Regione, Lavevaz: la speranza nel 2023 di metter fine a fibrillazioni politiche

L'auspicio del Presidente della Regione, durante la conferenza stampa di fine anno, di trovare un punto di equilibrio per la maggioranza regionale. "Paradossalmente però gli ultimi due anni di legislatura sono stati quelli con più stabilità degli ultimi dieci". 
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Sotto l’albero di Natale il Presidente della Regione Erik Lavevaz mette la fine delle fibrillazioni politiche e la definizione di un punto di equilibrio per la sua maggioranza. 

“Nell’ultimo anno ci siamo venduti peggio di quello che siamo” ha detto Lavevaz, durante la conferenza stampa di fine anno del Governo e del Consiglio regionale. “E’ di tutta evidenza che nell’ultimo anno il dibattito politico è stato vivace, i movimenti hanno provato a cercare delle situazioni di maggiore stabilità per guardare con più serenità alla seconda parte della legislatura”. 

Ribadisce però il Presidente come il “governo non sia stato lì a guardare che qualcosa avvenisse. Ha lavorato innanzitutto per portare fuori la Valle d’Aosta da una situazione complessa creatasi a seguito della Pandemia. Gli aiuti a famiglie e imprese, in proporzione alla popolazione valdostana, sono stati fra i migliori in Italia. Atti e scelte fermi da tempo, come quelle sul nuovo ospedale, su alcune opere incompiute, sul servizio idrico integrato, sono state finalmente portate avanti. Paradossalmente gli ultimi due anni di legislatura sono stati quelli con più stabilità degli ultimi dieci”. 

Se l’auspicio per il suo governo è di poter “lavorare in tranquillità”, per la politica valdostana la speranza è che tornino al centro della scena i movimenti “affinché riparta da lì la stabilità politica”.

La conferenza stampa di fine anno è stata l’occasione poi per il Presidente e i suoi Assessori di tracciare bilanci e annunciare alcune sfide del 2023.

Come il nuovo piano di politiche del lavoro 2024-2026 che verrà redatto dalle strutture guidate dall’Assessore regionale Luigi Bertschy. “Nascerà sulla base dell’esperienza dell’ultimo e sopratutto sulla base dei dati a nostra disposizione” spiega. “Abbiamo ridato molta importanza al Consiglio delle politiche del lavoro per ridare centralità al lavoro”.
Il 2023 inizierà con una “bella notizia” per il mondo dell’artigianato. “Saremo a Donnas il 15 gennaio per la Fiera di Sant’Orso che torna in presenza e il 30 e 31 ad Aosta. Si riportano finalmente “les pendules à l’heure”.

La sfida in campo sanitario è, come ricorda invece l’Assessore regionale alla Sanità Roberto Barmasse, rendere la nostra regione più attrattiva per il personale medico e sanitario. Le indennità di attrattività “che ci permettono di avere degli stipendi medi di 1000 euro in più per medici e 600 per infermieri” non sono però sufficienti. “Bisogna incidere sul benessere lavorativo ma sappiamo che non è semplice quando nei reparti il personale è ridotto.” La Regione ha attivato un ufficio di recruiting, per pubblicizzare “la nostra sanità con inserti specifici e su riviste del settore”.

Dai fondi europei sono attesi invece centinaia di milioni di euro “che serviranno a coprire i diversi settori e ci permetteranno di sviluppare di più la nostra Valle” evidenzia l’Assessore regionale agli Affari europei Luciano Caveri.
I 40 anni di Finaosta rappresentano invece l’occasione per “fare un primo focus sulle prospettive della finanziaria regionale. Dobbiamo capire cosa di meglio si può fare”.

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Regione europea dello sport nel 2023, la Valle d’Aosta “aumenterà il prossimo anno le risorse” dedicate a questo settore. “Questo titolo ci permetterà di raccontare ancora meglio la nostra vocazione e affiancare il marchio Valle d’Aosta rafforzerà l’attrattività turistica, considerato che tanti ci guardano come luogo in cui venire a praticare attività sportiva e ad assistere a eventi sportivi”. In questo senso l’Assessore regionale allo Sport Jean-Pierre Guichardaz annuncia di esser, assieme al collega Bertschy, al lavoro per posticipare la data della Coppa del Mondo di Cervinia-Zermatt di una o due settimane.

I cambiamenti climatici sono invece fra i focus del lavoro dell’Assessorato alle Opere pubbliche, di quello all’Agricoltura e di quello all’Ambiente.
“I paesi che ruotano attorno al Monte Bianco possono essere presi in considerazione come una cabina di regia o di confronto rispetto a quanto sta avvenendo” sottolinea l’Assessore alle Opere pubbliche Carlo Marzi. “Il modello di mitigazione del rischio che la Valle d’Aosta rappresenta, come frutto sinergico di una squadra che lavora partendo dalla Regione passando per i comuni, arrivando alle guide alpine fino al soccorso alpino, è di fatto la maniera migliore per guardare al futuro”.

Ricorda le misure messe in campo dalla Regione contro gli effetti della siccità, l’Assessore all’Agricoltura Davide Sapinet. “Misure che hanno potuto alleviare un po’ le criticità e che avranno una coda nel 2023.”
Fra le sfide dell’agricoltura, l’Assessore cita il “biologico, una grande opportunità per tutte le nostre aziende, che oggi sono concentrate sull’aspetto certificazioni che saranno portate avanti e sviluppate con le associazioni di categoria” ma anche la chiusura dell’iter legislativo sulla legge sulla multifunzionalità in agricoltura.

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Il bilancio del Consiglio regionale

La stabilità amministrativa del Governo regionale, secondo il Presidente della Regione Lavevaz, si ritrova nei numeri dell’attività del Consiglio regionale.
Nelle 79 sedute del 2022 il Consiglio regionale della Valle d’Aosta ha adottato 35 atti normativi, di cui 33 leggi e 2 regolamenti, esaminato 988 atti, di cui 723 ispettivi e 148 di indirizzo, 66 dei quali approvati.

Fra le attività del 2022 dell’Assemblea regionale, rimarcate dal presidente Alberto Bertin la nascita dell’Osservatorio regionale antimafia. “Un passo avanti significativo per la nostra regione”.

“Il Consiglio regionale è garante nella nostra regione di un bene prezioso che è la democrazia. – ha ricordato Bertin –  La responsabilità che abbiamo è di trovare una sintesi fra posizioni e idee diverse per dar risposte alle esigenze e necessità dei cittadini”.
In questo senso il presidente ha voluto citare gli aiuti alla famiglie per far fronte al caro energia, i sostegni all’imprenditoria giovanile e femminile e ancora le misure per il sostegno ai prodotti agroalimentari di qualità o ancora il sostegno alle piccole stazioni sciistiche.”Leggi che hanno guardato ai bisogni della comunità e hanno voluto sostenere lo sviluppo della nostra regione”.

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