Ecolo-Fêtes, un successo a metà, il rilancio nel 2012

Poche adesioni nel 2011, quando non sono stati assegnati finanziamenti regionali. Zublena: "la Regione sta valutando l’ipotesi di inserire l’adozione di buone pratiche ecologiche tra i criteri indispensabili per l’ottenimento di contributi”.
Fulvio Bovet e Manuela Zublena
Politica

Finora è riuscito a metà l’esperimento di “Ecolo-Fêtes”, un’iniziativa varata a partire dal 2009, mirata a realizzare feste e sagre ecocompatibili, riducendo drasticamente la consueta montagna di piattini e bicchierini di plastica sporchi che fanno da corollario ad ogni manifestazione.
Questo pomeriggio c’è stata una riunione tra dirigenti ed assessore all’ambiente ed enti, imprese e associazioni che gestiscono la raccolta dei rifiuti, allo scopo di ragionare assieme su come rilanciare l’iniziativa e potenziarne gli effetti. Seguiranno altri incontri con associazioni e comitati tra quelli che maggiormente organizzano feste e sagre nel corso dell’anno. Verrà inoltre distribuito nuovamente il materiale informativo.

Ad introdurre l’incontro è stato il direttore della direzione ambiente Fulvio Bovet. “Nel 2009 abbiamo posto le basi per il progetto, abbiamo elaborato le linee guida e un decalogo, e nel 2010 la Giunta ha stanziato 30mila euro di contributi per le iniziative ecocompatibili da organizzare sul territorio nell’autunno 2010” ha riassunto. “Hanno fatto da apripista sette manifestazioni, Quart à Pià, Désarpa, Festa delle mele, Bourg en fete, sagra della castagna. Nel 2011 non sono stati stanziati contributi- ha spiegato Bovet – perché non abbiamo creato “Ecolo-Fêtes“ per aprire un ennesimo canale di finanziamento, ma per sensibilizzare le associazioni e gli enti e aiutarli, dopo il primo anno, a camminare sulle proprie gambe”. In tutto il 2011 la tendenza è stata opposta, solo la pro loco di Valgrisenche e l’associazione Legato Gabencel hanno fatto richiesta del materiale.

Per organizzare un’“Ecolo-Fête” occorre mettere in atto diverse azioni, come somministrare piatti e bevande in stoviglie lavabili e riutilizzabili o almeno biodegradabili, impiegare acqua dell’acquedotto, distribuire vino con caraffe a rendere, utilizzare lavastoglie e formare gli operatori e volontari sui contenuti dell’iniziativa e sulla gestione differenziata dei rifiuti.
Le azioni da intraprendere dipendono dal tipo di manifestazione e dal luogo di svolgimento. Ad esempio, a seconda delle esigenze gli organizzatori potranno acquistare o noleggiare stoviglie in ceramica e tovaglie in tela o cerata, rivolgersi ad un’agenzia di catering, oppure, laddove non è possibile, utilizzare stoviglie biodegradabili.

L’assessore Manuela Zublena è ottimista per quanto riguarda il futuro. “Comunque abbiamo destato l’interesse di molte pro loco, che sempre più spesso utilizzano vassoi biodegradabili. Ora puntiamo più in alto, sicuramente, vogliamo trasformare l’eccezione virtuosa in un’abitudine”. Sembra che tutti prima o poi dovranno adeguarsi anche perché, ha sottolineato l’assessore, “la Regione sta valutando l’ipotesi di inserire l’adozione di buone pratiche ecologiche tra i criteri indispensabili per l’ottenimento di contributi”.

Sullo sfondo ci sono gli obblighi di legge, come quello di arrivare al 60% della raccolta differenziata entro il 2012 – attualmente non arriviamo al 45% – che, pur non essendo raggiungibili nei tempi richiesti, indicano comunque la strada da seguire.
Se, come ha annunciato pochi mesi fa, l’amministrazione regionale farà controllare le aree dei cassonetti da messi, vigili comunali o guardie ecologiche comunali, che potrebbero sanzionare chi, nonostante i richiami, venga sorpreso a non differenziare, sarebbe il colmo se viceversa chi organizza grandi eventi con migliaia o centinaia di persone non fosse tenuto a gestire i rifiuti in modo oculato.
 

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