500 euro per la formazione ai precari, la Regione nuovamente condannata

Nuove sentenze, pronunciate dal giudice del lavoro di Aosta, a favore di 62 docenti precari, riconoscono loro il diritto a ricevere i 500 euro per la formazione. I sindacati: "La Regione riconosca ora per via legislativa i diritti dei precari, anziché costringere i lavoratori della Scuola a difendere i propri diritti attraverso contenziosi".
Scuole Medie Luigi Einaudi
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Dopo le prime sentenze del marzo scorso, il giudice del lavoro conferma ad altri 62 docenti precari il diritto a ricevere i 500 euro annui per le spese di autoaggiornamento, condannando così la Regione al pagamento di altri 150.000 euro. A darne notizie sono le segreterie regionali di Savt-École e Snals-Confsal.

“Le sentenze rese dal giudice Luca Fadda seguono quelle già pronunciate nel mese di marzo e confermano l’orientamento giurisprudenziale,  .- spiegano in una nota i sindacati – che riconosce anche ai docenti a tempo determinato il diritto a ricevere il sussidio per aggiornarsi, in quanto le norme europee vietano la disparità di trattamento tra il personale precario e il personale di ruolo”.

L’auspicio dei sindacati è che, in attesa di nuovi ricorsi, in preparazione, la Regione “riconosca per via legislativa i diritti dei precari, anziché costringere i lavoratori della Scuola a difendere i propri diritti attraverso i contenziosi, sempre onerosi per le parti in causa”.

Anche ai docenti precari spetta il bonus di 500 euro per la formazione

La Regione Valle d’Aosta dovrà riconoscere il bonus di 500 euro annui per la formazione, previsto dalla cosiddetta legge della “Buona scuola”, anche ai docenti precari. La decisione è stata assunta dal Giudice del Lavoro del Tribunale di Aosta Luca Fadda che il 1° marzo scorso ha pronunciato sei sentenze con cui ha accolto i ricorsi di decine di insegnanti precari, patrocinati dall’avvocato Sacha Bionaz del Foro di Ivrea, iscritti allo Snals e al Savt-École.

Il Tribunale ha condannato la Regione al pagamento del bonus per la formazione di 500 euro per sessanta ricorrenti per un complessivo di circa 140mila euro, a cui si aggiungono le spese legali.

Soddisfatti i due sindacati che sottolineano l’ennesimo riconoscimento del diritto dei precari a ricevere un trattamento pari a quello del personale scolastico assunto a tempo indeterminato.

 “Spiace constatare – ha dichiarato Alessandro Celi, segretario regionale dello SNALS –  che ancora una volta l’Amministrazione regionale ha perso un’occasione per distinguersi dallo Stato nella gestione del proprio personale. Riconoscere ai precari il bonus formazione, senza costringerli al ricorso, avrebbe aiutato questi a prepararsi per la delicata professione che svolgono ed evitato alle casse regionali il pagamento delle spese”.

Celi foto
Alessandro Celi

“Riteniamo molto importante che tra gli argomenti a supporto del giudizio – ha commentato Luigi Bolici, Segretario del SAVT-ÉCOLE – sia stato richiamato che la contrattazione collettiva, in particolare gli articoli 63 e 64 del CCNL, pongono a carico dell’amministrazione l’obbligo di fornire strumenti, risorse e opportunità per la formazione a tutto il personale docente, senza alcuna distinzione fra docenti precari e di ruolo”.

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Luigi Bolici

I due sindacati, in una nota, fanno sapere che stanno istruendo altri ricorsi per auspicano pronunce analoghe.

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