Sala gremita quella dell’Hostellerie du Cheval Blanc questa sera dove l’Uvp ha giocato l’ultimo atto di questa lunga competizione elettorale, con tanta musica e il racconto di questo ultimo mese e del cambiamento invocato, ad opera dell’attrice Paola Corti.
“Il futuro è nelle nostre mani” ha rilanciato dal palco la giovane progressiste Hélène affermando che domenica i leoncini dorati vinceranno le elezioni.
Di vittoria ha parlato anche la testimonial Arianna Follis: “Abbiamo sempre gareggiato in modo leale, aspettiamo lunedì per sapere se gioire alla grande oppure a metà”.
In attesa del responso delle urne i sorrisi, o meglio le risate, non sono mancate quando è salito sul palco Luciano Caveri che, con una gag dopo l’altra, ha ripercorso la campagna degli acerrimi nemici dell’Uv.
“Noi stiamo andando fortissimi, la rimonta (ndr quella annunciata ieri dall’Uv) è quando nell’esercito si cambiano i muli vecchi”. Poi riferendosi ai dieci decimi, ricordati dal Presidente della Regione come uno dei risultati di questi 5 anni di governo “è una bufala perché con il patto di stabilità è stato bloccato”. E ancora sul caso Sorbara, “nessuno degli nostri telefona a qualcuno dell’ndrangheta” mentre parlando delle presunte visite in ospedale di Rollandin di questi giorni, passa sullo schermo dietro a Caveri, uno spezzone del film di Cetto La Qualunque.
A ricordare la campagna degli avversari di sempre è anche Alessia Favre, Presidente dell’Uvp. “E’ arrivato il momento che la politica abbia un certo stile che ultimamente ha perso. Non vogliamo una Valle d’Aosta degli speculatori, del cemento che copre gli affari sporchi, delle lobby e dei grandi supermercati, degli interessi propri, una Valle d’Aosta che taglia i fondi alla cultura. Lo stile lo si perde con i santini dati ai forestali, mandati a casa 6 mesi fa e ricordati solo ora, con le cene con la comunità cinese, con le chiamate ai ragazzi che a giugno rimarranno a casa o con i rinfreschi e le passeggiate in ospedale”.
Onestà e trasparenza della politica di cui i progressisti si vogliono fare portatori. “L’Uvp è un’armata in lotta per costruire un progetto – ha ricordato Favre – quello della Valle d’Aosta. Dobbiamo ristabilire la morale e l’etica nella politica valdostana. E sulla stessa onda Luciano Caveri “Noi siamo prigionieri di una ragnatela di interessi, dobbiamo spezzare queste catene”.
La voce dei 35 candidati arriva attraverso i video proiettati in sala, nei quali gli aspiranti consiglieri ricordano la priorità dell’Uvp: cambiare.


