La minoranza ottiene il “Consiglio straordinario”, la maggioranza il Piano

Alla fine la minoranza ottiene un'intera seduta dedicata al Piano salute e benessere sociale, facendosi bocciare 51 ordini del giorno. La maggioranza dopo due giorni e mezzo di lavoro intenso per l'Assessore Marzi approva, senza concessioni, il Piano.
Consiglio Regionale Elezione governo Testolin
Sanità

Avevano chiesto una seduta straordinaria dedicata al Piano per la salute e il benessere sociale 2022-2025 e alla fine l’hanna ottenuta. La minoranza con 55 ordini del giorno presentati ha messo in scena un Consiglio Valle tutto incentrato sui temi del sociale e della sanità: dalle liste d’attesa, agli screening, dall’elisoccorso notturno, dall’assistenza territoriale ai piani vaccinali, per passare poi anche agli hikikomori (il fenomeno del ritiro sociale dei giovani) alla nomofobia, la dipendenza da smartphone.

Dal pomeriggio di martedì 20 alla tarda serata di oggi, giovedì 22 giugno, a difendere le posizioni della maggioranza è stato lasciato solo l’Assessore regionale alla Sanità Carlo Marzi, che per ben 51 volte (Nda quattro ordini del giorno sono stati ritirati) ha ripetuto, senza batter ciglio e sempre motivandola, la stessa risposta a tutte le iniziative, respinte: “per questo motivo le chiedo di ritirare l’ordine del giorno altrimenti ci asterremo“. Alla fine della lunga maratona all'”ultimo kamikaze”, come Marzi è stato anche definito in questa monotematica seduta, è arrivato il riconoscimento della minoranza e dei colleghi di maggioranza per la stoicità dimostrata.

Scontato il finale di questo Consiglio Valle: il PSBS (il Piano salute e benessere sociale ) è stato approvato con i 19 voti di maggioranza e l’astensione della minoranza. Rimandati invece alla prossima seduta del 12 e 13 luglio i due disegni di legge sulle locazioni turistiche e l’imposta di soggiorno.

La discussione sul Piano

“E’ elemento sostanziale la piena attuazione dell’integrazione sociosanitaria, attraverso la realizzazione dei Punti unici di accesso (PUA), quale interfaccia per la manifestazione dei bisogni di assistenza sanitaria e sociale dei cittadini,  – evidenzia l’Assessore regionale Carlo Marzi – comportando una necessaria collaborazione tra operatori della sanità e dell’ambito dei servizi sociali, imprescindibile per garantire una presa in carico globale e integrata dell’individuo. Anche la recente approvazione del Piano per la non autosufficienza 2023-2025 costituisce l’avvio di un percorso di strutturazione dei Livelli essenziali delle prestazioni sociali (LEPS) per le fasce più fragili della popolazione.”

L’Assessore ha poi specificato che “ogni anno la Giunta approverà il Piano Operativo Annuale (POA) contenente le azioni attuative delle attività già richiamate nel Defr, che individueranno i destinatari e gli indicatori di monitoraggio e le correlate risorse rese disponibili a tal fine dalla legge di bilancio della Regione. Inoltre sarà approvata la costituzione di un tavolo di monitoraggio e valutazione del Piano che, annualmente, verifichi lo stato di avanzamento delle azioni definite nelle schede inserite nel POA. Ad oggi, la percentuale di risorse a disposizione per la sanità e le politiche sociali è al di sopra della media nazionale: con 407 milioni di euro noi manteniamo una peculiarità oltre che un’attenzione nei confronti della comunità valdostana. Abbiamo tanti problemi che ci accomunano con la sanità nazionale, ma abbiamo dimostrato di sapere stare con i piedi per terra nell’affrontare le sfide che ci attendono ogni giorno.”

