La norma di attuazione dello Statuto speciale in materia di concessioni di derivazione d’acqua torna a Roma, sperando questa volta nella sua approvazione definitiva. Il Consiglio Valle ribadisce il suo “Sì” all’unanimità allo schema, un anno e mezzo dopo quello pronunciato dalla scorsa legislatura nel gennaio 2025.
Spetterà ora al Consiglio dei Ministri licenziare definitivamente la norma e poi, a stretto giro (Nda nel successivo anno), alla Regione, legiferare sul tema. La speranza di una parte dell’aula è che nel mentre si possa arrivare ad una proroga delle concessioni con un accordo dell’Italia con l’Ue, la quarta via. Lo dice il capogruppo dell’Uv Aurelio Marguerettaz, rivolgendosi ad Alberto Zucchi, capogruppo di Fratelli d’Italia – “voi avete dei Santi in Paradiso” – partito che esprime il Ministro per gli Affari Europei, Vincenzo Foti. In diversi ricordano, infatti, come la mancata proroga delle concessioni fosse “il patto” che il Governo Draghi aveva stretto con la Commissione europea per “ottenere le tranche del Pnrr”.
Il lungo dibattito si è poi sviluppato sulle possibilità concesse dalla norma di attuazione. Avs spinge per l’Inhouse. “E’ da studiare subito e a fondo per consentire di riassegnare subito e senza gara le concessioni a Cva” sottolinea Chiara Minelli di Avs. Dubbi su questa strada vengono espressi però da più parti. Per il Presidente del Consiglio Stefano Aggravi: “E’ uno dei punti più delicati. L’affidamento non può essere assegnato automaticamente, è una possibilità che presenta profili complessi. Non è uno strumento pensato per sostituire il mercato in funzione di un beneficio generalizzato della collettività e non può essere utilizzato per costruire un modello di produzione di energia gratuita per una generalità”.
Qualunque scelta, chiede il consigliere Simone Perron della Lega Vda dovrà essere accompagnata da “approfondimenti tecnici e giuridici su ogni passaggio, perché saremo chiamati a decidere con la spada di Damocle dell’Ue”.
A dirsi preoccupato sui tempi di approvazione della successiva legge è Marco Carrel degli Autonomisti di Centro: “Dodici mesi sembrano tanti, ma in realtà sono pochi, considerando anche le elezioni politiche dietro l’angolo. – evidenzia Marco Carrel, dicendosi preoccupato per “la situazione politica che si è venuta a creare”.
Per tutti comunque l’approvazione della norma è un passaggio storico. “Un ulteriore passo avanti nel rafforzamento della nostra Autonomia” dice Laurent Viérin dell’Uv, mentre il collega Michel Martinet aggiunge come “questa norma di attuazione ci permetterà di lavorare su quella che potrebbe essere una delle leggi più importanti per i prossimi quarant’anni della nostra regione”.
A rivendicare il risultato Pierluigi Marquis, capogruppo di Forza Italia: “Questo governo ha cambiato marcia nella gestione di questo dossier, rivendichiamo con orgoglio e senso di responsabilità l’impegno speso dal partito per far sì che il Governo nazionale con i Ministeri competenti determinassero le condizioni necessarie per arrivare oggi, in questo Consiglio, all’approvazione di questa norma”. Parole che scatenano proteste da una parte dell’aula. “La norma non nasce oggi: già nel gennaio 2025 il Consiglio regionale aveva espresso parere favorevole su uno schema sostanzialmente analogo, senza che nessuno rivendicasse particolari meriti politici. Si tratta di una norma dovuta” ribatte Jean-Pierre Guichardaz del Pd.
In mattinata il Consiglio Valle ha dato parere favorevole all’unanimità sullo schema di norma di attuazione dello Statuto speciale in materia di coordinamento della finanza pubblica e di sistema territoriale integrato.
Il testo, trasmesso dal Ministro per gli affari regionali il 23 aprile, attribuisce alla Regione il ruolo di coordinamento della finanza pubblica per l’intero sistema territoriale regionale integrato della Valle d’Aosta (Regione, enti locali, enti strumentali, Usl e Università della Valle d’Aosta). Il contributo della Regione agli obiettivi di risanamento della finanza pubblica dovrà essere concordato con lo Stato e può essere corrisposto dalla Regione per l’intero sistema territoriale integrato oppure attraverso la presa in carico sul bilancio regionale della realizzazione di opere pubbliche di interesse nazionale e regionale iscritte sul bilancio statale.
Cosa prevede la norma di attuazione
30 aprile 2026
Attesa da tempo, è arrivata da Roma la norma di attuazione in materia di concessioni idroelettriche, recentemente modificata dalla Commissione paritetica. Il decreto mantiene la struttura originaria di quattro articoli, ma introduce alcune novità rispetto al testo approvato dal Consiglio della scorsa legislatura, nel gennaio 2025.
Nell’articolo 3 sulle grandi derivazioni idroelettriche, il nuovo testo rafforza il riferimento all’articolo 12 del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79 (decreto Bersani), rendendo più stringente il rispetto della normativa statale.
Nel testo precedente veniva specificato come la legge regionale doveva essere approvata “in coerenza con quanto disposto dall’articolo 12 del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79 e salvo quanto previsto dal presente decreto”.
Sempre nello stesso articolo viene precisata meglio la possibilità di affidamento a società in house. Oltre al richiamo al diritto dell’Unione europea, si introduce l’obbligo per la Regione di motivare in modo esplicito e qualificato la scelta, indicando le ragioni del mancato ricorso a gara, capitale misto o partenariato pubblico-privato, le altre possibilità previste dal decreto.
