Tamponi gratuiti agli studenti, ma serve la prescrizione medica

La delibera della Giunta regionale della scorsa settimana non la prevede, ma in farmacia, come da indicazione dell'azienda Usl, viene invece richiesta.
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L’obiettivo era semplificare il più possibile le procedure. Qualcosa però deve essere andato storto. La scorsa settimana la Giunta regionale ha aperto alla possibilità di eseguire i test antigenici rapidi di fine quarantena e isolamento, ma anche gli screening istituzionali come le sorveglianze scolastiche, nelle farmacie pubbliche e private convenzionate con l’Azienda Usl della Valle d’Aosta, dai medici e pediatri di base e nelle strutture sanitarie private, autorizzate o accreditate con il Servizio sanitario nazionale.

Una decisione arrivata per alleggerire il Drive-In, sotto pressione nei giorni scorsi. Sabato scorso, primo giorno di adozione della delibera, si sono registrate lunghe code alla Pépinière, con tempi di attesa anche di 3 ore e l’intervento dei Carabinieri. In fila per l’esecuzione del primo tampone di sorveglianza sanitaria anche diversi genitori, che esasperati hanno deciso di prenotare il tampone del quinto giorno in farmacia. Un’impresa trovare posto libero di questi tempi, ma soprattutto l’amara scoperta di doversi pagare il test e questo nonostante la delibera specifichi che i costi sono a carico del servizio sanitario regionale. La gratuità infatti è subordinata alla presentazione della prescrizione del medico o del pediatra di base, di cui però la delibera non fa menzione e che molti genitori sono venuti a sapere solo una volta presentatisi in farmacia. Un’ulteriore complicazione per chi in questi giorni  – con un aumento dei casi nelle scuole – si trova a destreggiarsi fra le nuove, tutt’altro che semplici, regole sulle quarantene nelle scuole. Un’ulteriore incombenza per i medici e pediatri di base, già oberati di richieste.

L’indicazione sembra arrivata alle farmacie dall’Usl.  Il decreto legge del 7 gennaio del Governo la prevede, ma solo per le scuole secondarie di primo e secondo grado, soggette all’autosorveglianza, in quanto i costi dei tamponi vengono in questo caso rimborsati dallo Stato. Per la scuola primaria paga invece la Regione.

Un cortocircuito di comunicazioni, che potrebbe esser risolto da Roma, dove le regole sulle quarantene scolastiche sono all’esame del Governo per una revisione. Allo studio, infatti, la possibilità di eliminare i due tamponi per le scuole primarie – oggi al primo caso di positività rilevato gli alunni sono chiamati ad eseguire un test il primo e il quinto giorno per poter proseguire con la didattica in presenza – alzando il numero di positivi che fanno mandare in Dad la classe. In esame anche, come chiesto da una petizione firmata da migliaia di genitori, la possibilità di uniformare il protocollo delle primarie a quello delle secondarie, dove con due casi di positività in Dad finiscono solo i non vaccinati.

Una risposta

  1. Per favore cerchiamo di semplificare e non di complicare ulteriormente le cose! Chi non lo vive in prima persona forse non capisce, ma scuole e famiglie stanno vivendo questo delirio da troppo tempo ormai… Gran perdita di tempo e energie per tutti

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