Viérin torna alla carica: “Da Perron goffi tentativi di spostare l’attenzione dai problemi”

"Rifiutiamo una concezione verticistica con confusione di ruoli e di funzioni alla quale oggi assistiamo, con una sola persona che decide tutto e per tutti. Ragioni che sono state ignorate e che non ritroviamo nella famosa “mano tesa”.
Laurent Viérin, assessore regionale all'Istruzione e Cultura
Politica

Tre giorni dopo la mancata resa dei conti del congresso UV a Pont-Saint-Martin e alla vigilia dell’ultimo Consiglio regionale dell’anno, l’ex assessore Laurent Viérin torna all’attaco. E lo fa commentando le dichiarazioni del presidente Perron, già esplicitate al congrès, che "chiama alla mobilitazione in piazza per difendere l’autonomia, e pronto, per fare ciò, e ed in vista delle prossime elezioni, anche alle più disparate intese". 

In una nota diffusa oggi, Viérin parla di un "goffo tentativo di Perron, in questo momento, come peraltro l’impostazione di una buona parte del congresso, nel tentativo di spostare l’attenzione ai problemi romani, ed altrove, piuttosto che vedere i problemi locali ed interni all’Union, e soprattutto evitare che emergano gli aspetti negativi della sua gestione del movimento. Oltre che difendere l’autonomia, Perron dovrebbe preoccuparsi, in questo momento, ed avrebbe dovuto premurarsene anche e soprattutto negli anni del suo mandato, anche della salute dell’Union Valdôtaine, gestendola in modo diverso e soprattutto dimostrando un minimo di autonomia".

Viérin è poi tornato sui temi già affrontati presentando le dimissioni – dalla scelta delle alleanze alle responsabilità sulla sconfitta referendaria – prima di affondare di nuovo i colpi nei confronti del Presidente del Mouvement.

"Perron, che tra l’altro aveva definito questa tornata elettorale un referendum “pro o contro l’Union, o definito le dimissioni di Follien personali, mentre si sono chiaramente rivelate politiche e inerenti alla gestione dello stesso Perron, probabilmente in nome della stessa trasparenza, ora sollecita il dialogo, facendo quasi intendere che non c’è stata da parte nostra volontà di coglierlo. Al dialogo, lo abbiamo ribadito più volte, da qualcuno inteso, in modo bizzarro, come una enunciazione di principio, dove ci si parla ma tutto rimane come prima, devono seguire azioni concrete e soprattutto cambiamenti reali del modo di agire e dei metodi che certe persone hanno".

Infine, l’ex assessore rimanda al mittente i presunti messaggi di pace. "Rifiutiamo una concezione verticistica, con confusione di ruoli e di funzioni, alla quale oggi assistiamo, con una sola persona che decide tutto e per tutti. Ragioni che sono state ignorate e che non ritroviamo nella famosa “mano tesa” di Perron, Rollandin, pur essendo il vero chiamato in causa, non avendo dato nessuna risposta in merito, nelle sedi politiche, che aveva evocato in Consiglio Regionale". E’ il preludio di un ulteriore colpo di scena, da consumarsi tra i banchi di Piazza Deffeyes, o semplicemente l’ennesima mossa di una partita a scacchi che sta per avviarsi alla conclusione?

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