Crisi politica e consultazioni in stallo: parla la segretaria della Lega Vda

"Non possiamo proseguire in questa posizione di stallo perpetua. Ad un certo momento dovranno dirci "sì" oppure "no"". La segretaria della Lega Vda Marialice Boldi fa il punto sulla situazione di stallo delle consultazioni.
Marialice Boldi
Politica

Accantonato il progetto di larghe intese e dopo aver raccolto la disponibilità anche di Pour l’Autonomie, Stella Alpina e Forza Italia a collaborare, gli autonomisti decidono di scommettere ancora per un po’ sul numero 18. “Bisogna lasciare decantare la situazione” avrebbe detto la presidente dell’Uv Cristina Machet, chiedendo ai suoi di pazientare.
Abbiamo incontrato la segretaria della Lega Vda Marialice Boldi per capire fino a quando la Lega è disposta a pazientare.

A oltre un anno e mezzo dalle elezioni regionali 2020 che bilancio di questa legislatura si può tracciare dal punto di vista della Lega? 

In questi due anni di legislatura la Lega è stata all’opposizione. I primi  colloqui non sono stati produttivi perché la forza politica risultata seconda alle elezioni ha preferito un accordo con la sinistra. Fin dall’inizio noi avevamo detto che ci sarebbero state delle criticità, perché i programmi elettorali erano troppo diversi e l’impostazione politica delle forze che componevano la maggioranza non era la stessa. La conseguenza è stata un immobilismo, a cui si è aggiunto il problema del Covid. Responsabilmente la Lega all’opposizione ha cercato di essere quanto più possibile collaborativa, non facendo un’opposizione dura, i problemi emergenti erano altri.
Si è visto come è andata a finire, abbiamo assistito a un sostanziale immobilismo fino a quando sono venute a galla le divergenze politiche di fondo e siamo arrivati a questo punto.

Come ha detto avete fatto in modo “responsabile” opposizione in Consiglio regionale, vista anche l’emergenza sanitaria. E’ una scelta che, col senno di poi, agevola le trattative per un nuovo ed eventuale governo?

Mi auguro che si sia capito che la Lega non è fatta di persone brutte, cattive e irresponsabili. L’aspirazione della Lega territoriale è fare il bene della Valle d’Aosta, senza per questo rinnegare  i principi fondanti del movimento. L’attenzione che la Lega Valle d’Aosta ha per le problematiche locali è assolutamente irrinunciabile.

Fin dall’inizio delle consultazioni avete detto no a “governi pastrocchi o a minestroni” e avete chiesto pari dignità. Perché se questi punti erano chiari fin dall’inizio le consultazioni per la formazione di un nuovo governo si sono incagliate? 

Sinceramente non lo so. Probabilmente richiedono una riflessione da parte delle altre forze politiche che entrerebbero al governo con noi. Mi sembra equa la prospettiva di andare ad un governo dove tutti quanti abbiano pari dignità. Noi siamo entrati alle consultazioni già sgombrando il campo, non rivendicando la Presidenza della Regione, nonostante Nicoletta Spelgatti fosse la più votata in Valle d’Aosta e la Lega fosse risultata la prima forza politica. Ci è sembrato che non dovesse essere la poltrona della presidenza il motivo per interrompere un’eventuale trattativa che portasse alla composizione di una maggioranza nell’interesse della regione Valle d’Aosta.
Certo, anche nei confronti dei nostri elettori, per dignità e per riconoscere quello che è stato il volere dei cittadini, riteniamo che debba esserci una parità di responsabilità.
Sono stati lasciati liberi degli assessorati, da coloro che sono usciti dalla maggioranza,  noi siamo disposti a entrare, magari con dei piccoli aggiustamenti delle deleghe.

Le poltrone sono quindi un nodo da sciogliere  per proseguire le trattative? 

Non da parte nostra. Noi non andiamo a toccare niente di quello che c’era, tranne lo sdoppiamento  di un assessorato che si è dimostrato inadeguato a dare risposte efficaci. Sanità e politiche sociali sono due argomenti pesantissimi che, a nostro parere, non possono essere gestiti da una stessa persona. 

Problema di poltrone ma anche di persone?

Io non pongo nessun tipo di  veto in casa d’altri, ma ovviamente non concedo agli altri il diritto di mettere dei veti in casa mia sulle nostre scelte. Oltretutto ritengo che le persone scelte da noi siano persone estremamente competenti, che hanno finora dimostrato di saper lavorare e amministrare.

La crisi sembrava chiudersi in fretta, ma così non è andata. Il “pallino” ora resta nelle mani degli autonomisti, che con la ricostituzione delle commissioni consiliari hanno deciso di proseguire il cammino di questa maggioranza a 18. La Lega quanto è disposta ad aspettare?

Non possiamo proseguire in questa posizione di stallo perpetua. Ad un certo momento dovranno dirci “sì” oppure “no”, anche perché le consultazioni con la loro base non possono durare un anno. Abbiamo una sezione di bilancio che è prossima a venire, di conseguenza secondo me bisognerà trarre le conclusioni entro quel momento. 

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