Ritardo nelle assegnazioni delle supplenze: i sindacati puntano il dito contro la politica

"Il problema è la fragilità del sistema e la carenza e la mancanza di alfabetizzazione del personale degli uffici. Gli interventi sono insufficienti e dipendono dal decisore politico: hanno colpa coloro che non provvedono a sistematizzare questo dipartimento per renderlo efficace”.
Conferenza stampa sindacati scuola - da sx Bolici, Demé, D'Agostino e Celi
Scuola

Un problema innanzitutto politico, prima che organizzativo. Si potrebbe sintetizzare così la conferenza stampa indetta da Cisl scuola, Flc-Cgil, Savt École e Snals Confsal per denunciare i ritardi e gli errori nelle operazioni di conferimento delle supplenze. Davanti alla stampa, ma soprattutto ai numerosi supplenti precari accorsi per ottenere chiarimenti sulla situazione, i rappresentanti delle organizzazioni sindacali hanno sottolineato la loro pazienza dimostrata fino ad oggi, ribadendo però che non poteva essere prolungata oltre.

“Ci eravamo interrogati se fare un comunicato e non avevamo paura di esporci”, ha introdotto Alessia Démé, segretaria Cisl Scuola Valle d’Aosta, “ma non volevamo aggiungere ulteriori complicazioni interferendo con il lavoro degli uffici”. La pazienza però ha raggiunto un limite, di fronte al quadro desolante di un sistema scolastico che lunedì arriverà a contare, tra le altre istituzioni, un solo professore di ruolo in organico nella scuola secondaria di primo grado di Cogne, e una situazione poco migliore in molte altre realtà del territorio. “Ora la Sovrintendenza ha invitato i dirigenti a ricorrere alle graduatorie di istituto dell’anno passato o alle MAD: meglio quello che avere classi vuote lunedì prossimo, ma stiamo ricevendo decine di chiamate da parte di insegnanti che sono confusi perché si sentono convocare per coprire solo alcuni giorni in un’istituzione, senza sapere se saranno assegnati ad un’altra per tutto l’anno. Sono tante le scuole che si basano sui precari e il ritardo di quest’anno implica problemi, oltre che di continuità didattica, anche di conciliazione tra la loro vita privata e il lavoro. Non sono solo loro a non sapere ancora dove andranno ad insegnare quest’anno, ma anche le loro famiglie, gli studenti e tutti i loro colleghi”, ha continuato Démé.

Il rammarico dei sindacati è anche quello di aver sperato invano che le procedure si concludessero entro l’inizio dell’anno scolastico. “Quando ci era stato annunciato che l’inizio rispetto al resto d’Italia era posticipato al 19 settembre abbiamo stigmatizzato la decisione”, ha spiegato Simona D’Agostino della Flc-Cgil, “ma siamo stati comprensivi sperando che tutto si sarebbe presto sistemato, con l’organico in servizio dal primo giorno di scuola. Ora invece siamo intervenuti perché si stanno minando i diritti degli studenti e in particolare dei disabili e delle loro famiglie, che hanno il diritto di conoscere fin da subito l’insegnante di sostegno”. A essere penalizzato, poi, è anche il portafoglio di docenti che spesso vivono in una situazione di precariato anche da dieci o quindici anni. “Iniziando a lavorare solo dal 21 o 22 settembre gli insegnanti probabilmente non riceveranno neanche lo stipendio a fine settembre ma dovranno aspettare ottobre”, ha aggiunto D’Agostino. I supplenti annuali, poi, che di solito entrano in servizio dal 1° settembre, avranno quasi una mensilità bruciata.

A ricordarlo è anche Luigi Bolici del Savt-École, che ha fatto eco alle parole di D’Agostino per denunciare il carattere eminentemente politico del ritardo. “Il motivo della conferenza è confermare che questa disfatta non è un imprevisto, ma avevamo vissuto più meno la stessa situazione anche l’anno scorso. Il fatto che si sia caduti nella stessa identica situazione – o anche peggio, visto che è protratta di una settimana in più rispetto all’anno scorso – è il motivo per cui ci siamo sentiti in dovere di confrontarci meglio per spiegare che il difetto non sta nel lavoro degli uffici della Sovrintendenza, che fanno quello che possono anche con un enorme spirito di abnegazione. Il problema è la fragilità del sistema e la carenza e la mancanza di alfabetizzazione del personale degli uffici. Gli interventi sono insufficienti e dipendono dal decisore politico: hanno colpa coloro che non provvedono a sistematizzare questo dipartimento per renderlo efficace”.

