Si riduce la presenza degli infermieri nelle micro di Doues e Roisan, proteste della Lega

Per la Lega Vda il taglio si ripercuoterà "inevitabilmente Oss, utenti e famiglie su cui si scaricheranno le conseguenze di questo taglio che si aggraverà con l'arrivo delle vacanze estive."
La microcomunità di Doues
Sanità

“Il taglio delle ore di assistenza sanitaria, che da oggi sta colpendo le strutture per anziani della nostra Regione, è una tragedia annunciata che si scaricherà, inevitabilmente sul servizio e sugli utenti incolpevoli.” A scriverlo in una nota è la Lega Vda, spiegando come da tempo “denuncia questo taglio improvviso dell’assistenza infermieristica che arriva senza alcun preavviso e senza alcuna spiegazione da parte tanto dell’Azienda sanitaria quanto delle strutture interessate”.

Il Carroccio evidenzia in particolare come nel “mezzo si trovano inevitabilmente Oss, utenti e famiglie su cui si scaricheranno le conseguenze di questo taglio che si aggraverà con l’arrivo delle vacanze estive.”

Si riduce la presenza degli infermieri nelle micro di Doues e Roisan. L’Usl: “Era stimata in eccesso”

31 maggio 2024

Da domani, sabato 1° giugno, il servizio infermieristico nelle microcomunità di Doues e Roisan verrà ridotto. Ad oggi gli infermieri presenti nelle due strutture, considerate a bassa intensità, ovvero con anziani autosufficienti o con limitata autonomia personale, sono presenti in struttura per sei ore al giorno. Da domani il servizio sarà ridotto a tre ore.

Una scelta che ha destato preoccupazione negli operatori e nelle famiglie e che verrà analizzata durante la prossima seduta del Consiglio regionale grazie ad una interrogazione della Lega Vda.

A spiegare la decisione è il direttore generale dell’Azienda Usl Massimo Uberti: “La rimodulazione della presenza degli infermieri viene effettuata al fine di razionalizzare le preziose risorse umane a disposizione”. 

La normativa non stabilisce tempi e orari del servizio, indicando solo “l’adozione di un criterio di adeguamento, secondo priorità e complessità clinica e quindi, adattando l’assistenza alle specifiche ed alle necessità degli ospiti”. L’assistenza fornita finora, aggiunge Uberti “era stimata in eccesso rispetto ai criteri fissati dalla normativa”.

La riorganizzazione consentirà all’azienda Usl di “destinare le risorse infermieristiche, che come è noto sono insufficienti perché non presenti in numero adeguato nel mercato del lavoro italiano, ai servizi propri della professione sanitaria, permettendo così di dare una risposta infermieristica più adeguata nell’assistenza domiciliare”.  Ad oggi sono circa una cinquantina gli infermieri necessari all’azienda Usl per i servizi erogati e quelli che a breve dovranno essere erogati, come le case e gli ospedali di comunità.  “Vista la dimostrata difficoltà ad assumere infermieri in numero sufficiente, il sistema non può più permettersi di utilizzarli per mansioni delegabili ad altre professionalità”

Sulle preoccupazioni degli altri operatori delle due strutture per anziani di doversi sobbarcare il lavoro oggi compiuto dagli infermieri, il Direttore generale infine dice: “Nulla cambia rispetto all’attività degli infermieri come, ad esempio, nella preparazione della terapia che rimane di pertinenza infermieristica sotto prescrizione medica mentre il supporto nell’assunzione dei farmaci sarà garantita ed estesa alla fascia pomeridiana, come già accade nel turno serale, a cura del personale Oss”. 

3 risposte

  1. Anziché tagliare assistenza infermieristica, non sarebbe più decente tagliare almeno qualche incarico al direttore sanitario di area territoriale che avvalla questo nuovo “recupero” di personale infermieristico? Anche per privatizzare il servizio sanitario e assistenziale delle RSA di Variney e Perloz è stata dichiarata la stessa motivazione: si vedono i risultati.

  2. Dichiarazioni di un alto dirigente USL che lasciano basiti: per recuperare personale infermieristico propone che sia l’oss a somministrare la terapia in assenza dell’infermiere, come peraltro già si starebbe facendo … Art. 443 C.P.
    Chiedo 1) se si farebbe somministrare farmaci preparati (diluiti e/o tritati) ore prima, 2) se ha ponderato l’inefficacia o la nocività di farmaci così somministrati, 3) come fa a non rendersi conto del rischio extra riversato con questa modalità sul personale oss e infermieristico. Mi stupisco che l’Ordine degli infermieri non sia già intervenuto per sanare questo grave disservizio suggerendo interventi alternativi all’abuso di professione infermieristica. Se una terapia cadesse per terra o si rovesciasse, l’oss come si deve comportare? In attesa di ponderata risposta.

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