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Ultima modifica: 19 Giugno 2018 18:27

Depositate 7.748 firme per il referendum contro la costruzione del pirogassificatore

Aosta - Il Comitato promotore ha depositato le firme per l'avvio dell'iter referendario per la proposta di iniziativa popolare contro la costruzione del pirogassificatore in Valle. La Segreteria del Consiglio Valle ha ora 20 giorni di tempo per la verifica firme.

Il Comitato promotore consegna le firme alla Presidenza del consiglio regionale

Sono 7.748 le firme autenticate di cui 7369 certificate, consegnate nel primo pomeriggio di oggi alla Presidenza del Consiglio regionale dal comitato promotore di iniziativa popolare contro la costruzione del pirogassificatore in Valle d’Aosta. Le firme sono state depositate per dare avvio all’iter referendario. Della delegazione arrivata a Palazzo regionale facevano parte i primi firmatari Marco Grange, Jeanne Cheillon e Anna Gamerro che sono poi coloro che hanno consegnato i due scatoloni contenenti i 386 moduli che raccolgono le firme.

La Segreteria generale del Consiglio Valle ha ora 20 giorni di tempo, fino al 18 gennaio, per la verifica delle firme (sono necessarie 5.237 firme valide, in rappresentanza del 5% degli elettori della regione al 31 dicembre 2010) e per l’invio del verbale di ammissione ai primi firmatari. Nella raccolta firma sono stati coinvolti un centinaio di volontari spalmati su 43 banchetti nel periodo tra il 9 novembre e il 15 dicembre. L’iter legislativo in Consiglio prevede l’assegnazione alle Commissioni consiliari competenti e il successivo esame in Aula. Ora, qualora il Consiglio Valle non approvi la proposta di legge legge di iniziativa popolare, questa sarà sottoposta a referendum propositivo per il quale necessiterà poi un quorum del 45% e se vi sarà la maggioranza dei voti validi, la legge entrerà in vigore.

Un po’ di storia…
Dal 1975 al 2003, sulla base delle leggi regionali che si sono succedute, i referendum giudicati ammissibili ed effettivamente votati dagli elettori valdostani sono stati otto, di cui uno consultivo svoltosi nel 1991 (riguardante il cambio di denominazione del Comune di Saint-Rhémy a Saint-Rhémy-en-Bosses), due abrogativi (di cui uno valido – nel 1992 – perché raggiunto il quorum dei votanti e che ha abrogato la legge regionale in materia di sostegno all’organizzazione dei Giochi olimpici invernali 1998, e l’altro non valido – nel 2000 – perché non è stato raggiunto il quorum e relativo alla disciplina della quarta prova scritta di francese agli esami di Stato in Valle d’Aosta) e cinque propositivi, svoltisi tutti nel 2007, e sui quali non è stato raggiunto il quorum (le materie erano le seguenti: preferenza unica, dichiarazione preventiva delle alleanze ed equilibrio della rappresentanza di genere nelle elezioni del Consiglio Valle, elezione diretta della Giunta, realizzazione di un unico e nuovo presidio ospedaliero regionale).

I referendum proposti che non hanno avuto luogo sono stati quattro, di cui due giudicati inammissibili dalla Commissione per i referendum e riguardanti la riduzione dei costi dell’energia elettrica a favore delle famiglie residenti in Valle e la riduzione delle indennità dei Consiglieri regionali; uno ammissibile, ma non votato perché il Consiglio regionale ha recepito i principi ispiratori della proposta di legge di iniziativa popolare che riguardava l’istituzione del referendum propositivo; uno ammissibile ma l’iniziativa non ha avuto seguito perché non è stato raccolto il numero di firme necessarie e riguardante il tema della preferenza unica (proposta del 2005).

Il 20 settembre scorso, la Commissione regionale per i procedimenti referendari, nel deliberare l’ammissibilità della proposta di legge recante "Modificazione alla legge regionale 3 dicembre 2007, n. 31 (Nuove disposizioni in materia di gestione dei rifiuti)", che prevede il divieto di realizzazione di impianti di trattamento a caldo, ha dichiarato inammissibili le altre due proposte: la prima riguarda i contributi per le spese sostenute per il riscaldamento domestico e per il risparmio energetico (modifiche alla legge regionale n. 43 del 2009); la seconda verte sulla disciplina dell’iniziativa legislativa popolare, del referendum propositivo, abrogativo e consultivo (modifiche alla legge regionale n. 19 del 2003)."
 

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