Vitalizi, è arrivata la bozza di proposta di legge ma è già bagarre

Consegnata ai capigruppo, l'iniziativa prevede il divieto di cumulo dei vitalizi, la soppressione del sistema previdenziale dei consiglieri regionali ma anche la possibilità per "pensionati d’oro” di chiedere la liquidazione in forma di capitale.
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Dopo esser stata per giorni alla mercé degli sfottò dei social ma non solo, anche grazie al servizio di "Non è l’Arena" di La 7, l’Assemblea regionale prova a dar corso a quanto promesso: una proposta di legge di revisione dei vitalizi da presentare entro fine anno. 

La bozza è stata consegnata nei giorni scorsi ai capigruppo dal Presidente del Consiglio Valle e ieri c’è stata una nuova riunione per trovare un’intesa, difficile, visti gli interessi che dividono i 35 consiglieri. 

I passaggi della proposta di legge, che al momento fanno più discutere, riguardano la soppressione del sistema previdenziale dei consiglieri regionali, a partire dalla XV legislatura ovvero per chi arriverà a maggio. In particolare l’iniziativa prevede la soppressione della trattenuta obbligatoria a carico del consigliere, l’8,80%, così come dei contributi a carico del bilancio del consiglio regionale, il 24,2%. Ciascun consigliere a questo punto dovrebbe decidere se crearsi o meno una previdenza complementare. La proposta rischia di trasformarsi però in un boomerang per gli eletti perché di fatto senza le trattenute, le indennità lorde aumenterebbero. Un passaggio che rischia di essere di non facile comprensione per i cittadini. 

Ancora più dibattuto l’articolo del dispositivo che, così come già avvenuto con la scorsa finanziaria, consente ai “pensionati d’oro” di chiedere la liquidazione, entro il 31 marzo 2018, della propria posizione in forma di capitale, abbattuta dell’11%. Nella scorsa primavera, grazie ad una norma simile, 55 ex consiglieri – la famosa lista mostrata in tv da Giletti – hanno potuto ritirare 22 milioni e 200mila euro. 

A qualcuno ha provocato, invece, un po’ di acidità di stomaco l’articolo 5 che dispone il divieto di cumulo dei vitalizi per gli eletti che in passato hanno ricoperto la carica di parlamentare europeo o italiano o ancora di consigliere e assessore di altra regione. 

La proposta prevede inoltre di innalzare il diritto alla pensione dei consiglieri a 67 anni, oggi è 65, diminuita di un anno per ogni anno di mandato consiliare oltre il quinto, fino al limite di 62 anni. 

Dovrebbe filare invece liscio il cambio di nome dell’istituto per l’assegno vitalizio, destinato a diventare l’istituto per il sistema previdenziale dei consiglieri regionali. 

Tutti concordi inoltre sulla pubblicazione dei dati sui vitalizi valdostani. Certo sarà curioso capire come domenica il Presidente del Consiglio Valle, Rosset, giustificherà alla trasmissione di Giletti, di cui sarà ospite, la mancata approvazione nelle scorse settimane dell'iniziativa del M5S. Proposta di legge che avrebbe garantito fin da subito la pubblicazione, senza aspettare una proposta destinata a raccogliere più distinguo che voti a favore. Ps: esattamente come accaduto in Parlamento. 

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