Pirogassificatore, bocciata la proposta di legge d’iniziativa popolare.

Dopo una lunga discussione, questo pomeriggio l’assemblea ha respinto (con i 25 voti della maggioranza, sui 32 consiglieri presenti) il progetto di norma presentato da oltre 7.600 cittadini, confermando il parere contrario già espresso dalle Commissioni.
Consiglio regionale
Politica, Società

Nessuna sorpresa, questo pomeriggio, in Consiglio regionale. Il voto contrario espresso dalle Commissioni “Assetto del territorio” e “Servizi sociali” sulla proposta di legge d’iniziativa popolare che si opponeva alla costruzione di un pirogassificatore in Valle d’Aosta, è stato confermato dall’Assemblea. Su 32 presenti, 25 sono risultati i voti contrari, 7 quelli favorevoli (Alpe e PD).
 

Morelli: “Impianto sproporzionato”. Prola: “Sistema flessibile e modulabile
“La produzione regionale di rifiuti – ha spiegato la consigliera Patrizia Morelli (Alpe), riferendo i rilievi sulla sostenibilità economica dell’impianto, avanzati dai promotori – si attesta sulle 80 mila tonnellate all’anno, circa 600 chili all’anno per abitante: mettendo in atto tutte le azioni in materia di gestione dei rifiuti, rimarrebbero al massimo circa 25 mila tonnellate di rifiuti da trattare”. Si tratta di un quantitativo che i promotori della proposta di legge, secondo quanto ha detto Morelli in aula, “considerano troppo esiguo per un impianto previsto per 59.500 tonnellate, che non garantirebbe un corretto rapporto costi-benefici”.

E’ di tutt’altro avviso Piero Prola (UV). “Abbiamo proposto una fattibilità concreta agendo nel quadro normativo europeo, nazionale e regionale e pensando alla sostenibilità economica del nostro progetto: oltre ad avere i costi strutturali e gestionali sul periodo considerato (20 anni) decisamente inferiori al sistema proposto dal Comitato virtuoso di ben 45 euro a tonnellata, il nostro sistema dà la garanzia di flessibilità e modularità del processo per adattarsi ai quantitativi effettivamente prodotti, ma anche alla loro riduzione che sarà perseguita e attesa”.
 

La polemica sulle emissioni
La discussione si è fatta più accesa quando sul tavolo sono i possibili effetti sulla salute e sull’ambiente, conseguenti alle emissioni del pirogassificatore. “Non ci sono evidenze scientifiche sui danni – ha attaccato Raimondo Donzel (Pd) – ma spesso è perché mancano studi epidemiologici: non ci si deve allarmare, ma nemmeno dormire sonni tranquilli, perché comunque le emissioni ci sono”.

Sul tema è intervenuto l’assessore regionale alla sanità Albert Lanièce (UV). “Gli impatti sanitari degli ultimi impianti fondati sul processo di pirolisi e gassificazione sono trascurabili e non sono stati trascurati”, ha commentato l’assessore. “L’aspetto sanitario è stato preso seriamente in considerazione e affermare il contrario è una follia”.
 

Le alternative
L’assessore all’ambiente, Manuela Zublena (UV), ha voluto inoltre ricordare che “si è giunti a scenario valutando soluzioni diverse, che hanno riguardato anche il trattamento meccanico biologico e l’inceneritore. Siamo convinti di aver scelto il sistema di trattamento dei rifiuti che meglio di adatta al contesto specifico della Valle d’Aosta e che minimizza gli impatti sull’ambiente e sulla salute”.

“Le ipotesi alternative non sono solo praticabili – ha ribattuto Roberto Louvin (Alpe) – ma anche sostenibili e comprovate da esperienze paragonabili alla nostra. E’ necessario avere la consapevolezza che siamo alla conclusione del ciclo della crescita economica continua e consumistico, è in questa prospettiva che dobbiamo considerare la problematica dei rifiuti”.
 

Verso il referendum: “Decideranno i cittadini”
Dopo la bocciatura, annunciata, di questo pomeriggio, la politica guarda al futuro. La proposta di legge di iniziativa popolare, essendo stata respinta, sarà infafti sottoposta a referendum propositivo in una domenica di novembre: se verrà raggiunto il quorum del 45% e vi sarà la maggioranza dei voti validi, la legge entrerà in vigore.

Non ci spaventa – ha commentato il consigliere del Pdl, Enrico Tibaldi – ben venga il pronunciamento dei cittadini. Ogni legislatura che si rispetti ha il suo referendum: durante la scorsa c’è stata la questione dell’ospedale, questa volta sarà il pirogassificatore”.

Si è detto preoccupato, invece, il consigliere Alberto Bertin (Alpe). “Il referendum è un’opportunità di partecipazione per la cittadinanza sul tema dei rifiuti – ha spiegato – spero che non ci siano azioni di sabotaggio per eludere questo confronto. Visto che fino ad ora si è sempre cercato di evitarlo, credo che il referendum possa rappresentare l’occasione che fino ad ora è mancata”.

Sulla decisione di ammettere la proposta di legge a referendum da parte della Commissione procedimenti referendari sono stati depositati due ricorsi al Tar della Valle d’Aosta: uno proposto da Asso-Consum Onlus (l’udienza per l’esame di merito è già stata fissata per il 16 maggio) e l’altro dall’Associazione nazionale imprese difesa ambiente-Anida, in ordine al quale il Tar si riunirà il 18 aprile prossimo per l’esame della richiesta di sospensiva.

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