“Siamo autenticamente autonomi, non schiavi di Rollandin: non siamo un partito di persone senza attributi che per 5 anni si fingono liberali, e poi si alleano con la sinistra”. Con questo accenno ai transfughi del partito, Edoardo Melgara, candidato e coordinatore della lista Popolari per Aosta, ha raccolto i primi applausi del pubblico in sala, durante la serata di chiusura della campagna elettorale. D’altra parte, Luca Lattanzi, ex consigliere comunale, ha raccontato di essersi sentito, verso fine legislatura, mentre gli ex compagni convergevano verso Stella Alpina o Creare Vda, “come la particella di sodio della pubblicità dell’acqua minerale”.
Ma ciò che conta, adesso, è il programma, ha ricordato Melgara, riassumendolo così: “Aosta deve essere una città vivibile, capace di vivere di turismo 365 giorni l’anno, una città universitaria e attenta all’ambiente”. Un impegno da vivere a stretto contatto con i cittadini: “Siamo stati i primi a proporre incontri trimestrali con tutti i quartieri, poi gli altri ci hanno copiato a ruota” ha concluso. Il tema della “scopiazzatura” è tornato a più volte durante la serata. “Diffidiamo di chi per imitarci ha iniziato a parlare di project financing, un concetto liberale: strano sentirlo usare dai candidati di sinistra” ha ricordato la candidata vice sindaco Sylvie Spirli, che ha rivendicato con orgoglio l’autonomia della lista: “Non abbiamo voluto andare né con gli autonomisti che si alleano con i finti autonomisti, né con gli antidemocratici, demagogici e populisti candidati della Lega Nord”.
È arrivato il momento, poi, di presentare alcuni dei candidati della lista, che unisce Forza Italia e Nuovo Centro Destra dopo lo scioglimento del Popolo delle libertà. Rosa Fazari ha parlato di come la burocrazia soffochi il mondo del lavoro, nel suo settore, l’edilizia, ma anche in generale, mentre Marco Mammoliti si è concentrato su un progetto preciso, quello di riqualificare l’area Puchoz, pedonalizzandola gradualmente e predisponendo un’area verde pubblica, per anziani e bambini. Il neo maggiorenne Filippo Machado ha puntato sul turismo, fattore chiave dell’economia, e sull’università, mentre Franco Palmeri ha regalato alla componente berlusconiana del gruppo un momento “amarcord”, arringando i presenti con l’inno di Forza Italia in sottofondo, e accusando i “nipotini di Stalin” di “considerare il denaro lo sterco del demonio e la proprietà privata un furto”. Roberto di Francesco, nella doppia veste di candidato e coordinatore NCD, ha ironizzato sulle proposte lanciate in campagna da altre liste, come il conio della moneta o le visite guidate ai capannoni di stoccaggio dei rifiuti, invitando a “votare il rinnovamento”.
L’intervento di Luca Lattanzi ha chiuso la serata. Il candidato sindaco si è scagliato contro la compravendita dei voti. “È assolutamente vergognoso promettere un lavoro, specialmente in questo periodo di crisi. C’è anche chi promette una casa, girando con le chiavi degli alloggi popolari in tasca, ma è una truffa: quelle case sono state tutte già assegnate. Altri hanno astutamente promesso lavori che sono stati già programmati e finanziati dalle precedenti amministrazioni, e che quindi si farebbero in ogni caso. Un esempio? La pista ciclabile promessa da Alpe”.
Lattanzi ha definito i Popolari per Aosta “l’unica alternativa credibile per chi non vuole votare partiti alleati con la sinistra. Siamo una grande squadra – ha affermato – e al nostro interno troviamo tutte le professioni, perciò possiamo risolvere qualsiasi problema si presenti. Siamo pronti per governare”.
Il candidato sindaco è infine tornato sulla questione della Cogne Acciai Speciali, dedicando una stoccata a Monica Pirovano. “L’amministratrice delegata della CAS ha indetto, a tre giorni dalle elezioni, una conferenza stampa per rispondere, così ha sostenuto, a chi vorrebbe chiudere l’azienda. Ma noi non l’abbiamo mai detto, e lei lo sa benissimo: era al corrente del malinteso originato da un articolo uscito on-line contenente delle informazioni errate. Perché annunciare un piano di riqualificazione proprio adesso, era molto diverso farlo da lunedì in poi? Ci sembra strumentale. Noi le rispondiamo che se vuole fare politica si deve candidare, come tutti gli altri”.

