Dopo una settimana di botta e risposta a mezzo stampa, la querelle tra il consigliere di Stella Alpina, Vincenzo Caminiti, e il vicesindaco di Aosta, Alberto Follien, è arrivata oggi in Consiglio comunale, senza che tra i contendenti si abbondasse troppo in diplomazia. Follien, anzi, ha deciso di prendere di petto la questione, concentrandosi soprattutto sul metodo adottato dal collega. Una modalità, quella di portare un’interrogazione alla propria giunta, che anche lo stesso compagno di partito di Caminiti, l’assessore Stefano Borrello, ha in seguito definito "anomala e inusuale".
Per mezzo di un’interrogazione il vicesindaco è stato accusato di "non dare risposte veritiere" sulle tempistiche dei lavori pubblici, mettendo in difficoltà lo stesso Caminiti nei rapporti con la cittadinanza. Follien, però, prima di entrare nella questione, ha voluto dare una sua interpretazione all’iniziativa del consigliere: "Espedienti e toni del genere non solo non appartengono alla dialettica del Consiglio, ma sono tipici dei periodi elettorali".
Poi, esprimendosi sui lavori pubblici contestati (tra questi le "caldaiette" del quartiere Cogne, il parcheggio presso l’area Megalitica e quello in viale Partigiani), Follien non ha comunque rinunciato a lanciare qualche stoccata, accusando Caminiti di "scarsa conoscenza in materia di opere pubbliche".
"Slittamenti di entità accettabile come nei casi citati – ha continuato il vicesindaco – sono molto frequenti in questo ambito: vista la buona possibilità di veder sorgere diversi tipi di problematiche riguardanti leggi che cambiano, modifiche ai progetti, problemi alle ditte dell’appalto". Poi Follien ha affondato il colpo: "Invito Caminiti a chiedere conferme al mio omologo in Regione (l’assessore Marco Viérin, di Stella Alpina, ndr), magari menzionando vagamente lo Splendor, sicuramente avrà risposte più colorite delle mie".
Infine, Follien ha ricordato a Caminiti che "esercitare il ruolo di amministratore non significa approfondire solo le esigenze di quei cittadini che sono vicini elettoralmente, ma partecipare ai progetti di sviluppo della città". Dal suo canto, il consigliere della Stella Alpina ha replicato negando fini elettorali: "Ho sempre affermato la buona fede di tutti i presenti a questo tavolo di lavoro, ma se vedo una cosa che non va bene, anche se chi la propone è un assessore del mio gruppo, io lo dico". "Mi spiace – conclude – vedere che alcune aspettative dei cittadini, come le 70 famiglie senza riscaldamento nel quartiere Cogne, restino ancora irrisolte".

