Uv e Uvp: “Nel prossimo Parlamento la Valle dovrà essere rappresentata da federalisti e autonomisti”

I due movimenti commentano la situazione politica nazionale e internazionale e si dicono "felici per questa nuova direzione e per i progressi nel processo di affermazione del diritto all'autodeterminazione e all'autonomia dei popoli”.
Elisa Bonin
Politica

“L'Union Valdôtaine e l'Union Valdôtaine Progressiste, forze politiche unioniste, progressiste, federaliste e autonomiste, sono felici per questa nuova direzione e per i progressi nel processo di affermazione del diritto all'autodeterminazione e all'autonomia dei popoli”.

Così, Uv e Uvp commentano – in una nota firmata dai Presidenti Ennio Pastoret e Elisa Bonin – la situazione politica, sia nazionale che internazionale, ma soprattutto i fatti recenti di cronaca e le spinte “autonomistiche” che si stanno sviluppando in tutto il mondo: “La Scozia e la Catalogna nonché il Kurdistan iracheno hanno presentato tramite referendum popolari le loro richieste di indipendenza dal Regno Unito, dalla Spagna o per la proclamazione di uno Stato indipendente. Recentemente in Lombardia e in Veneto gli elettori sono andati alle urne per richiedere una maggiore autonomia per le loro regioni, lanciando un segnale a Roma. Richieste di 'autonomia rinforzata' simili, come in Corsica il 3 e 10 dicembre, si sviluppano progressivamente”.

Un dibattito d'attualità che, come sperano i due movimenti, renda “Possibile far crescere, in modo positivo, l'attenzione dell'opinione pubblica e della politica sulle autonomie territoriali per ottenere, in un quadro federalista, il loro pieno riconoscimento sottolineando l'importanza del rispetto delle diversità e delle specificità culturali e linguistiche”.

Dibattito che conduce dritto ai prossimi appuntamenti elettorali. “Il dibattito politico sulle autonomie – chiudono Uv e Uvp – sarà uno dei temi che caratterizzeranno la campagna elettorale delle prossime elezioni politiche. Nel prossimo Parlamento italiano la Valle d'Aosta dovrà essere rappresentata da federalisti e autonomisti convinti dal momento che, nei prossimi anni, si dovrà battere perché queste decisioni vitali diano uno sviluppo sostenibile, a partire dal mantenimento della sua identità culturale e linguistica, fondamento del suo Statuto Speciale”.

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