Bolici si è inoltre fatto portavoce del rammarico di dover lasciare da parte, di fronte a un problema così grave e al tempo stesso elementare, le battaglie iniziate su altri fronti. “Tutti questi ritardi impediscono di andare avanti su altri problemi come quello delle MAD, che sono candidature spontanee non registrate da nessuna parte e non evidenti in nessun albo pretorio. Da anni stiamo presentando il problema, anche perché le circolari ministeriali dicono che si dovrebbe rendere trasparente la scelta dei supplenti. La nostra amministrazione dovrebbe adeguarsi a questi principi di trasparenza, ma è chiaro che se ci attardiamo sul problema delle assegnazioni, questa per ora resta una chimera”.

È quindi intervenuto Alessandro Celi dello Snals Confsal, che ha puntualizzato il discorso dei colleghi spiegando che la gestione delle graduatorie si basa su tre pilastri – Sovrintendenza agli studi, istituzioni scolastiche e sistema operativo – che presentano ciascuno delle problematiche. Riguardo all’ultimo, Celi ha lamentato che “il sistema operativo risponde alla logica dell’amministrazione ma non del lavoratore e non c’è stato mai un confronto per accordare queste due logiche. Questo è un ulteriore problema politico: qual è il desiderio di confrontarsi con chi vive la scuola? Occorre cambiare prospettiva politica e capire che il sindacato può essere utile e che non è in una posizione oppositiva ma collaborativa”. In vista delle elezioni politiche del 25 settembre, dunque, l’invito dei sindacati ai rappresentanti che andranno a Roma è quello di ridare alla scuola la giusta priorità, riposizionandola in cima alle questioni pubbliche.

Scuola, Sovrintendenza: “Entro il 21 l’assegnazione delle supplenze dalla Graduatoria regionale”

I timori delle ultime settimane si sono rivelati, purtroppo, fondati. Quando la prima campanella suonerà lunedì 19 settembre, l‘iter di assegnazione delle supplenze dalla graduatoria regionale non sarà completato. Ad ufficializzarlo è oggi la Sovrintendente agli studi, Marina Fey. 

“In Valle d’Aosta, così come in diverse altre regioni italiane, si sono riscontrate alcune criticità dovute in parte al sistema informatico che, essendo nuovo, ha bisogno di essere perfezionato e, in parte, all’accoglimento dei reclami che ha comportato un’analisi più accurata delle segnalazioni pervenute. Infatti, nella nostra regione, a titolo prudenziale, tenuto conto della complessità della procedura, per evitare contenziosi, si è deciso di concedere alcuni giorni per eventuali reclami che hanno prolungato l’iter di assegnazione delle supplenze”.

In attesa del completamento dell’iter, i dirigenti scolastici delle scuole secondarie di primo e secondo grado potranno ricorrere temporaneamente alle graduatorie di istituto dell’anno scolastico 2021/2022 o alle ‘Messa a disposizione’ (MAD) per garantire il regolare avvio delle lezioni e l’erogazione del servizio scolastico.

“Gli uffici sono al lavoro per cercare di risolvere gli inconvenienti emersi – evidenza ancora la Sovraintendenza – e completare l’assegnazione delle supplenze dalla Graduatoria regionale (GRS) entro mercoledì 21 settembre. “

Sulla questione dei precari della scuola, nel pomeriggio di oggi, mercoledì 14 settembre, i sindacati della scuola hanno convocato una conferenza stampa unitaria.

Una risposta

  1. Ma l assessore alla d Istruzione e sempre l onorevole che in piena pandemia giocava con le tartarughe dall altra parte del mondo ? Se si torna a votare queĺ signore onorevole non arriva a 100 voti…scandaloso

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