Piano salute e benessere: un “libro dei sogni” fino a quando non si troverà personale

A dirlo è l'Assessore regionale alla Sanità Roberto Barmasse presentando il piano davanti all'Assemblea dei sindaci. "La mancanza di infermieri e medici è una criticità enorme".
Mauro Lucianaz, Franco Manes e Alessandro Barmasse
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Un “libro dei sogni” che al momento non si sa quando potrà essere attuato perché mancano le risorse, in primis quelle umane. Non ha nascosto le criticità del Piano regionale della salute e del benessere sociale davanti all’Assemblea dei sindaci, l’Assessore regionale alla Sanità Roberto Barmasse.
“La situazione è critica. – ha scandito l’Assessore – Avere un piano vuole dire sapere qual è il percorso, poi non sappiamo quando però quando questo si compirà”.

Ricordando come anche la vicina Svizzera sta vivendo il fenomeno della fuga degli infermieri, Barmasse ha sottolineato come “il problema della mancanza di personale sanitario sia comune a tutta Italia e tutta Europa”.  Secondo le stime del Ministero la carenza, in particolare di medici, andrà avanti ancora per 3 o 4 anni.

“Il personale non esiste” ribadisce Barmasse “La criticità è enorme. Siamo chiari, tutte le attività che stiamo facendo per trovarlo altro non sono che attività di furto da altre realtà vicine, cercando di offrire condizioni attrattive e cercando di mantenere il nostro personale, evitando la fuga verso la Svizzera. Per aprire i servizi territoriali dobbiamo prima trovare il personale, ma in questo momento non abbiamo neppure il personale per l’ospedale”.

L’Assessore ha, quindi, ricordato le difficoltà del Dipartimento politiche sociali, “oberato da attività amministrative e burocratiche”. Da qui l’idea dell’ente strumentale, indicato dal Piano regionale.

“L’ente gestore è ancora un’idea fumosa” ha aggiunto Barmasse. “Il concetto è di avere un ente che possa farsi carico delle attività amministrative e gestionali ora in capo alle politiche sociali. Un ente ancora tutto da creare, speriamo di poterlo fare attraverso la nascita a monte di una cabina di regia, dove anche gli enti locali avranno un ruolo fondamentale.”

Fra i compiti che verranno assegnati all’ente strumentale, anche un ruolo di supporto nella gestione delle microcomunità valdostane, ora in capo alle Unités.

Proprio la creazione di quest’ente, che “andrebbe a depauperare” di funzioni le Unités è fra le ragioni del voto di astensione espresso dall’Assemblea dei sindaci. 

“Questo è uno strumento di pura programmazione” ha sottolineato il Presidente del Celva, Franco Manes: “Dal 2015 però questa è la prima volta che abbiamo un documento a 360 gradi. Partiamo, quindi, con qualcosa di concreto. E’ indubbio che questo documento necessita di ulteriori approfondimenti sugli enti locali valdostani e su quei servizi che interessano i nostri territori. Un piano di questo genere presuppone però  di capire qual è il futuro degli enti locali valdostani. Ha ancora senso che le Unités esistano e a monte i comuni?”. 

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