Dimissioni Lavevaz, Rete Civica: “Necessità inderogabile di una riforma elettorale”

Il Movimento si dice poi sorpreso che Lavevaz e Machet "abbiano impiegato quasi due anni a rendersi conto dell'azione devastante condotta dal gruppo dei colonnelli dell'Union Valdôtaine in sintonia con il gruppo della Lega".
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Nessuno stupore da parte di Rete Civica per le dimissioni di Lavevaz, ma la sorpresa che “il Presidente della Regione e la Presidente dell’Uv abbiano impiegato quasi due anni a rendersi conto dell’azione devastante condotta dal gruppo dei colonnelli dell’Union Valdôtaine in sintonia con il gruppo della Lega”.

Il Movimento ricorda, quindi, “l’azione sistematica di ostilità e di boicottaggio a punti fondamentali del Programma”, che portò alle dimissioni delle esponenti di Pcp da Assessora all’Ambiente e Presidente della V Commissione.

“In quell’occasione la frattura nella maggioranza avrebbe ancora potuto essere ricomposta, se i cinque consiglieri che fanno riferimento al Pd avessero dimostrato coerenza con il programma concordato e con il progetto della lista in cui erano stati eletti. Invece scelsero di abbandonare PCP e di consegnarsi alle manovre evidenti ed indecenti dei colonnelli unionisti”.

Le dimissioni sono per Rete Civica “l’ennesima conferma della necessità inderogabile di una riforma elettorale che dia agli elettori la possibilità di scegliere il programma, la maggioranza ed il Presidente della Regione. La Riforma elettorale per cui Rete Civica si batte da anni avrebbe impedito manovre e intese come quella fra i colonnelli unionisti e la Lega e arginato le degenerazioni personalistiche consentite dall’attuale sistema”.

Pour l’Autonomie: “No ad incontri per risolvere problemi di altri movimenti”

I consiglieri di Pour l'Autonomie Augusto Rollandin e Marco Carrel all'uscita dall'incontro di maggioranza
I consiglieri di Pour l’Autonomie Augusto Rollandin e Marco Carrel all’uscita dall’incontro di maggioranza

“Il nostro Movimento, pur promuovendo e interpretando i valori, le idee e le azioni e gli interventi a sostegno dell’assetto e del rispetto del fondamento autonomista, non ha intenzione di partecipare a nessun incontro che abbia l’intento di risolvere questioni interne ad altri Movimenti”. Così Pour l’Autonomie sulle dimissioni annunciate dal Presidente della Regione Erik Lavevaz.

“Pour l’Autonomie, Movimento politico convintamente autonomista sin dall’ottobre 2020 all’opposizione di questo Governo Regionale, ha più volte rimarcato, coerentemente con le proprie idee, valori e programmi, le carenze e i dossier urgenti che dal nostro punto di vista non sono ancora stati affrontati e su cui abbiamo chiesto senza successo per più volte maggiore incisività e tempestività”.

Il gruppo consiliare si dice, quindi, disponibile “a dialogare per risolvere la crisi politica, con serietà e coerenza, cercando soluzioni ai problemi che ha costantemente portato in discussione nelle varie sedute del Consiglio Regionale”.

Dimissioni Lavevaz, Area democratica: “L’ennesimo atto di un teatro dell’assurdo”

Le dimissioni presentate dal presidente della Regione Erik Lavevaz al Comité fédéral dell’Uv? Sono “l’ennesimo atto di un teatro dell’assurdo a cui, da quasi due anni, i valdostani devono assistere”.

A scriverlo in una nota è l’esecutivo di Area Democratica – Gauche Autonomiste, che spiega: “Un teatro iniziato ormai due anni fa quando il capogruppo unionista Aurelio Marguerettaz e l’assessore del PD Jean-Pierre Guichardaz hanno dichiarato che il programma di maggioranza, sottoscritto per avviare la legislatura, non era un totem e, proprio esponenti del gruppo UV con la sponda della Lega e il silenzio PD, facevano un grande ostruzionismo in Giunta e in Commissione, forti dell’apatia del Presidente Lavevaz”.