Piano salute e benessere: un “libro dei sogni” fino a quando non si troverà personale

Fra le critiche mosse dalla minoranza l’assenza di un’analisi del contesto di riferimento, la mancanza di confronto e ascolto, i tempi del documento ma anche il mancato riferimento alle specifiche prerogative statutarie della regione. “Un piano dovrebbe basare le proprie considerazioni su di una base statistica e di contesto” ha evidenziato Stefano Aggravi della Lega Vda. “Questo è un Piano che ha tirato dritto, con arroganza, senza confronto e senza prendere in considerazione le proposte emerse nelle audizioni dagli ordini, dalle professioni, dai sindacati e dai cittadini intervenuti ” il commento della Capogruppo di PCP, Erika Guichardaz. “Il Piano parla di programmazione 2022-2025 quando siamo a metà 2023: sarebbe stato opportuno che questo documento traguardasse al 2027 mentre rimane un libro dei sogni. Abbiamo il timore che diventi come il report che aveva prodotto la Cabina di regia condotta dal professor Balduzzi e che indicava soluzioni concrete” ha detto Mauro Baccega di Forza Italia VdA. “Dov’è finita la nostra autonomia? L’esiguo bacino di utenza unito alla morfologia territoriale pone da sempre questioni di scelte molto importanti, prima fra tutte la realizzazione di economie di scala. La nostra autonomia statutaria ci ha permesso di mantenere standard elevati perché abbiamo finanziato interamente la nostra sanità. Oggi, invece, pur investendo oltre 400 milioni di Euro all’anno nel settore, abbiamo rinunciato alla nostra particolarità e non abbiamo l’orgoglio di indicare un nostro modello” il commento di Claudio Restano del gruppo misto.

Approvato dalla Giunta il Piano regionale della salute e del benessere sociale

11 aprile 2022

Giro di boa per il Piano per la salute e il benessere sociale 2022/2025. La Giunta regionale ha approvato oggi il documento, che sarà ora trasmesso al Consiglio regionale per la sua approvazione.

“Si tratta di un documento di programmazione sanitaria e sociale che riveste fondamentale importanza per la sanità, – dichiara l’Assessore Barmasse – , che mancava dal 2013. È stato un lavoro delle strutture di oltre 10 mesi, importante, accurato, in cui abbiamo analizzato tutte le tematiche che riguardano il tema della salute e del benessere sociale. L’emergenza sanitaria ha messo in luce la necessità di riorganizzare e sostenere con maggiori risorse il ruolo del territorio e dei suoi attori principali, prosegue l’Assessore. Si tratta di una nuova assistenza socio-sanitaria territoriale che, superando la logica puramente erogativa, pone al centro la persona nella totalità dei suoi bisogni. Dopo aver “aperto” il documento ai vari attori istituzionali e ai cittadini, attraverso la piattaforma di partecipazione democratica, recependone i contributi, il documento proseguirà il suo iter, attraverso la Commissione consigliare competente, per l’approvazione da parte del Consiglio regionale.”

Il piano, aperto alla consultazione popolare, aveva ricevuto fra novembre e dicembre una cinquantina di contributi per il tramite della piattaforma democratica online “Io partecipo”.

Rivoluzione per l’assistenza territoriale: cosa prevede il piano

“La Pandemia ha messo in luce la necessità di riorganizzare e sostenere con maggiori risorse il ruolo del territorio e dei suoi attori che, soprattutto nella fase iniziale della pandemia, avrebbe potuto arginare maggiormente una parte dell’emergenza evitando che questa si riversasse sulle strutture ospedaliere, impreparate ad affrontare un numero elevato di ricoveri di persone in una fase già avanzata dell’infezione”. A dirlo è il Piano regionale per la salute e il benessere sociale 2022-2025, la cui bozza è stata presentata ieri mattina in V Commissione consiliare dall’Assessore alla salute e politiche sociali, Roberto Barmasse, unitamente al Commissario dell’Usl della Valle d’Aosta, Massimo Uberti.

