Elezioni politiche: tutto quello che c’è da sapere sul voto del 25 settembre

Un riassunto di tutto ciò che bisogna sapere sulle prossime elezioni del 25 settembre 2022.
Politica

In questi giorni, sui giornali e in televisione si sente tanto parlare di alleanze politiche, collegi uninominali e plurinominali: ma cosa significa tutto questo? Ecco un riassunto di tutto ciò che bisogna sapere sulle prossime elezioni del 25 settembre 2022.

Per cosa si vota?

Il 25 settembre, dalle 7 alle 23, si vota per eleggere il nuovo Parlamento. L’articolo 55 della Costituzione stabilisce che il Parlamento italiano si compone di due organi: la Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica, ai quali la Costituzione assegna identici poteri, in virtù del principio del bicameralismo paritario voluto dai costituenti. La riforma costituzionale del 2020 ha ridotto il numero degli eletti portandoli a 600: 400 deputati e 200 senatori.
A loro spetteranno, nel corso del loro mandato, in base a quanto previsto dalla Costituzione, i seguenti compiti: di revisione costituzionale; legislativo; di indirizzo politico, che si esprime tramite il conferimento e la revoca della fiducia al Governo (Nda come successo al Governo guidato da Mario Draghi) e la funzione di controllo sull’Esecutivo, che si concretizza mediante gli atti di sindacato ispettivo (interrogazioni, interpellanze, mozioni).

Come si vota?

Le elezioni si svolgeranno con la legge elettorale denominata “Rosatellum”, dal nome del suo relatore Ettore Rosato, approvata nel 2017, e che prevede un sistema misto tra proporzionale e maggioritario: un terzo dei seggi tra Camera e Senato verrà eletto in collegi uninominali, quindi tramite un sistema maggioritario, e i restanti due terzi divisi tra i partiti rispettando fedelmente i risultati percentuali che hanno ottenuto alle elezioni, quindi tramite un sistema definito proporzionale.

Alla Camera saranno assegnati 148 collegi uninominali, quindi tramite il sistema maggioritario, in cui ogni partito o coalizione presenterà un solo candidato o candidata. La persona eletta sarà quella che prenderà almeno un voto in più degli altri nel collegio. Per l’assegnazione degli altri 244 seggi si userà un metodo proporzionale. Quindi ogni partito o coalizione presenterà una lista di candidati e si conteranno i voti ricevuti da ogni lista. Il numero di parlamentari eletto dipenderà in maniera proporzionale dal numero dei voti ottenuti. Infine, nelle circoscrizioni estere saranno assegnati altri 8 seggi.

Anche al Senato, i seggi verranno distribuiti più o meno allo stesso modo. I collegi uninominali saranno 74, i collegi del proporzionale 122, e i seggi degli eletti all’estero 4.

Per poter ottenere i seggi, i partiti in competizione dovranno ottenere almeno il 3% dei voti su basi nazionale. Mentre per le coalizioni di diversi partiti la soglia è del 10%. Chi non raggiunge questa soglia non potrà eleggere alcun rappresentante. Sono consentite le pluricandidature, cioè sarà possibile presentarsi in diversi collegi, ma solo nella quota proporzionale. Quindi ogni candidato o candidata potrà presentarsi in cinque collegi proporzionali differenti. Ci si può candidare in un unico collegio uninominale, ma si può essere contemporaneamente candidati in cinque collegi proporzionali.

Cosa cambia rispetto alle precedenti elezioni?

Cambiano le regole della legge elettorale: per la prima volta, il corpo elettorale per Senato e Camera dei deputati è lo stesso. Se prima per scegliere i senatori bisognava avere almeno 25 anni, a settembre, tutti gli italiani con più di 18 anni potranno esprimere il loro voto. In più, verrà ridotto il numero dei parlamentari, con la Camera che passa da 630 a 400 deputati e il Senato da 315 a 200 (per un totale di 600 seggi, complessivamente). Questo significa anche che, con meno posti disponibili, ogni singolo seggio rappresenta un’influenza maggiore rispetto a prima.

E per la Valle d’Aosta?

Per la Valle, oltre alla possibilità anche per i 18enni di votare per i senatori, sostanzialmente non cambia nulla; si ritireranno le solite due schede, una dedicata alla Camera e l’altra al Senato, consentendo agli elettori anche un voto disgiunto.

Perché si parla tanto di alleanze?

In queste elezioni è fondamentale per i vari partiti decidere le possibili alleanze con cui presentare candidati unitari nei 222 collegi uninominali; il motivo è che presentare più candidati dalle posizioni simili rischia di far disperdere i voti, favorendo quindi le liste che si presentano con coalizioni più ampie.

Perché dovrei andare a votare?

Oltre al solito discorso riguardo al fatto che votare è un dovere civico per ogni cittadino e ogni voto sprecato è un voto a favore di un governo che non rappresenta veramente il pensiero pubblico, negli ultimi anni si è raggiunta una soglia di astensionismo sempre più alta, specialmente tra i giovani. Questo è gravissimo, perché per la gioventù italiana è anche in disuguaglianza numerica: sono solo 10 milioni, infatti, i potenziali elettori under 35, contro i 26 milioni over 50: dunque, per esprimere davvero ciò che vuole la nuova generazione, è indispensabile che chiunque ne abbia la possibilità vada a votare.

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