Clinica di Saint-Pierre, è polemica sulla durata delle sedute di fisioterapia

Donzel: “La scelta di passare a una seduta unica di oltre un’ora è sbagliata”. Lanièce: “Il bisogno terapico è stabilito al momento del ricovero: ogni paziente ha un piano ben specifico e personalizzato”.
Clinica Saint-Pierre
Politica, Società

“Le sedute di fisioterapia che si effettuavano di norma due volte, con una durata di circa 40-50 minuti, sono state sostituite da un’unica seduta giornaliera di circa 60 minuti, molto più intensa. Con quali criteri, non solo ma medici ma anche organizzativi e logistici, sono state fatte certe scelte?”.

A proporre un’interpellanza sulle attività erogate presso la struttura sanitaria Isav di Saint-Pierre, questa mattina in Consiglio regionale, è stato il consigliere del Pd, Raimondo Donzel, che ha voluto sapere anche perché “alcuni pazienti sono messi “in libertà” il sabato e la domenica ma devono effettuare il pernottamento nella clinica”.

L’Assessore alla sanità, Albert Lanièce, ha risposto che «l’attività è partita come struttura di riabilitazione in ambito ortopedico e neurologico e mette a disposizione 37 posti letto per i residenti e 26 per i non residenti. Il bisogno terapico viene stabilito al momento del ricovero: quindi ogni paziente ha un piano ben specifico e personalizzato. Come avviene in tante altre strutture, per la riabilitazione di tipo ortopedico si effettua un intervento unico di circa 70 minuti, mentre per quella neurologica viene mantenuta la doppia seduta”.

“Per quanto riguarda la “libera uscita” del sabato e della domenica – ha continuato Lanièce – non si tratta di una prassi consuetudinaria, ma è destinata a pazienti che stanno concludendo l’iter riabilitativo. Ribadisco che, in un momento di crisi e difficoltà, siamo molto attenti ai criteri di efficienza ed economicità oltre che agli standard previsti inizialmente per una struttura che si è dimostrata funzionale alla sanità valdostana e ai bisogni dei pazienti.»

Nella replica, il Consigliere Donzel ha ribadito che “se la situazione alberghiera della struttura di Saint-Pierre è lusinghiera, l’aspetto terapeutico lo è molto meno: invito l’Assessore a riflettere sui criteri adottati perché non rispondono alla fisioterapia di qualità che ci eravamo prefissati nell’istituire questo servizio”.

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