti da asili nido e servizi per l’infanzia. Il tasso di copertura dei servizi a domanda individuale è stimato al 64,37%, con tariffe calmierate per mense e trasporto scolastico.

Il bilancio è accompagnato dalla Nota di aggiornamento del Documento unico di programmazione 2026-2030, che definisce le linee strategiche della nuova Amministrazione insediata nel 2025. La Sezione operativa del documento sarà presentata nel primo semestre del 2026, in considerazione dei tempi necessari alla sua elaborazione successivi all’insediamento della nuova Amministrazione.

Il quadro delineato si inserisce in un contesto economico regionale che, pur mostrando segnali di crescita moderata, presenta alcune criticità strutturali rilevanti per la programmazione comunale. La crescita del PIL regionale è stimata allo 0,6% nel 2025 e allo 0,57% medio nel triennio 2026-2028. A preoccupare sono però le dinamiche demografiche consolidate: al 30 settembre 2025 Aosta conta 33.126 residenti, con un trend di lieve ma costante diminuzione e un marcato invecchiamento della popolazione, concentrato nella fascia 55-59 anni. Parallelamente, il turismo registra una forte espansione, con oltre 4 milioni di presenze regionali nel 2024 e una permanenza media in città salita a due notti, fenomeno che genera opportunità economiche ma anche pressioni sull’assetto urbano e sui servizi. A questo si aggiunge la contrazione della macchina amministrativa, con il personale comunale passato da 387 unità nel 2014 alle 293 attuali, elemento che incide direttamente sulla capacità attuativa dell’Ente. Il DUP individua in questo scenario cinque pilastri strategici: la costruzione di una città sostenibile e resiliente attraverso la revisione del PRGC, il rafforzamento della mobilità e del decoro urbano; lo sviluppo economico e turistico, con il rilancio del Mercato Coperto e il sostegno al commercio di prossimità; il potenziamento delle politiche di welfare, cultura e abitare per rispondere all’invecchiamento e rendere la città attrattiva per le giovani famiglie; l’investimento su giovani, sport e vita urbana; e infine il miglioramento della qualità del governo locale, tramite digitalizzazione, partecipazione civica e trasparenza. 

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