“Correremo alle prossime regionali”: Mouv diventa un partito

Il movimento di opinione si è riunito questo pomeriggio tardi nella sala conferenze della Bcc di Aosta per decretare la propria trasformazione in partito politico. Eletto anche il nuovo coordinamento, che sarà composto da undici persone.
Damien Charrance e, sul fondo, Alessandro Poser
Politica

“Nato un anno fa, come movimento d'opinione”, come ricordano il primo coordinatore Damien Charrance e Alessandro Poser, Mouv tra il tardo pomeriggio e la serata di oggi è diventato un partito autonomista, “che concorrerà alle prossime elezioni regionali”. Circa 80 persone hanno quindi partecipato al primo congresso, svolto nella sala congressi della Bcc di Aosta.

Alla fine degli interventi sono stati anche comunicati i nomi degli undici componenti del coordinamento: Riccardo Santin, Simona Mele, Luciano Caveri, Corrado BinelJenny Cagniney, Andrea Perosino, Massimo Salvadori, Mauro Caniggia Nicolotti, Chantal Vuillermoz, Sandro Brunodet e Monica Seganfreddo.

A provare a inquadrare cosa significhi fondare un altro partito autonomista è stato Caveri, partendo da una citazione di David Foster Wallace: “Un vecchio pesce nel mare incontra due giovani pesci e gli chiede com'è l'acqua, ma questi gli rispondono 'cos'è l'acqua?' – racconta – questa è la situazione nella quale rischiamo di vivere e chi oggi si affaccia nella politica rischia di fare come se l'acqua dell'autonomia sia conosciuta a tutti”.

“Serve chiedersi prima di tutti chi sono gli autonomisti – afferma perciò Caveri – abbiamo visto entrare nell'area autonomista un sacco di mercenari che l'hanno cambiata culturalmente: si rischia il tutti autonomisti nessun autonomista”.

Elso Gérandin ha provato a scongiurare l'idea che Mouv sia “l'ennesimo partitino autonomista che nasce”. Il consigliere regionale ha ricordato come il suo movimento d'opinione fosse nato opponendosi al riavvicinamento in Consiglio Valle dell'Union Valdôtaine Progressiste con l'Union Valdôtaine: “Ci siamo trovati di fronte ad un momento delicato in cui ognuno di noi ha avuto il timore di tradire le aspettative che si erano generate in molte persone”.

Gérandin liquida anche l'ultima fase delle manovre tra Uv e Uvp: “Si sono accorti di non aver più il consenso del 42 per cento e allora hanno scelto di fare il rassemblement di tante debolezze”. Torna anche al presente, continuando ad attaccare gli ex compagni progressiste: “Ora si parla di anticipare la data delle elezioni perché si ha paura che i nodi vengano al pettine e che quei 100 milioni di euro promessi a bilancio, malgrado gli annunci e le visite a Roma, non ci siano – spiega – così come non ci saranno le assunzioni promesse se non si trovano i soldi”.

Caveri, invece, si è concentrato sulle ultime vicende giudiziarie, facendo specialmente riferimento a quelle della Corte dei conti riguardo al Casinò, che hanno coinvolto con richieste di risarcimenti esponenti regionali delle varie maggioranze che si sono succedute – e delle quali Mouv non ha mai fatto parte – negli ultimi cinque anni.

“Sono contento che ci sia un cambio di passo della magistratura perché dove ci sono i reati vanno perseguiti – dice Caveri – ma sia chiaro che non può esistere la nascita di conflitti tra organi della stessa repubblica: non si può pensare ad una repubblica valdostana che sia sempre sotto ricatto, che le scelte amministrative siano sempre considerate perseguibili perché diventa difficile trovare qualcuno che decida di prendersi responsabilità”.

Nei vari interventi che si sono succeduti, da parte dei militanti, grande rilievo è stato rivolto soprattutto a temi che riguardano le potenzialità dell'università e della scuola in generale in Valle d'Aosta. Tanti anche i riferimenti allo scomparso Claudio Brédy: “Senza di lui non avremmo potuto parlare di un progetto politico”, ha detto Simona Mele.

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