Il Consiglio Valle ha rinnovato oggi la propria solidarietà al popolo ucraino con una mozione approvata all’unanimità. Il testo, inizialmente depositato dal Pd e successivamente emendato dall’aula, impegna il presidente del Consiglio e della Regione a: esprimere formalmente la solidarietà del Consiglio regionale all’Ucraina, condannando l’aggressione militare in corso e ogni violazione del diritto internazionale; promuovere, compatibilmente con le competenze regionali, iniziative di sensibilizzazione sui valori della pace, della democrazia e dell’autodeterminazione dei popoli e invitare la Commissione e il Consiglio europeo a favorire la diplomazia per porre fine al conflitto in Europa.
Secondo i dati più recenti (gennaio 2024), oltre 700 cittadini ucraini risiedono in Valle d’Aosta con permesso di soggiorno, circa 40 quelli ospitati nel centro di accoglienza di Donnas. Al momento dello scoppio della guerra nel 2022, la Regione, insieme alla Croce Rossa Italiana, alla Protezione Civile e alla popolazione, aveva accolto 450 persone al centro di Chavonne, per poi distribuirle su circa 29 comuni, coinvolgendo numerose famiglie valdostane.
“A oltre quattro anni dall’inizio dell’invasione russa, è importante che anche la nostra Assemblea confermi in modo formale e unitario questa posizione”, ha dichiarato il capogruppo di PD-FP, Jean-Pierre Guichardaz. “La Valle d’Aosta, che fonda la propria esperienza autonomistica sul valore dell’autodeterminazione dei popoli, non può restare indifferente di fronte all’aggressione di uno Stato sovrano. Con questa iniziativa vogliamo anche manifestare vicinanza concreta ai cittadini ucraini che vivono e lavorano nel nostro territorio, contribuendo ogni giorno alla vita sociale ed economica della comunità.”
L’Assessore regionale Carlo Marzi ha ricordato come la Regione abbia costruito un sistema di accoglienza strutturato, garantendo accesso ai servizi, inserimento scolastico, accompagnamento al lavoro e integrazione sociale, anche in vista di una possibile cessazione delle misure emergenziali. “Oggi lo Stato ha prorogato le misure fino al 2027: non si tratta di un passo indietro, ma di continuità. L’obiettivo politico è chiaro: governare l’emergenza e creare le condizioni per superarla.”