Il futuro della sanità regionale immaginata dal piano passa da una rivoluzione dell’assistenza territoriale. I dati mostrano un eccesso di ospedalizzazione in Valle d’Aosta, che “potrebbe essere dovuto anche alla mancanza di strutture intermedie di cura tra il domicilio e l’ospedale per acuti”.
Il progetto di ampliamento dell’ospedale prevede la riunificazione in un’unica sede dell’assistenza per acuti e una riqualificazione differenziata per diversa intensità di cura. Il nuovo ospedale per acuti  si affiancherà al ristrutturato Parini, con funzioni di diagnosi e cura diurne H12 a gestione prevalentemente infermieristica.
La realizzazione del nuovo presidio ospedaliero richiederà un tempo non inferiore agli 8 anni, da qui la necessità di individuare delle strutture a valenza temporanea, anche richiedenti adattamenti strutturali e tecnologici, con la finalità di gestire il periodo di transizione.
“Per dare immediata soluzione a bisogni assistenziali a pandemia non ancora conclusa” è stata realizzata la struttura prefabbricata denominata “Triangolo” “per l’incremento del reparto di terapia intensiva esistente tramite la realizzazione di ulteriori 10 posti modulari che consentono di integrare le esigenze di posti letto fino alla realizzazione del nuovo presidio ospedaliero”. Il piano suggerisce inoltre il mantenimento della televisita specialistica, “per permettere lo screening dei casi mediante la telemedicina e consigliare l’accesso al Dipartimento Emergenza urgenza e Accettazione (DEA) solo ai casi sospetti o meritevoli di trattamento”.

Le novità del piano riguardano però principalmente l’assistenza territoriale, con tre priorità individuate: la distrettualizzazione, con nuove forme aggregative e funzionali dei medici convenzionati e con strutture differenziate per intensità di cura; un nuovo rapporto con la Medicina in convenzione e l’implementazione e la diffusione della Telemedicina per favorire la domiciliarità delle cure e gestire la cronicità nei soggetti più fragili.

Gli attuali quattro distretti diventeranno in futuro due: il D1 comprensivo dell’attuale distretto 1 (Alta Valle) e del distretto 2 (Aosta e cintura) e il D2 comprensivo dell’attuale distretto 3 (Media Valle) e del distretto 4 (Bassa Valle). Il loro ruolo verrà potenziato, “in funzione non solo erogativa, ma anche integrativa, funzionale e di coordinamento del fabbisogno territoriale e della capacità di resilienza nelle emergenze, l’adeguamento nella dotazione delle risorse agli standard di qualità e sicurezza e la valorizzazione dei medici che operano sul territorio Pediatri di Libera Scelta e specialisti)”.

I poliambulatori distrettuali saranno trasformati in “Case della comunità”, punti di accesso sanitari e sociali avanzati. Nel distretto 1 è prevista la  Casa della Comunità di Morgex ( H12) a media intensità o Casa della Comunità di Aosta (H24) ad alta intensità, le case della Comunità a bassa intensità di Courmayeur, di Saint Pierre, di Charvensod e di Variney. Nel Distretto 2 la  Casa della Comunità di Donnas (H24) ad alta intensità, la casa della comunità di Châtillon (H12) a media intensità e le case della comunità a bassa intensità di Nus, di Verrès, di Valtournenche, di Brusson e di Gaby. Le Case a media complessità svolgono il loro servizio H12 (non meno di cinque ore) sei giorni su sette, mentre le Case ad alta complessità svolgono, attraverso la presenza dei Medici di continuità assistenziale, un servizio H24, sette giorni su sette.

In arrivo anche l’ospedale di comunità, struttura residenziale di cure intermedie, e la riorganizzazione delle attuali microcomunità: alcune diventeranno strutture residenziali per persone non autosufficienti, con unità di cure intensive come Variney, di cure estensive, come Morgex o Perlox, di cure di mantenimento come Gressan e Hone, mentre altre strutture semi residenziali.
La riorganizzazione prevede anche revisione dell’attuale governance. Alle Unités des Communes rimaranno in capo le strutture a valenza socio assistenziale e alberghiera, “attraverso una gestione unica, criteri e standard omogenei di funzionamento”; mentre all’Usl andranno le strutture socio sanitarie e sanitarie.

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