Sparisce poi il comma 6 dell’articolo 3, che prevedeva una disciplina transitoria per le concessioni di grandi derivazioni scadute prima dell’entrata in vigore del decreto: restavano efficaci fino al completamento delle nuove procedure e comunque non oltre 15 mesi dall’entrata in vigore del decreto, salvo diverso termine statale. Nel testo recente il comma è stato eliminato.
Il nuovo decreto introduce inoltre una clausola di invarianza finanziaria: i costi delle procedure saranno a carico del bilancio regionale, senza nuovi oneri per lo Stato.
La norma conferma che la Valle d’Aosta dovrà approvare entro un anno una legge regionale per definire modalità e criteri di assegnazione delle concessioni e subconcessioni. Questa dovrà stabilire durata, canoni, requisiti dei concessionari e modalità di affidamento, che potranno avvenire tramite gara pubblica, società miste, partenariati pubblico-privati o anche società interamente pubbliche (in house).
La durata massima delle concessioni sarà di 40 anni, estendibile fino a 50 in base agli investimenti previsti. È inoltre previsto il diritto della Regione a ottenere annualmente e gratuitamente quote di energia da destinare a servizi pubblici o a specifiche categorie di utenti.
Alla scadenza delle concessioni, le infrastrutture principali passeranno gratuitamente alla Regione, mentre al concessionario sarà riconosciuto un indennizzo per gli investimenti non ancora ammortizzati. Per altri beni, la Regione potrà subentrare pagando un valore concordato o stabilito da un collegio arbitrale in caso di mancato accordo.

Concessioni idroelettriche, in aula dubbi sullo “sblocco” della norma di attuazione annunciato da Forza Italia
22 aprile 2026
Dopo l’annuncio dei giorni scorsi, nel Congresso regionale di Forza Italia, arriva in Consiglio Valle la conferma del nuovo via libera da parte della Commissione paritetica alla norma di attuazione in materia di concessioni idroelettriche. Spiega il Presidente della Regione Renzo Testolin nelle sue comunicazioni: “Il Presidente della Commissione paritetica, Vincenzo Nunziata, mi ha personalmente informato che la Commissione, nell’ultima sua seduta, ha approvato tre schemi di norme di attuazione dello Statuto speciale della Valle d’Aosta riguardanti le concessioni di derivazione d’acqua, le modifiche alla sezione di controllo della Corte dei Conti e le modifiche al coordinamento della finanza pubblica e di sistema territoriale integrato. Attendiamo ora l’invio ufficiale dei testi definitivi degli schemi approvati dalla Commissione paritetica, al termine di un intenso percorso politico e amministrativo che ci ha impegnato in questi ultimi mesi e che ha permesso di superare alcune osservazioni contenute nei pareri dei Ministeri competenti.”
Parole che, però, scatenano nuove polemiche in aula. “Dopo lo scalpore suscitato dalle dichiarazioni del Ministro degli Esteri al congresso di Forza Italia sullo “sblocco” della norma sulle concessioni idroelettriche, ci aspettavamo dal Presidente Testolin una spiegazione più dettagliata sull’evoluzione del dossier” apre il fuoco di fila il capogruppo della Lega Vallée d’Aoste, Andrea Manfrin. “Se si fanno annunci, dovrebbero seguire fatti concreti. Se si parla di risultati, bisogna capire se esistano davvero oppure no”. Alberto Zucchi di Fratelli d’Italia definisce il presidente della Regione “parte parte lesa rispetto a quanto accaduto, e su questo esprimo solidarietà. Non ero presente al congresso di Forza Italia, ma dai giornali si parlava di uno “sblocco”. Alla luce dei fatti, però, non c’è stato alcuno sblocco: semmai un rinvio, perché ogni modifica deve passare dal Consiglio regionale e dai passaggi istituzionali previsti.” Fulvio Centoz del Pd e Marco Carrel degli Autonomisti di Centro chiedono di audire in I Commissione i componenti regionali della Commissione paritetica.
La capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra, Chiara Minelli ricorda come il Consiglio Valle “aveva approvato all’unanimità lo schema nel gennaio 2025, ma da allora non abbiamo più ricevuto aggiornamenti. Oggi non sappiamo cosa sia cambiato né quale equilibrio si stia delineando. Se le decisioni sulle nostre risorse vengono annunciate altrove, il problema non è solo tecnico ma riguarda il ruolo stesso di quest’Aula”.
Rivendica il risultato il capogruppo di Forza Italia, Pierluigi Marquis: “Forza Italia si è spesa fortemente per la definizione della norma, grazie al Vicepremier Tajani, al coordinatore regionale Emily Rini e all’onorevole Gasparri. Al congresso il Ministro Tajani ha annunciato il superamento delle criticità e la chiusura del procedimento. Questo significa che le interlocuzioni hanno dato esito positivo e che il lavoro è stato portato a termine con il coinvolgimento dei livelli regionali e nazionali. A breve avrete tutte le indicazioni e ci piacerebbe vedere anche un riconoscimento per questo risultato. Stupisce invece la reazione di chi sembra quasi infastidito quando si risolvono problemi della Valle d’Aosta”.

3 risposte
Gli esponenti valdostani della Lega e di Fratelli d’Italia, a questo punto, devono soltanto fare una cosa: nascondersi dalla vergogna.
Ma il consigliere Corrado Bellora, non meno di una settimana fa, non aveva dichiarato in consiglio che, a seguito di verifica, aveva scoperto che nulla si era sbloccato a Roma?
A chi non conta nulla, non resta che rosicare…