L’insieme delle carte prodotte in nove audizioni, nel corso degli ultimi mesi, dalla Commissione consiliare speciale per l’esame del fenomeno delle infiltrazioni mafiose in Valle d’Aosta, non sarà consultabile. Lo ha deciso ieri il Consiglio regionale che dopo aver ascoltato la lunghissima relazione sui lavori esposta dal presidente, Diego Empereur, ha respinto una risoluzione proposta dall’Alpe, con 23 voti contrari e 8 a favore (Alpe e PD), che chiedeva anche di avvalersi di professionalità esterne nel prosieguo dell’attività.
Il dibattito sulla risoluzione
“Le risultanze dei lavori – ha spiegato in aula il consigliere di Alpe, Alberto Bertin – confermano un’importante presenza della ‘ndrangheta sul territorio e una forte potenzialità di infiltrazione della stessa nel tessuto economico, sociale e politico della regione. Questa Commissione può quindi rappresentare anche un momento di sensibilizzazione dell’opinione pubblica essenziale per contrastare la diffusione del fenomeno mafioso”. Favorevole anche il Pd, che ha proposto anche “un momento d’incontro con la popolazione per far circolare, al termine dei lavori, le informazioni sul fenomeno e le misure che saranno eventualmente adottate”.
Secca la reazione della maggioranza. “La risoluzione è una nota stonata – ha replicato il capogruppo del PdL, Massimo Lattanzi – mi sembra di fare della bassa macelleria su di un lavoro che il Consiglio attraverso la Commissione sta portando avanti con serietà. Si tratta per altro di una proposta che non è mai stata discussa in Commissione. Non ne condivido nemmeno le premesse, secondo le quali esisterebbe una pesante infiltrazione mafiosa nella nostra regione”. Anche il capogruppo di Stella Alpina, Francesco Salzone, si è detto «sorpreso e anche un po’ “scocciato”. La risoluzione è inaccettabile nel metodo e nel merito: volevamo lavorare in tutta serenità, mentre questa fuga in avanti del gruppo Alpe dimostra come voglia sempre esprimere una sorta di moralismo con considerazioni che sinceramente non condivido, anche perché siamo ancora in una fase di approfondimento.”
La relazione
“Dal lavoro svolto in questi primi mesi – ha riferito il Presidente Diego Empereur (UV) –, emerge la constatazione che la costituzione della Commissione speciale ha favorito la giusta presa di coscienza e il conseguente dibattito sulla tematica in questione. E’ stata auspicata da più parti la necessità che vengano gettate le basi per la necessaria sinergia tra i vari attori che operano sul territorio della nostra regione, allo scopo di favorire un importante e certamente utile canale di dialogo per il futuro”.
Per il Consigliere Roberto Louvin (Alpe), «da questa relazione, molto “felpata”, emerge un quadro che presenta una diversità di elementi: si passa dalla relativa sorpresa di fronte al fenomeno e di un’ammissione di sostanziale non conoscenza di situazioni di questo genere a reazioni di forte consapevolezza e di decisa reattività. Emergono altresì alcuni punti nevralgici, come le questioni degli appalti e dei subappalti, del riciclaggio e dell’usura. Questa prima fase è stata utile per molti per iniziare a farsi un’idea: un’idea che esclude comunque le tesi negazioniste e conferisce invece ampia fondatezza alle ragioni che hanno portato alla creazione di questa Commissione”.
