C’è una discreta preoccupazione tra i sindaci valdostani per la sicurezza dei propri comuni in seguito alla lettera che ha annunciato, a fine maggio, il rischio di esonero per circa 450 vigili del fuoco volontari che non hanno completato le 12 ore di esercitazione obbligatorie che la legge impone loro. Preoccupazione che sbarca anche all’assemblea CPEL riunitasi ieri pomeriggio, e per voce del Sindaco di Gaby Pierluigi Ropele: “Le attività di formazione per i Vigili del fuoco si tengono tutte ad Aosta – spiega Ropele – cosa che penalizza i comuni e le realtà più periferiche. Se viene a mancare la figura del Vigile del fuoco volontario non solo rischiamo che vadano a fuoco i nostri villaggi, ma finiamo per non salvaguardare neanche il volontariato che invece va tutelato”.
Discorso recepito subito dal Presidente Bruno Giordano, che non solo condivide appieno la linea di Ropele ma specifica: “Ci sono ormai una serie di norme sempre più centraliste che perdono di vista la realtà. Il fatto è che i volontari non possono occuparsi di burocrazia. Pensiamo solo – prosegue Giordano – a comitati come quelli dei Carnevali che si devono occupare di barriere di rischio e questioni simili. Questo è un problema che va affrontato per capire soprattutto quali margini ci siano rispetto a norme sempre più stringenti”.
Il problema sollevato dal Sindaco di Gaby davanti a tutto il Consiglio Permanente, comunque, pare destinato ad approdare anche ad altri lidi, come segnala in chiusura di lavori lo stesso Giordano: “L’obiettivo – spiega il Presidente CPEL – è quello di venirsi incontro, anche con i legislatori, per tenere il sistema unito. Se si carica di ‘legna verde’ chi fa volontariato risulterà difficile che questi si renderanno ancora disponibili, e i rischi di non avere volontari sono troppo grossi. La legge sui volontari va rivista – conclude il Sindaco di Aosta – e chiederemo subito un confronto con la nuova amministrazione regionale appena si sarà insediata”.

