Pdl: non governeremo da soli, ma basta carrozzoni pubblici

Incontro pubblico della lista a Saint Vincent. Zucchi: "Berlusconi non verrà perché è alta la tensione dopo Brescia". Viérin racconta la "città della libertà", Paron elenca i risultati del Pdl in Valle.
I candidati della lista del Pdl a Saint Vincent
Politica

“Berlusconi non potrà venire ad Aosta il 22 maggio perché è ancora forte il turbamento creato dai fatti di Brescia, e anche per evitare un inopportuno innalzamento dei toni”. Alberto Zucchi, coordinatore del PdL e consigliere regionale uscente, spiega così la defezione dell’ex presidente del Consiglio, che avrebbe dovuto incontrare la popolazione in piazza Chanoux. “Me lo hanno comunicato direttamente i vertici del partito”. Non è una banale comunicazione di servizio quella fatta da Zucchi in apertura del comizio di ieri sera a Saint Vincent, ed è stata palpabile la delusione nei presenti. Ettore Viérin, nel suo intervento, ha espresso un pensiero affettuoso all’’indirizzo di “lui, il Presidente, che ha trasmesso i propri valori all’Italia intera, e anche adesso che si difende con le unghie e con i denti è sempre un passo avanti a tutti gli altri”. L’incontro di Saint Vincent è stata comunque l’occasione per incontrare i 35 candidati del partito.

“Abbiamo il pedigree per dimostrare che alle parole seguono i fatti”, ha affermato Alberto Zucchi, sottolineando come, ad elezioni concluse, il Pdl sarà disponibile a dialogare e a creare alleanze basate sui contenuti e sul programma. “D’altronde – ha aggiunto Ettore Viérin – non possiamo farcela da soli per ora. Possiamo cercare di radunare il nostro elettorato e fare valere il nostro peso specifico, cercando alleanze utili alla causa, perché siamo leali, anzi, siamo noi i LeAli, non i fuggitivi, animati solo dall’astio”. La frecciata, che strappa un applauso alla platea, è all’indirizzo del movimento guidato da Dario Frassy.
Appartiene sempre ad Ettore Viérin l’idea di una “città delle libertà”, un’Aosta pedonalizzata, ricca di aree verdi, accogliente per le famiglie e le imprese.
Tra le proposte, anche quella di “mettere a frutto il turismo del dolore”. L’espressione non è delle più felici, ha ammesso lui stesso. Il riferimento è al turismo medico sanitario, e più in generale alla filiera del wellness, oggetti tra l’altro di un recente convegno in Valle.

Sui trasporti, tema che affligge da tempo i valdostani, esiliati in casa propria da una tratta ferroviaria decisamente non all’altezza della situazione, il Pdl fa valore il suo asso nella manica, ovvero il rapporto diretto con i “piani alti” del governo italiano, tramite i ministri di centrodestra. “Non andremo a Roma a mendicare attenzione, ma solleciteremo direttamente chi di dovere. Entro 12 mesi vogliamo regionalizzare la tratta ferroviaria" ha ricordato Viérin.

Andrea Paron ha puntato, nel suo discorso, su due concetti chiave, chiarezza e coerenza. “Siamo chiari nel dire che chi, come i nostri “competitori”, vi promette un modello di benessere identico a quello dei tempi passati vi racconta una bugia. L’unica maniera economicamente sostenibile per mantenere il nostro sistema sociale è investire sullo sviluppo e sulla libertà di fare impresa”. Rispetto alla coerenza, Paron cita i risultati ottenuti dal Pdl in Valle. “Abbiamo tariffe più convenienti perché la Deval è diventata regionale, grazie alla legge sul riparto fiscale di Berlusconi i dieci decimi del gettito restano al territorio, abbiamo sbloccato la situazione della caserma Testafochi, dotandoci di una sede prestigiosa per l’ateneo, e via dicendo. Qui, a Saint Vincent, abbiamo portato in ritiro la Juventus, con tutti i benefici che questo comporta”. E riguardo all’autonomia? Il Pdl non poteva esimersi dal dire la sua su un tema tanto dibattuto nella nostra regione. “Salvaguardiamola, ma non facciamolo con gli appelli contro il Governo di turno. Cerchiamo piuttosto di essere un modello di amministrazione, un laboratorio di eccellenza. Il nostro motore deve essere l’impresa, e non il palazzo regionale, creiamo un sistema virtuoso che si autoalimenta, e non un carrozzone drogato dalle commesse pubbliche. L’obiettivo è sentirsi orgogliosi di essere valdostani, non perché parliamo o meno il patois, ma perché contribuiamo alla ricchezza comune. Ricordiamo che è grazie a noi che l’Italia ha un governo, vogliamo poter fare lo stesso anche in Valle”.
 

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