Corrado Clini: “Le piccole realtà facilitate nella gestione del territorio”

L'ex ministro dell'Ambiente è intervenuto al workshop organizzato dalla Convenzione delle Alpi, da lui presieduta, a Saint Vincent. L'assessore Viérin: "La legislazione non ci aiuta".
Il workshop sulla sicurezza stradale nelle Alpi
Politica

Da sempre in Valle d’Aosta ci si trova confrontati a tutti i rischi che comporta la mobilità in montagna. Un problema che condividiamo con tutti i paesi dell’arco alpino. Oggi e domani, a Saint Vincent, è stato organizzato dalla Convenzione delle Alpi un workshop interamente dedicato al tema. Stamattina è intervenuto anche l’ex Ministro dell’Ambiente Corrado Clini, attuale presidente della Convenzione. “Spesso piccole realtà sono in grado di agire in modo rapido ed efficace nell’ambito della gestione dei rischi per la sicurezza stradale” ha commentato. “La protezione del territorio ha sicuramente bisogno di investimenti e di opere, ma ha di capacità di gestione. Regioni o province ben organizzate, che conoscono il loro territorio, che sanno dove mettere le mani, garantiscono una maggiore sicurezza”.
Molto si è fatto e molto si sta facendo per garantire la mobilità in montagna. Secondo l’assessore regionale alle opere pubbliche Marco Viérin la legislazione europea e nazionale non facilitano la rapida soluzione dei problemi. “A volte abbiamo deciso di aprire parzialmente delle strade interrotte, per non penalizzare troppo a lungo i cittadini bloccati” ha affermato. “Ci siamo assunti questa responsabilità, ma la legislazione non ci sostiene. La sfida, per le amministrazioni, è particolarmente difficile. I patti di stabilità non prevedono la possibilità di deroghe per intervenire per la messa in sicurezza del territorio ”.
Il workshop ha trattato in particolare il tema di tunnel, gallerie e viadotti. L’Italia, che ha assunto, per il biennio 2013-2014, la presidenza della Convenzione delle Alpi, ha il maggiore sviluppo di gallerie stradali in Europa, e il secondo al mondo. Numerosi tunnel e gallerie, realizzati molti anni fa, richiedono interventi di manutenzione e monitoraggio. Un tema così complesso richiede un approccio integrato e comune a tutta l’area alpina.
 

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