Il futuro dell’ex Caserma della Guardia di Finanza è legato alle scelte del Consiglio comunale

A portare la questione in aula è stato Vincenzo Caminiti, Consigliere comunale di Stella Alpina. L'Assessore Borrello risponde: "è una valutazione di competenza prettamente consiliare e legata al piano regolatore comunale".
Il crollo della Caserma della Guardia di Finanza
Politica

Ex Caserma della Guardia di Finanza, dieci anni dopo. Tanto è passato da quel crollo strutturale, nel maggio 2003, che ha visto tutto un susseguirsi di peripezie legali prima, e tutta una serie di peripezie amministrative dopo. Nonostante tutto, però, l’edificio resta lì, apparentemente abbandonato, bloccato nel tempo.
È Vincenzo Caminiti, Consigliere comunale di Stella Alpina, a chiedere al Consiglio di fare un po’ di chiarezza sulla vicenda, e lo fa con l’interrogazione “Decoro Urbano in Via Chambéry” in seguito alle segnalazioni degli abitanti della zona.

“Il crollo della caserma – spiega Caminiti – è avvenuto ormai più di dieci anni fa, e nel frattempo l’amministrazione ha fatto molte cose per riqualificare la zona, tra le quali la ristrutturazione dell’intero Polo Scolastico via Binel. Lo stato di degrado dell’ex caserma però è molto vistoso, ed è un vero ‘pugno nell’occhio’ per i cittadini, un vero motivo di disturbo all’interno dell’area urbana”.
Caminiti, poi, ironizza sui tempi che richiedono alcune situazioni rispetto ad altre, anche limitrofe: “Preso atto però – si legge nell’nterrogazione – della celerità con cui sono state effettuate operazioni di recupero di altri edifici nella stessa zona, quale la sala giochi” il Consigliere chiede all’Amministrazione quale sarà il futuro dell’edificio, se l’idea è quello di ripristinarlo o meno.

Risponde Stefano Borrello, anch’egli di Stella Alpina e al suo ultimo atto in qualità di Assessore comunale alla Mobilità, visto l’imminente ‘approdo in Consiglio Valle: “Il tema è sotto l’occhio di tutti, un edificio ammalorato all’interno del tessuto cittadino, e non è certo una cosa positiva. Nel 2006, tramite asta pubblica, alcune ditte private si sono assicurate il bene. I due piani interrati sono a gestione privata e ad uso di autorimesse. Ad oggi siamo in concertazione col privato che ha chiesto di poter apportare modifiche al piano regolatore generale comunale, ma questa è una valutazione di competenza prettamente consiliare e non degli uffici. Il privato può costruire quello che c’era prima, con la stessa volumetria, e se il Consiglio comunale intende modificare la destinazione d’uso del territorio, residenziale piuttosto che commerciale, va discusso in questa sede”.

Volontà e possibilità di intervenire, quindi, secondo Borrello, anche perché, spiega l’Assessore: “La responsabilità è amministrativa: se sussistono situazioni di pericolo l’amministrazione può decidere semplicemente di demolire. Non è certo gratificante avere un edificio ammalorato in città, però il privato ha la facoltà di intervenire e noi politicamente possiamo discuterne in Consiglio”.
Risposta ritenuta soddisfacente da Caminiti, che propone comunque di tenere alta l’attenzione, anche a livello amministrativo: “Si potrebbe provare a convocare una Commissione ad hoc in cui si scopra se c’è davvero la volontà di risolvere questa situazione e situazioni analoghe, dato che anche nel centro storico persistono, in modo diverso, altre forme di degrado”.
 

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