Movimento unito, credibile, in continua crescita, che vive il territorio e che per questo è in grado di garantire la governabilità dando risposte concrete. La Stella Alpina così si è definita nelle parole espresse dai suoi rappresentanti che, di fronte ad una sala di circa 400 persone al Cavallo Bianco di Aosta, ha chiuso l’ultimo comizio di questa campagna elettorale che farà i conti lunedì 27 maggio. Famiglia, lavoro, giovani sono stati alcuni dei temi toccati nei discorsi che si sono alternati in sala.
Stella Alpina è serena di aver fatto un buon lavoro durante la legislatura appena conclusa e durante questi giorni di campagna. Ad aprire i discorsi è stato il presidente del movimento nato nel 2000, Maurizio Martin "Abbiamo un lista rappresentativa di tutta la società valdostana, ma soprattutto fatta di persone di buon senso che in un momento difficile racconta la verità". Con 450 milioni di euro di differenza dal 2008 ad oggi infatti le cose sono ben diverse, così come lo scenario sociale ed economico che caratterizza il Paese e la Valle d’Aosta. Ecco perché Stella Alpina ha ricordato tutte le misure anti-crisi di cui si è fatta promotrice "Perché sono risorse che proteggono il fulcro della nostra azione, l’uomo e la famiglia" ha detto Il capogruppo di SA in Consiglio regionale, Francesco Salzone, intervenuto per secondo. Sul fronte politico Salzone ha ricordato la voce grossa fatta più volte con l’Uv, partner di governo "Per noi il Presidente della Giunta è allenatore della squadra, non padrone. Noi abbiamo realmente dialogato con tutti, maggioranza e minoranza, istaurando un rapporto serio con tutti, anche sul territorio e questo ci ha premiato nel tempo". E proprio questa crescita per Salzone ha preoccupato dal 2010 in poi un po’ tutte le forze politiche che oggi non possono "Fare a meno della Stella Alpina. Senza di noi non ci può essere Governo". E rispetto alle minori risorse economiche della Valle ha detto "Un tempo ne avevamo molte di più, forse abbiamo esagerato costruendo una palestra in più in quel comune, un struttura in quell’altro. Ora dovremo ottimizzare, trovare un nuovo welfare e fare riforme condivise".
Per Marco Viérin, Assessore regionale uscente ai Lavori pubblici, sono stati diversi i punti toccati ma tra questi il tema Finaosta "che non deve essere una banca e basta ma prendersi anche rischi di impresa" e "la zona franca di impresa di diritto da Statuto" sono stati particolarmente caldi, così come la ridefinizione dei poteri del Presidente della Regione, tra i punti in programma di Stella Alpina. L’unione con la Lega Nord è stata per tutti una sinergia legata a sensibilità comuni, temi comuni da portare avanti " e non convenienza", hanno evidenziato a più voci i vertici di Stella Alpina e lo stesso deputato della Lega, Giancarlo Giorgetti, che ha spiegato meglio il concetto di macroregione "Che nulla toglie allo Statuto regionale della Valle d’Aosta" ha tenuto a precisare.
A chiudere i discorsi è stato il neo-deputato Rudy Marguerettaz, che ha puntato sul ruolo di Stella Alpina nel prossimo futuro "I nostri compagni politici sperano molto nel nostro risultato e questo ci carica di responsabilità, oltre che essere un’occasione per consacrare la nostra posizione". I numeri di Stella Alpina saranno, infatti, determinanti in questa competizione elettorale, il movimento che riporta il fiore valdostano lo sa bene, e sa bene anche ciò che questo determinerà "prima eravamo un pò riparati nel prendere posizione, un po’ per i numeri, un po’ per il ruolo e l’alibi che avevamo, ora – ha evidenziato Marguerettaz – dovremo far valere la nostra forza e le responsabilità saranno maggiori". Nel ricordare, infine, ai candidati di quanto la campagna sia occasione di incontro, scoperta, conoscenza, approfondimento del territorio e dei valdostani, Marguerettaz ha auspicato che gli stessi valdostani siano in "grado di discernere chi sono coloro che fanno proposte serie e coloro che vivono di slogan e contraddizioni".



