Servizio mensa, i dipendenti comunali proclamano lo stato di agitazione

La decisione stamattina durante l'assemblea con i sindacati. A motivare la scelta la soppressione del servizio mensa per i dipendenti, almeno per i mesi di gennaio e febbraio 2017, da parte dell'amministrazione del capoluogo.
L'assemblea dei dipendenti comunali di Aosta con i sindacati
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I dipendenti del Comune di Aosta sono ufficialmente in 'stato di agitazione'. La decisione, praticamente all'unanimità della circa ottantina di lavoratori presenti, è scaturita stamane durante l'assemblea con i Sindacati. A motivare la scelta la soppressione del servizio mensa per i dipendenti, almeno per i mesi di gennaio e febbraio 2017, da parte dell'amministrazione del capoluogo.

Uno 'stato di agitazione' scelto come segnale di protesta, che potrebbe portare anche ad uno sciopero nel caso la giunta non trovasse le risorse per rifinanziare il servizio nell'approvazione del bilancio triennale 2017/19 entro marzo. Servizio già 'dimezzato' nel 2016 – perché inizialmente previsto per soli sei mesi, bastato poi a coprire l'intero anno grazie al cambio degli orari di lavoro dei dipendenti e l'inserimento dell'obbligo, per chi volesse farne uso, di fare un'ora di pausa pranzo –, passando infatti dai 240mila euro del 2015 al circa 170mila.

“I sindacati sono consapevoli del momento economico che sta vivendo il Comune di Aosta – spiega Claudio Albertinelli, Savt – ma è grave che non sia stato previsto nulla a bilancio, di principio, sul servizio mensa. Non voler finanziare un servizio è un segnale politico molto grave. Abbiamo chiesto al Sindaco di fare delle verifiche per fare una variazione di bilancio e trovare delle risorse, ma ci è stato detto che con il bilancio armonizzato è tecnicamente impossibile”.

Mensa che non è un servizio obbligatorio, ma che getta sul Comune un problema nuovo: “C'è un accordo tra sindacati e amministrazione riguardo questo servizio– prosegue Albertinelli – e firmando con noi il Comune si è impegnato a garantirlo. Da lunedì ci vedremo con i legali per capire se si può denunciare l'amministrazione per comportamento antisindacale”.

Tranchant anche Natale Dodaro della Uil: “Il Comune ha supportato i costi del servizio per tre anni: e ora, non avendo risorse per chiudere il bilancio, cosa fa? Dà una sforbiciata all'insaputa di tutti e non finanzia il servizio mensa, comunicandolo all'ultimo con una 'letterina di Babbo Natale'. Questo è un diritto sacrosanto da tenere in piedi, ora devono trovare altre soluzioni che permettano ai lavoratori di andare a casa a mangiare”.

Dodaro aggiunge, sibillino, anche un particolare inquietante: “Chi doveva controllare il bilancio si è fatto sfuggire il fatto che la mensa non era finanziata. La giunta sapeva benissimo che c'era questo rischio e si poteva lavorare e discutere una soluzione sei mesi prima. Il Comune ha volutamente fatto mancare i momenti di contrattazione sia politica che sindacale”.

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