Lavevaz che – prosegue il movimento – “evidentemente fingeva di non cogliere il segnale dato con il voto alla legge anti-dpcm, che manifestava la finta opposizione della Lega, di non vedere gli importanti documenti importanti fermi da mesi/anni in Commissione, come ad esempio il Piano della Salute e del Benessere sociale, la roadmap fossil fuel free, il Piano Regionale dei Trasporti, il Piano triennale degli interventi sulla violenza di genere e la legge contro le discriminazioni”.

Insomma, “si traccheggiava di bilancio in bilancio, passando tra le variazioni di bilancio, sempre in modo ambiguo”. Il tutto, spiega sempre Area democratica, mentre “la virata a destra era di fatto presente da molto tempo e lo si evince dal folle progetto di smantellamento della Sanità pubblica, dal totale abbandono delle persone e imprese più fragili, dalla mancanza di attenzione verso la scuola pubblica, dagli investimenti impossibili su Cime Bianche, dal costruendo ospedale sopra un’area Megalitica, dallo studio per treni a idrogeno mentre arrivavano i soldi dell’elettrificazione, per finire con la vergogna di affossare il referendum consultivo”.

E ora? “La maggioranza progressista non c’è più da 2 anni e l’aver tergiversato non assolve Lavevaz che, dato il suo ruolo, non solo è il principale responsabile della situazione attuale. Anche le dimissioni annunciate e mai formalizzate in Consiglio regionale, sono una scenetta che ripetuta, alla lunga stanca. Non aver difeso il Programma di maggioranza non è responsabilità di pochi ma di tutta l’ambigua maggioranza Lavevaz: lo scaricabarile, l’additare una qualche pecora nera, non è veritiero e non è un bel gesto”.

Adu VdA: Lavevaz consegni le dimissioni in Consiglio

Adu VdA Da sx Carpinello Pulz e Glarey
Adu VdA. Da sx Carpinello, Pulz e Glarey

“Il Presidente Lavevaz doveva consegnare le sue dimissioni in Consiglio Regionale e non all’Union Valdôtaine”. A dirlo è Adu Vda, commentando quanto accaduto ieri.
“Questa è una crisi causata dai consiglieri regionali dell’Uv, che vogliono governare con l’estrema destra sovranista. Ora è necessario che la crisi venga istituzionalizzata, formalizzando subito le dimissioni di Lavevaz in Consiglio
regionale. La Valle d’Aosta ha bisogno di risposte urgenti e non di questo teatrino”.

Rini: “Ci siamo per un progetto serio, credibile e duraturo”

Emily Rini

“Accolgo con favore il passo indietro fatto dal presidente, ma le dimissioni andrebbero depositate alla presidenza del Consiglio. Non vorrei che tutta la politica valdostana ruotasse ora attorno a questo annuncio”. Così la coordinatrice di Forza Italia, Emily Rini commenta la decisione di Erik Lavevaz di rimettere al suo movimento le sue dimissioni.

Nella lettera del Presidente della Regione, oltre ad un duro “j’accuse” al gruppo consiliare Uv, ci sono i motivi del suo “no” al centro destra: “Non riesco a immaginare un futuro in cui l’Union Valdôtaine possa riuscire a tessere un rapporto con una destra che sempre più si identifica con le posizioni delle forze nazionaliste e populiste:  – scrive Lavevaz – è un percorso opposto a quello che il nostro Movimento ha portato avanti negli ultimi anni, e che ci ha permesso di riconquistare il nostro posto in Valle d’Aosta e il sostegno di gran parte della nostra comunità”. 

La coordinatrice di Forza Italia ha convocato nel pomeriggio una riunione del movimento.
“Abbiamo avuto un confronto con Lavevaz giusto qualche settimana fa – spiega ancora Rini – e mi sembrava di tutt’altro avviso. Tutto andava bene, sembra quasi un’altra persona. E’ tutto surreale, difficile da commentare e capire, non tanto per noi che siamo dentro, ma per i valdostani”.

Rini ribadisce poi la linea del Movimento già tracciata nei mesi scorsi: “La nostra proposta è chiara, siamo disponibili a guardare ad un progetto autonomista, noi siamo di centrodestra e ovviamente autonomisti, come stiamo dimostrando anche a livello nazionale. Ci siamo per un progetto serio, credibile e duraturo, che ponga alla base la volontà del fare. Non ci siamo per paciocchi con la sinistra, perché siamo troppo diversi e andremo a mettere solo un taccone. La cosa peggiore è comunque stare in questo stallo che perdura da troppo tempo“.

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