Scuola, il malcontento degli insegnanti precari valdostani in attesa delle chiamate

In assenza di graduatorie ufficiali e con le supplenze annuali ancora da assegnare, il rischio che lunedì 19 settembre il corpo docenti di molte scuole non sia completo diviene sempre più concreto.
Il liceo classico e musicale di Aosta
Scuola

La prima campanella non è ancora suonata ma già dalle fila degli insegnanti si odono le prime lamentele. Ancora in attesa della pubblicazione delle graduatorie definitive e delle conseguenti convocazioni per le cattedre vacanti, essi si dicono certi del rischio che lunedì 19 settembre il corpo docenti di molte scuole non sia affatto completo.

Le variazioni nel reclutamento

Sino a tre anni fa, dopo aver conseguito un opportuno titolo di studi nonché superato l’esame per l’attestazione della conoscenza della lingua francese necessario nella nostra regione, ogni insegnante era legittimato a entrare nelle graduatorie denominate GRS. Il meccanismo di gestione delle domande e di assegnazione dei punteggi era di competenza delle varie segreterie scolastiche e aveva una durata regolare di tre anni.

“A seguito della riduzione nazionale della durata effettiva delle graduatorie a soli due anni e il passaggio di competenza della loro stesura alla Regione, tutte le altre province italiane, esclusa la nostra, si sono mosse in tale direzione portandoci di fatto a dover saltare una annualità – ricorda un docente di scuola superiore che tuttavia preferisce restare nell’anonimato -. Se normalmente già alla fine del mese di agosto avevamo la possibilità di scegliere la sede della nostra supplenza annuale sulla base di quelle che non erano state attribuite ai colleghi di ruolo, l’anno passato, con il rinnovo della graduatoria e un ritardo di due settimane nella pubblicazione delle convocazioni, la scuola è di fatto potuta iniziare a pieno regime soltanto a partire da ottobre”.

Uno scenario che si ripete

Nonostante le critiche che avevano contraddistinto l’avvio del precedente anno scolastico 2021/2022, con bambini e ragazzi costretti a orari ridotti a causa della mancanza di personale oppure docenti e segretari obbligati a coprire alla meglio i posti ancora vuoti, quest’anno la situazione non pare differire.

“Mentre le altre regioni della Penisola hanno già provveduto all’assegnazione delle cattedre, in Valle d’Aosta tutto pare ancora in stallo, vuoi per errori nella compilazione che hanno portato a un accumulo di ulteriore ritardo vuoi per la pratica eticamente scorretta a livello lavorativo di riscossione contemporanea del diritto di ferie da parte di impiegati regionali già di per sé sotto organico – rincara l’anonimo precario, da dieci anni nel mondo della scuola e tuttora in attesa di concorso -. Per volere della Regione, che avrebbe potuto incrementare il numero delle sedi scolastiche e di conseguenza il numero di posti per i docenti, le classi sono lievitate sino a raggiungere quote di quasi trenta allievi finendo con il ridurre di molto la qualità dell’insegnamento”.

Pressione e angoscia

Ancora in attesa di graduatorie e successive convocazioni, che per legge devono restare in pubblicazione per 48 ore prima che i supplenti annuali possano operare la scelta per la loro prossima sede di destinazione, agli occhi di molti professionisti inizia a palesarsi il rischio concreto che il posticipo dell’inizio dell’anno al prossimo lunedì 19 settembre si riveli inutile.

“È a dir poco vergognoso essere arrivati a martedì 13 settembre senza sapere ancora nulla nonostante i disagi arrecati alle famiglie a causa del rinvio di quasi una settimana dell’avvio delle scuole e della totale assenza di centri estivi cui affidare i propri figli durante quest’ultima settimana – lamenta Michela, maestra elementare che ancora non è a conoscenza della sede scolastica nella quale si troverà a lavorare il prossimo anno -. Viviamo in un clima di pressione, rabbia e angoscia perché sono certa che, non conoscendo né loro né la scuola, non sarò in grado di accogliere i miei alunni nel migliore dei modi che essi meritano”.

Una questione in risoluzione

Ritardi e allungamenti nelle tempistiche gestionali del reclutamento degli insegnanti sono stati motivati, secondo i vertici della Sovrintendenza agli studi, dai molteplici reclami pervenuti presso i loro uffici e necessari di presa visione.

Entro questa sera e al più tardi domattina provvederemo alla pubblicazione delle convocazioni e all’effettuazione delle chiamate per i gradi di infanzia e primaria, mentre con la fine della settimana corrente saremo in grado di chiudere il cerchio anche per i gradi superiori – spiega la sovrintendente agli Studi Marina Fey -. Per ciò che concerne invece le supplenze assunte tramite messe a disposizione, la questione sarà come sempre a pieno carico dei singoli dirigenti scolastici e, salvo eventuali difficoltà legate a classi di concorso particolari o scuole lontane che potrebbero restare potenzialmente scoperte, i casi di mancanza di personale dovrebbero restare circoscritti soltanto ai primi giorni di frequentazione come d’altronde è quasi sempre stato”.

2 risposte

  1. Credo che sia lei che deve capire come funziona il sistema scolastico e come viene pessimamente gestito negli uffici della regione. Inoltre ci sono momenti e momenti per andare in ferie, che l’etica lavorativa dovrebbe imporre, ma evidentemente non riguarda l’italiano medio. In più, la cosa che gli insegnanti cercano di fare per evitare situazioni del genere in un lontano futuro, è educare i propri alunni a avere un certo tipo di rispetto ed etica, che ormai nel mondo del lavoro pubblico è dimenticata.
    Cordiali saluti

  2. Caro anonimo precario, Lei di ferie ne fa 3 mesi l’anno, oltre alle sospensioni delle attività didattiche! Le ricordo che i dipendenti regionali, per contratto, hanno il DIRITTO, anzi l’obbligo, di prendere 2 settimane tra giugno e settembre.
    Inoltre, illustrissimo anonimo, si documenti un pochino meglio sulle modalità di conferimento tra tutta l’Italia e la VdA…magari riuscirebbe pure a non essere
    approssimativo e, conseguentemente, ridicolo. Invece di continuare a lamentarvi, oltretutto giustamente, per la grottesca situazione che da due anni si è venuta a creare, cercare di fare qualcosa di concreto? E lasciamo perdere gli scioperi…parlo di fatti seri e (magari utopicamente) efficaci, o almeno, leggermente destabilizzanti.
    Con anonima osservanza.
    V.

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