Fosson: “no alla Manovra se penalizza le regioni autonome”

Quattro motivi per dire no, secondo il senatore valdostano: la tabella per i contributi delle regioni autonome, la quasi assenza di case abusive, con Ici assicurata per tutti, il caro carburante e la legge antiriciclaggio "penalizzante per i casinò".
Antonio Fosson
Politica

Il nostro voto sarà contrario se non vi sarà, nel momento della replica del Governo, un orientamento diverso”. Stasera Antonio Fosson voterà assieme ai colleghi la fiducia alla manovra finanziaria. Il fronte del “no” potrebbe accrescersi di un’unità, se non migliorerà il trattamento riservato alle regioni a statuto speciale, svantaggiate, secondo Fosson, da una manovra ”figlia di una mentalità particolare, ossia della convinzione che le Regioni autonome abbiano alcuni privilegi”.

Nel suo intervento a Palazzo Madama, il senatore ha chiarito quali sono i punti della manovra che penalizzerebbero le regioni a statuto speciale, e in particolar modo la Valle d’Aosta. Ad esempio, all’articolo 28, dove si precisa il contributo delle regioni a statuto speciale agli obiettivi di finanza pubblica, sarebbe stata pubblicata una tabella che differisce, nella distribuzione, da quanto concordato tra i presidenti delle Regioni lo scorso 15 settembre. “In questo riparto – ha affermato – viene penalizzata, tra l’altro, la regione Valle d’Aosta, che, rispetto a quanto era stato convenuto, deve conferire un contributo maggiore, mentre la Sicilia e la Sardegna devono dare di meno”.

Un secondo motivo per cui la Valle d’Aosta sarebbe penalizzata è la quasi assenza di case abusive. “Da noi esistono pochissime case abusive, direi quasi nessuna. Le case abusive, invece, che non hanno mai pagato l’ICI, non vengono colpite, perché non vengono rintracciate”. Insomma, sarebbe una tassa sull’onestà.

In terzo luogo, sul banco degli imputati c’è il caro carburante: “Penalizza le regioni montane, nelle quali la gente si muove, va a scuola e a lavoro soprattutto con auto private. Pensiamo poi a cosa vuol dire per il turismo, e per le Regioni che di esso vivono, aumentare il carburante”.

La quarta argomentazione verte, infine, sulle norme antiriciclaggio, che “penalizzano e colpiscono le quattro case da gioco esistenti in Italia”. Il pensiero va al casinò di Saint Vincent. “Le nostre case da gioco, sulla base di precedenti leggi, hanno già attivato dei sistemi di lotta al riciclaggio molto precisi”. Se imponiamo alle case da gioco italiane regole che le altre case da gioco europee non hanno, “i giocatori, che sono ancora tanti, torneranno a giocare all’estero, ad esempio a Chamonix e a Mentone, creando un grave problema occupazionale”.
 

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