Immigrazione, una cinquantina di persone alla manifestazione in piazza Deffeyes

Il presidio organizzato da "Casapound", "Lega Nord" e "Sovranità" ribadisce le posizioni oltranziste dei tre movimenti sulla questione migratoria: “stop invasione” e “prima gli italiani”, alcuni degli slogan.
La manifestazione in piazza Deffeyes
Politica

“Stop invasione”, “No Ius Soli, la cittadinanza non si regala” e “Basta immigrazione, prima gli italiani”. E’ la ricetta sulla questione migratoria di “Casapound”, “Lega Nord” e “Sovranità”, nella sintesi degli striscioni visti nel tardo pomeriggio di oggi alla manifestazione organizzata in piazza Deffeyes, di fronte al palazzo regionale, dai tre movimenti.

Sulla stessa lunghezza d’onda, i cori scanditi inizialmente dalla cinquantina di partecipanti (“Il centro d’accoglienza non lo voglio”, alternato a “Siamo noi, siamo noi, scudo e spada dell’Italia siamo noi”), così come gli interventi dei sette esponenti succedutisi su una piazza caratterizzata dalla significativa presenza di forze dell’ordine in assetto da ordine pubblico.

Per Andrea Manfrin, consigliere comunale della Lega Nord nell’Amministrazione cittadina, dal fatto che il Presidente della Regione, in Valle d’Aosta, rivesta funzioni anche prefettizie “sarebbe stato lecito aspettarsi un sussulto d’orgoglio”, peraltro lasciato presagire anche “dall’intervista di Rollandin di qualche mese fa, in cui dichiarò ‘prendeteli a casa vostra’”. Però, “tre giorni prima di votare per le comunali è arrivato Renzi ed ecco cessare qualsiasi resistenza: poco dopo sono arrivati anche i migranti”. Un messaggio ribadito anche dal cartello “Rollandeun lapeun lapeun” innalzato da un manifestante.

Sui dati diffusi in settimana, relativi al calo della presenza di stranieri in Valle d’Aosta, si è invece soffermata Nicoletta Spelgatti, già candidata sindaco e collega di Manfrin nell’Assemblea aostana. “Non è un bel segnale, non ha il significato che sembrerebbe, – ha detto – perché ad andarsene sono coloro che si erano integrati ed avevano un lavoro. Se ne vanno le persone che riteniamo un esempio positivo, non quelle che rappresentano l’immigrazione cui ci opponiamo”.

Quale sfida a coloro che lo speaker dell’incontro ha definito “i soliti benpensanti” sono quindi state proposte le testimonianze di una ragazza aostana, Roberta, “mamma buttata su una strada al settimo mese di gravidanza e che ha ricevuto da ‘Casapound’ l’assistenza che un ente pubblico dovrebbe garantire”, e di un giovane marocchino, Ajoub, “stufo di lavorare e di pagare le tasse, per coloro che non hanno voglia di farlo e, magari, si vedono riconoscere la cittadinanza dopo appena dodici mesi, mentre altri, come me, sono al nono rinnovo annuo del permesso di soggiorno”.

Sulla legge riguardante lo “Ius Soli” ha promesso battaglia Lorenzo Aiello, coordinatore dei giovani di “Sovranità” in Valle d’Aosta (“raccoglieremo le firme per l’abrogazione dal giorno stesso in cui il Parlamento l’approverà”). Gli ha fatto eco Marco Racca, coordinatore del movimento nel nord-ovest, compiaciuto per “la bella piazza che abbiamo fatto stasera anche qui ad Aosta”.

Appena il tempo, per il segretario regionale della Lega Nord Sergio Ferrero di annunciare il “sostegno ad eventuali famiglie bisognose che volessero segnalarsi”, e sono ripresi i cori su cui il pomeriggio aveva preso il via, sottolineati dall’accensione di fumogeni tricolore. Quindi, prima di lasciare la piazza, l’intonazione dell’inno in cui i tre movimenti si specchiano. In questo caso, “Fratelli d’Italia”.

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