È morto Roberto Maroni, il cordoglio della politica valdostana

A ricordare l'ex ministro ed ex presidente della Lombardia la senatrice Spelgatti: "È una notizia molto triste. Roberto è stato una colonna portante della Lega". Parole di cordoglio anche dal consigliere regionale Aggravi, dall'assessore Caveri e da Laurent Viérin.
Roberto Maroni - foto Wikipedia
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“Grande segretario, super ministro, ottimo governatore, leghista sempre e per sempre. Che la terra ti sia lieve”. A scriverlo, sulle pagine social la Lega Vallée d’Aoste, dopo la notizia della morte di Roberto Maroni, ex ministro dell’Interno e presidente della Lombardia, morto a 67 a seguito di una grave malattia.

Ma sono diversi i messaggi di cordoglio che arrivano dalla politica valdostana. In primo luogo, dalla senatrice leghista Nicoletta Spelgatti, che conosceva bene Maroni: “È una notizia molto triste. Roberto è stato una colonna portante della Lega. Mi dispiace molto, anche perché l’ho vissuto come ministro, come segretario e in tutti i Consigli federali vissuti assieme. Ora che sono a Roma, il mio primo pensiero, questa mattina, è stato quando sono venuta a trovarlo nel suo ufficio al Ministero degli Interni. Il mio ricordo personale quando ho appreso la notizia”.

Dallo stesso movimento, anche il consigliere regionale Stefano Aggravi ssi affida ai social e scrive: “Ricordo con affetto la nostra chiacchierata a Pavia di qualche anno fa. Buon viaggio Roberto”.

“Ho conosciuto bene in Parlamento Roberto Maroni e posso dire che, leghista della prima ora, credeva nel federalismo. Partecipo al lutto per la sua morte”, è invece il ricordo dell’assessore all’Istruzione Luciano Caveri, che si affida ad un tweet.

Già presidente della Regione, anche Laurent Viérin rende omaggio all’ex segretario della Lega che – scrive – “ho avuto l’onore di conoscere e con cui ho avuto anche il privilegio di collaborare ai tempi in cui ero Assessore all’Istruzione e Cultura della Regione autonoma Valle d’Aosta. Roberto Maroni, una persona per bene. Un amministratore concreto, onesto e oculato, un uomo moderato e di buon senso, pacato e con grande senso civico, che purtroppo patì, come tanti, ad un certo punto della sua carriera politica e amministrativa, la gogna mediatica di ingiuste accuse, che svanirono, poi, dopo 7 anni di calvario, con un proscioglimento totale dalle accuse, nel novembre del 2020”.

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